Politica
Calvizzano, Pirozzi controreplica a Borrelli: “Manipolati i fatti, tradita la fiducia”
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4 settimane fail

L’ex sindaco ribatte punto per punto alle accuse e denuncia motivazioni politiche personali dietro la sfiducia che ha fatto cadere l’amministrazione.
La risposta di Pirozzi: “Non alimentare polemiche, ma dire la verità”
Giacomo Pirozzi, ex sindaco di Calvizzano decaduto dopo le dimissioni di undici consiglieri, affida a un lungo post Facebook, dal titolo “Ripristiniamo la verità” la sua controreplica alle dichiarazioni di Luciano Borrelli. Un intervento che vuole — a suo dire — ristabilire la verità dei fatti, “non per polemica”, ma per rispetto dei cittadini e della realtà amministrativa.
Fin dall’inizio, Pirozzi contesta quella che definisce una ricostruzione “parziale, fuorviante e non corrispondente alla realtà”, attribuendola non alla malafede di Borrelli ma alla sua “ignoranza dei meccanismi amministrativi”.
Il nodo PUC: “Non propaganda, ma iter iniziato due anni fa”
Uno dei punti centrali della controreplica riguarda la revisione del PUC. Pirozzi respinge categoricamente l’accusa di averlo usato come spot elettorale.
Ricostruisce che:
- L’iter era iniziato oltre due anni fa, molto prima di qualsiasi scadenza elettorale.
- Una prima proposta tecnica era stata scartata proprio su segnalazione di Borrelli perché troppo onerosa per l’ente.
- Il confronto pubblico è arrivato solo dopo l’emanazione del regolamento attuativo della nuova legge urbanistica regionale, senza il quale — afferma — procedere sarebbe stato irresponsabile e privo di basi giuridiche.
Definire tutto ciò “propaganda”, per Pirozzi, significa “mistificare consapevolmente la realtà”.
Concorsi pubblici: “Scelte votate anche da Borrelli”
Pirozzi respinge anche le accuse relative ai concorsi banditi dal Comune.
Sottolinea che:
- Il piano assunzionale era stato approvato dalla stessa maggioranza, Borrelli compreso.
- Le assunzioni erano necessarie per colmare pensionamenti e gravi carenze di personale, specialmente nei settori chiave.
- Parlare oggi di propaganda sarebbe, quindi, una lettura distorta di scelte programmate e approvate formalmente.
La frattura personale e politica: “Borrelli studiava da sindaco già da anni”
L’ex sindaco affronta poi il tema più politico: le ragioni profonde del crollo della maggioranza.
Secondo Pirozzi:
- La rottura nasce dal desiderio, espresso da tempo da Borrelli, di candidarsi a sindaco.
- La forza della sua candidatura deriverebbe dal ruolo di consigliere metropolitano, ottenuto — ricorda — anche grazie al sostegno decisivo del sindaco e dell’intera maggioranza.
- Quella fiducia, afferma con amarezza, sarebbe stata ripagata con un tradimento.
Pirozzi aggiunge inoltre che aveva già annunciato pubblicamente che non si sarebbe ricandidato, motivo per cui ricorrere a dimissioni notarili “non aveva alcuna necessità politica”.
La gara contestata: “Ho bloccato un atto dannoso per l’ente”
Pirozzi identifica un punto di rottura amministrativa molto concreto: una specifica procedura di gara, fortemente voluta dal gruppo di Borrelli, che lui rifiutava di approvare per l’eccessiva onerosità a carico dei cittadini.
Secondo l’ex sindaco:
- La gara era economicamente svantaggiosa e rischiosa.
- Aveva chiesto formalmente ai dirigenti di sospenderla con una nota protocollata.
- La sua opposizione, motivata dalla tutela dell’interesse pubblico, avrebbe segnato il distacco definitivo.
“Chi parla di dignità politica dovrebbe ricordare il passato”
Pur scegliendo di non entrare nel merito degli scioglimenti di consigli comunali precedenti, Pirozzi lascia intendere che le accuse rivoltegli da Borrelli su questo punto siano inappropriate.
Aggiunge una stoccata finale: “chi oggi replica a ogni ora sui social ha molto più tempo di me”, dichiarando di essere tornato pienamente alla sua attività professionale e di non voler inseguire “polemiche sterili”.
Confronto pubblico sì, polemiche no
Pirozzi dice di voler chiudere il botta e risposta, pur dichiarandosi disponibile a un confronto pubblico “con carte e atti alla mano”, per consentire ai cittadini di ascoltare entrambe le versioni e farsi un’opinione trasparente.
Termina augurando il meglio a Calvizzano e alla futura amministrazione, non senza sottolineare che “governare è ben altra cosa rispetto al raccontarlo”.
Approfondimento
Per coloro che volessero approfondiere lasciamo il link al post Facebook di Giacomo Pirozzi

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