Politica
La deputata Auriemma denuncia insulti sessisti e violenza online
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5 mesi fail

Il video dell’intervento alla Camera e il post sui social: “Non è confronto, è odio. La violenza digitale colpisce soprattutto le donne”
La denuncia: non più critiche, ma violenza
La deputata del Movimento 5 Stelle, Carmela Auriemma, ha denunciato pubblicamente una lunga serie di attacchi e insulti ricevuti sui social, rendendo noto tutto attraverso un video del suo intervento alla Camera dei Deputati e un post pubblicato sulla sua pagina Facebook.
Nel messaggio, Auriemma spiega che le parole rivolte contro di lei non sono semplici commenti fuori luogo, ma veri e propri colpi: tentativi di zittire, umiliare e annientare. Racconta di come, troppo spesso, sotto i suoi post non si trovino argomentazioni o critiche, ma odio puro, corredato da insulti a sfondo sessista e da minacce.
La violenza digitale colpisce soprattutto le donne
La deputata denuncia come la violenza online sia esplosa negli ultimi anni e colpisca tutti, ma con una forza ancora maggiore le donne. Non è un attacco alle idee, afferma, ma alla dignità, al corpo e alla persona stessa. Non si giudica ciò che viene detto, ma ciò che si è.
Mentre tutto questo accade, aggiunge, gli strumenti di tutela restano deboli e le denunce si perdono nella lentezza della burocrazia, lasciando le vittime sole a leggere, cancellare e sopportare.
“Non è normale. È violenza.”
Auriemma respinge con forza l’idea che questi episodi siano “parte del gioco” dei social o il prezzo della visibilità. Parla invece di violenza vera, che va riconosciuta, contrastata e punita come tale.
Nel suo intervento, esprime solidarietà verso tutte le donne che vivono la stessa condizione, citando anche colleghe come Anna Laura Orrico, Daniela Morfino e Stefania Ascari, che si trovano ad affrontare la stessa ondata di odio e maschilismo ogni giorno.
La promessa: “Non saremo noi a tacere”
Il post si chiude con un messaggio di determinazione: le donne non taceranno, continueranno a parlare, partecipare e lottare. Continueranno a occupare spazi che qualcuno vorrebbe negare loro, trasformando l’odio ricevuto in forza e determinazione.
Un giorno, conclude Auriemma, quelle parole che oggi feriscono saranno solo il segno di una battaglia vinta. “La libertà non si zittisce. La voce delle donne non si spegne.”

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