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Riforma Corte dei Conti: Fazzi (ANCREL) sottolinea l’importanza dei controlli per garantire responsabilità e qualità della spesa pubblica
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La nuova legge 1/2026 riequilibra la responsabilità erariale, valorizzando revisori e pareri tecnici senza ridurre la tutela del bilancio pubblico
Firenze, 25 febbraio) – “La responsabilità erariale si può anche riequilibrare, ma solo se la Corte dei Conti continua a presidiare con forza la tenuta dei conti pubblici e la qualità dei controlli”. È questo, secondo Luciano Fazzi, vicepresidente dell’Associazione nazionale dei certificatori e revisori degli enti locali (ANCREL), il cardine su cui deve ruotare la riforma avviata con la legge 1/2026. Lo chiarisce a Firenze, nel corso della giornata di studio ‘La riforma della Corte dei Conti: uno sguardo di insieme e l’impatto sugli Enti Locali’, organizzata dalla Città Metropolitana con l’Associazione Contare, ANCREL, Upi e Anci Toscana.
Fazzi, nella sua analisi, mette in luce sia le innovazioni sia le potenziali criticità del testo, con particolare attenzione agli effetti sul sistema dei controlli pubblici e sul ruolo della magistratura contabile. La norma, osserva, “ridefinendo la nozione di colpa grave, introduce limiti quantitativi alle condanne risarcitorie e attribuisce un valore esimente ai pareri tecnici e a quelli della Corte” anche nei casi di silenzio-assenso, “con l’obiettivo di rendere più sostenibile il rischio professionale dei dirigenti pubblici e favorire una maggiore serenità decisionale”. In questo quadro, aggiunge, “viene valorizzato il ruolo dei revisori degli enti locali, qualificati come pubblici ufficiali e custodi degli equilibri di bilancio, la cui funzione incide direttamente sulla corretta gestione delle risorse pubbliche e sulla prevenzione dei rischi contabili e finanziari”.
La riforma, precisa ancora Fazzi, “non va letta come una deresponsabilizzazione generalizzata, bensì come una diversa allocazione del rischio amministrativo, che richiede un rafforzamento della qualità dei controlli e dell’indipendenza tecnica dei soggetti chiamati a esprimere pareri”.
In questo senso, prosegue, “è utile fare un parallelismo con la recente riforma dell’articolo 2407 del Codice civile sulla responsabilità del collegio sindacale. In entrambi i casi, infatti, il legislatore ha scelto di riequilibrare il rischio senza eliminare la responsabilità, ma rendendola più prevedibile e sostenibile“. Tra le due fattispecie, però, intercorre una “differenza fondamentale: mentre nel diritto societario quello in gioco è l’equilibrio tra gli interessi privati, nel sistema pubblico è in gioco la tutela del bilancio e dell’interesse collettivo, che impone un presidio ancora più forte sull’indipendenza dei controlli tecnici”.

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