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Aversa, polemica per la presenza di don Mottola alle celebrazioni
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La presenza di don Mottola, condannato a 9 anni in primo grado per abusi sessuali, alle celebrazioni ad Aversa riaccende polemiche. La Diocesi chiarisce: restrizioni in vigore e partecipazione concessa solo in via eccezionale
La recente apparizione pubblica di don Michele Mottola, sacerdote già noto alla cronaca giudiziaria per una condanna a 9 anni di carcere per abusi sessuali su una bambina di 11 anni a Trentola Ducenta (Caserta), ha riacceso un acceso dibattito nella Diocesi di Aversa e nell’opinione pubblica.
Il sacerdote, che aveva servito varie comunità parrocchiali prima della vicenda, fu sospeso dalla diocesi e poi arrestato nel 2019 dopo che la giovane vittima aveva consegnato alle autorità registrazioni audio di incontri in canonica; tali prove, insieme ad altri elementi, portarono alla sua incriminazione e alla successiva condanna in primo grado a 9 anni di reclusione nel 2020.
Durante l’interrogatorio con il giudice per le indagini preliminari, Mottola si era dichiarato colpevole delle accuse di abusi nei confronti della minorenne, ammettendo le responsabilità e chiedendo scusa alla famiglia della bambina.
La presenza alle celebrazioni che ha scatenato le proteste
Nel periodo delle celebrazioni legate alla chiusura del Giubileo nella Cattedrale di Aversa e in altre funzioni pubbliche, don Mottola è stato fotografato e visto accanto ad altri sacerdoti, alla presenza di fedeli e bambini.
Una delle immagini lo ritrae in una celebrazione del 26 dicembre 2025 in onore del Patrono Santo Stefano Protomartile a Qualiano. Don Mottola è in occhiali scuri accanto al Vescovo.
Questo ha suscitato reazioni di forte sdegno da parte di cittadini, associazioni e osservatori, per i quali la presenza di un sacerdote con una condanna in primo grado per abusi su un minore in eventi pubblici, specie con la partecipazione di bambini, è inappropriata e causa di ulteriore sofferenza per la vittima e per la comunità.
Critiche particolarmente nette sono arrivate da figure come l’avvocato Sergio Cavaliere, che ha definito “vergognoso” il reintegro simbolico di Mottola in contesti pubblici e ha denunciato ciò come un fallimento nel garantire la tutela dei minori e la trasparenza nelle scelte ecclesiastiche. Lo stesso avvocato ha promosso una petizione per chiedere le dimissioni del Vescovo Spinillo dalla Diocesi di Aversa.
La nota ufficiale della Diocesi di Aversa
Per rispondere alle polemiche, la Diocesi di Aversa ha pubblicato un comunicato ufficiale in data 2 gennaio 2026 che lasciamo di seguito. Nel comunicato si fa riferimento ad un articolo lasciato sui social il 30 dicembre 2025. Vi è, tuttavia, anche un secondo post diffuso il 3 gennaio 2026 che fa riferimento ad un evento religioso avvenuto a Qualiano, anche in quell’occasione era presente Don Mottola.
Comunicato Stampa del 2 gennaio 2026
“In merito alle notizie pubblicate circa la presenza del sacerdote Michele Mottola, presbitero della diocesi di Aversa, in una celebrazione eucaristica tenutasi nella Chiesa Cattedrale, si ritiene opportuno fare alcune precisazioni. Anzitutto si rileva l’inesattezza dell’informazione riportata nell’articolo pubblicato lo scorso 30 dicembre 2025 a firma dell’Avv. Sergio Cavaliere.
Per verità, infatti, va precisato, ciò che è ampiamente documentato, e cioè che la denuncia di quanto, a suo tempo, era accaduto e di cui lo stesso Rev. Mottola si era pubblicamente accusato, avvenne per iniziativa della Diocesi e che solo successivamente sono poi intervenuti gli organi di comunicazione evocati nell’articolo.
Ugualmente si precisa che, successivamente, il Rev. Mottola ha espiato le pene che gli sono state comminate dal Tribunale Statale e dal Tribunale Ecclesiastico. Tanto si precisa per indicare l’azione decisa della Diocesi nel condannare il reato e ristabilire la giustizia tutelando le persone vittime e comunque coinvolte nella predetta situazione.
Attualmente, per decreto del Vescovo di Aversa, il Rev. Mottola è soggetto ad una serie di restrizioni che precludono chiaramente la sua partecipazione al ministero ecclesiastico, come anche ad eventi pubblici. Nel giorno della conclusione del Giubileo, come in qualche altra eccezionale occasione precedente, il Vescovo ha ritenuto opportuno, nella prospettiva di quella speranza cristiana di penitenza e di redenzione, che in altra forma è contemplata anche negli articoli della Costituzione della Repubblica, permettere al Rev. Mottola di partecipare alla celebrazione.
L’eccezionalità della possibilità concessa non annulla le precedenti restrizioni comminate allo stesso per l’esercizio del ministero sacerdotale e la Diocesi di Aversa assicura che in nessun modo viene meno l’attenzione su eventuali abusi che potessero essere commessi da qualunque altro.
Allo stesso tempo il Vescovo e la Chiesa diocesana confermano stima e grato rispetto verso tutti i Sacerdoti che ogni giorno vivono con dedizione e generosità il loro servizio alla vita di ciascuna delle nostre comunità”.
Il comunicato ribadisce, inoltre, che l’eccezionalità di tale partecipazione non annulla le restrizioni imposte e che permane l’attenzione della Diocesi verso la prevenzione e la vigilanza su eventuali abusi.
Un caso che solleva interrogativi
La vicenda di don Mottola, originata da abusi commessi su una minore che frequentava la sua parrocchia, resta una ferita aperta per molte persone e pone interrogativi sulla gestione interna delle chiese locali e sul confine tra giustizia penale, penitenza e reinserimento simbolico di chi ha commesso reati gravi.
Mentre alcune voci auspicano maggiore rigore e trasparenza nelle scelte che riguardano figure che hanno tradito la fiducia della comunità, altri sostengono la necessità di distinguere tra applicazione delle pene e spettro pubblico di una presenza liturgica. La diocesi ha assicurato che tutte le restrizioni restano in vigore e che la cura pastorale e la protezione dei fedeli, soprattutto dei minori, rimangono una priorità fondamentale.

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