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Paniere Istat 2026: come cambiano consumi e inflazione

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Nuova classificazione, pesi aggiornati e più servizi: il paniere Istat 2026 fotografa l’evoluzione delle spese delle famiglie italiane

Il nuovo paniere Istat 2026: una fotografia più aggiornata dei consumi

Nel 2026 il paniere dei prezzi al consumo dell’Istat si rinnova profondamente, segnando un passaggio chiave nella misurazione dell’inflazione in Italia. La principale novità è l’adozione della nuova classificazione europea ECOICOP versione 2, che recepisce gli standard aggiornati della COICOP 2018 e amplia il numero delle divisioni di spesa da 12 a 13.

Il nuovo impianto classificatorio si articola ora in 47 gruppi, 122 classi, 234 sottoclassi, fino ad arrivare a 531 aggregati di prodotto per gli indici NIC e FOI, che diventano 537 per l’IPCA. Un’evoluzione che consente di rappresentare in modo più preciso i cambiamenti nei comportamenti di consumo delle famiglie italiane.

A questi livelli si aggiungono, per l’Italia, i segmenti di consumo e gli aggregati di prodotto, che consentono all’Istat di calcolare gli indici con un elevato grado di dettaglio.

Che cos’è la COICOP e perché è stata aggiornata

La COICOP (Classification of Individual Consumption by Purpose) è la classificazione internazionale dei consumi individuali sviluppata in ambito ONU. Serve a raggruppare le spese delle famiglie in base allo scopo del consumo, cioè al bisogno che beni e servizi soddisfano: alimentazione, abitazione, trasporti, sanità, istruzione e così via.

Nel tempo, i profondi cambiamenti nei modelli di consumo hanno reso necessaria una revisione della classificazione. Per questo nel 2018 è stata approvata una nuova versione della COICOP, recepita a livello europeo attraverso un sistema armonizzato.

ECOICOP: la versione europea della classificazione dei consumi

La ECOICOP (European Classification of Individual Consumption by Purpose) è l’adattamento europeo della COICOP, utilizzato per il calcolo degli indici dei prezzi al consumo nei Paesi dell’Unione. Dal 2026 entra in vigore la ECOICOP versione 2, che introduce una struttura più articolata e dettagliata.

Base 2025 e nuove fonti: come cambia la metodologia

Dal 2026 gli indici dei prezzi al consumo sono espressi nella nuova base 2025=100, come previsto dai regolamenti europei. Per garantire la continuità statistica, l’Istat ha ricostruito le serie storiche degli indici dal 1996 al 2025, mantenendo invariati gli indici generali NIC, FOI

La stima dell’inflazione si fonda su un sistema informativo molto ampio: ogni mese vengono utilizzate circa 27 milioni di quotazioni di prezzo, provenienti da rilevazioni sul territorio, fonti amministrative, web scraping e dati scanner della grande distribuzione.

Nuovi beni e servizi nel paniere 2026

L’aggiornamento del paniere tiene conto dell’evoluzione concreta dei consumi. Tra le nuove voci entrano, ad esempio, grembiuli e uniformi scolastiche, filati per maglia e uncinetto, kit di videosorveglianza, carbone per barbecue, articoli per il campeggio e un nuovo aggregato dedicato a software e antivirus.

I pesi del paniere 2026: cosa pesa davvero sulla spesa delle famiglie

La revisione dei pesi del paniere Istat 2026 restituisce una fotografia chiara delle priorità di spesa delle famiglie italiane, confermando alcune tendenze strutturali e segnalandone di nuove. I coefficienti di ponderazione, aggiornati sulla base dei dati più recenti della Contabilità nazionale (2025) e dell’Indagine sulle spese delle famiglie (2024), misurano l’importanza relativa di ciascuna divisione di consumo nel calcolo dell’inflazione NOTA_INFORMATIVA_PANIERE_2026 (….

Nel 2026, quattro divisioni superano la soglia del 10% del peso complessivo:
Prodotti alimentari e bevande analcoliche (17,1%), Trasporti (15,5%), Servizi di ristorazione e alloggio (12,6%) e Abitazione, acqua, elettricità e gas (11,9%). Insieme, queste voci rappresentano oltre la metà della spesa delle famiglie italiane.

Il dato più rilevante è la crescita dei Servizi di ristorazione e alloggio, che registrano l’aumento più consistente rispetto al 2025: +0,65 punti percentuali. L’incremento riguarda sia la ristorazione sia i servizi di alloggio e riflette una ripresa ormai consolidata delle spese legate alla socialità, al turismo e al consumo fuori casa, dopo la contrazione osservata negli anni pandemici NOTA_INFORMATIVA_PANIERE_2026 (….

Aumenta anche il peso della Sanità (+0,24 punti percentuali), trainato soprattutto dalla crescita dei servizi di cura ospedaliera e ambulatoriale, mentre la divisione Arredamenti, apparecchi per uso domestico e manutenzione della casa registra un rafforzamento legato all’aumento degli acquisti di elettrodomestici e attrezzature per la casa e il giardino. Segnali positivi arrivano anche da Abbigliamento e calzature, in moderata crescita.

Sul fronte opposto, diminuisce il peso di alcune voci tradizionali. La flessione più marcata riguarda Ricreazione, sport e cultura (-0,48 punti percentuali), penalizzata in particolare dal calo dei servizi ricreativi. Scende anche Informazione e comunicazione (-0,45 punti), effetto soprattutto della riduzione del peso delle apparecchiature tecnologiche. In lieve calo risultano inoltre Trasporti, Bevande alcoliche e tabacchi e Assistenza alla persona e protezione sociale.

Nel complesso, il paniere 2026 conferma uno spostamento graduale dai beni ai servizi. Il peso dei beni scende al 55,53%, mentre quello dei servizi sale al 44,47%, rafforzando una tendenza già visibile negli anni precedenti. All’interno dei beni, diminuisce l’incidenza dei beni energetici e degli alimentari lavorati, mentre cresce quella degli alimentari non lavorati, segnale di un cambiamento nelle abitudini di acquisto e consumo.

Un altro elemento significativo riguarda la frequenza di acquisto: aumentano i pesi dei beni e servizi acquistati con alta frequenza, che superano il 41% del paniere. Questo significa che l’inflazione del 2026 sarà sempre più influenzata dai prezzi dei prodotti e servizi che incidono quotidianamente sul bilancio delle famiglie.

Assicurazione auto. Nel paniere Istat 2026 l’assicurazione auto rientra tra i servizi di trasporto privato della classificazione ECOICOP e continua a incidere in modo strutturale sulla spesa delle famiglie. Pur in un contesto di lieve riduzione del peso complessivo dei Trasporti, questa voce mantiene rilievo perché rappresenta una spesa obbligatoria e ricorrente. I prezzi sono rilevati sulla base dei premi effettivamente pagati, secondo criteri armonizzati europei, e contribuiscono all’aumento del peso dei servizi, che nel 2026 raggiungono il 44,47% del paniere. Una dinamica che rafforza il ruolo dell’assicurazione auto anche nella percezione dell’inflazione.

Focus Campania

Nel paniere Istat 2026 la Campania rappresenta il 6,79% del peso nazionale, una quota coerente con la dimensione demografica ed economica della regione.

La rilevazione dei prezzi copre l’81,1% della popolazione provinciale, grazie alla partecipazione di 4 capoluoghi su 5, un livello di copertura superiore alla media del Mezzogiorno. Questo rafforza il ruolo della Campania nella determinazione dell’inflazione nazionale e nella rappresentatività dei consumi del Sud Italia.

Aggiornamento

L’articolo è basato sulla nota informativa dell’Istat relativo a “GLI INDICI DEI PREZZI AL CONSUMO – Aggiornamenti del paniere, della struttura di ponderazione e dell’indagine -Anno 2026”. Per coloro che volessero approfondire si lascia in allegato il documento dell’Istat.

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