Cronaca
Terra dei Fuochi, sequestrato opificio a Capua: 65 tonnellate di rifiuti tessili e sei lavoratori in nero
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8 mesi fail

I finanzieri della Guardia di Finanza di Caserta sequestrano un capannone di 600 mq: indagini su commercio illecito di rifiuti, materiali provenienti dal Nord Italia e sei lavoratori impiegati senza contratto
Nell’ambito dei servizi finalizzati al contrasto all’illecita gestione di rifiuti da parte delle filiere produttive cd. a rischio nel territorio della “Terra dei Fuochi”, condotti con il coordinamento della Prefettura di Caserta, nei giorni scorsi i finanzieri del Comando Provinciale di Caserta hanno sequestrato, nel Comune di Capua (CE), un opificio di 600 mq utilizzato quale luogo di lavorazione e stoccaggio da una società esercente l’attività di “commercio all’ingrosso di altri materiali di recupero”, contenente circa 65 tonnellate di rifiuti tessili, classificati come rifiuti speciali non pericolosi, unitamente a rifiuti misti di materiale plastico e cartaceo, oltre alle relative attrezzature e mezzi da lavoro.
L’esame del materiale stoccato all’interno del capannone, svolto dalle Fiamme Gialle della Compagnia di Capua unitamente al personale tecnico dell’Arpac, ha permesso di rilevare – sebbene nella fase embrionale delle indagini preliminari – la presenza di balle di indumenti usati provenienti dall’attività di raccolta nei centri urbani, provenienti per la maggior parte dal Nord Italia, classificabili tuttavia come rifiuti tessili in quanto non sottoposti ai prescritti processi di selezione e igienizzazione.
Inoltre, la società controllata risultava priva delle necessarie autorizzazioni ambientali per il trattamento dei rifiuti, pur avendo avviato un impianto di messa in riserva e recupero di rifiuti non pericolosi. Nel corso delle attività ispettive veniva rilevato l’impiego di n. 6 lavoratori in “nero”, intenti a prestare la propria opera in assenza delle preventive comunicazioni di assunzione.
Il rappresentante legale della società, un 50enne italiano proveniente dall’hinterland napoletano, veniva deferito per il reato di illecita gestione di rifiuti ed è stato segnalato all’Ispettorato Territoriale del Lavoro per l’adozione del provvedimento di sospensione dell’attività.
Si procedeva al sequestro del predetto immobile e del relativo materiale ivi contenuto.
Si precisa che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari, che l’odierno indagato è da ritenersi innocente fino a sentenza definitiva e che la misura cautelare reale è stata adottata in assenza di contraddittorio e comunque il Giudice terzo della fase processuale, potrà anche valutare l’assenza di ogni forma di responsabilità in capo all’indagato.

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