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UNICEF: allarme HIV nei bambini, 200 morti al giorno e progressi a rischio
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10 mesi fail

Il nuovo report UNICEF–UNAIDS avverte: tagli ai finanziamenti minacciano decenni di risultati
Dati 2024: 120.000 bambini contagiati e 75.000 morti per AIDS
In occasione della Giornata mondiale contro l’AIDS (1° dicembre), UNICEF e UNAIDS lanciano il report “Their Future is on the Line: Cost of inaction on HIV for children”, che fotografa una crisi ancora drammatica. Secondo le stime 2024, 120.000 bambini (0-14 anni) hanno contratto l’HIV e altri 75.000 sono morti per cause legate all’AIDS, pari a circa 200 decessi al giorno.
Tra gli adolescenti 15-19 anni, 150.000 hanno contratto il virus, e il 66% sono ragazze. Nell’Africa subsahariana, l’85% dei nuovi contagi in questa fascia d’età riguarda giovani donne.
Solo il 55% dei bambini con HIV riceve una terapia antiretrovirale, contro il 78% degli adulti: ciò lascia senza cure circa 620.000 bambini.
UNICEF: “I bambini continuano a essere esclusi da diagnosi e cure salvavita”
Il rapporto denuncia che la riduzione dei finanziamenti mette a rischio l’accesso alla diagnosi precoce, alle cure e ai servizi sanitari per minori e adolescenti. Secondo l’UNICEF, i tagli potrebbero invertire decenni di progressi.
“Il mondo stava compiendo progressi nella risposta all’HIV, ma persistevano lacune anche prima dei drastici tagli ai finanziamenti”, afferma Anurita Bains, Vicedirettrice UNICEF per l’HIV e l’AIDS. “Senza un’azione mirata, la lotta all’AIDS nei bambini è in grave pericolo. Investire oggi significa salvare milioni di vite”.
Gli scenari al 2040: fino a 1,8 milioni di morti pediatriche
Il report lancia un avvertimento preciso:
- Se la copertura dei programmi si dimezzasse, entro il 2040 si registrerebbero 1,1 milioni di nuove infezioni pediatriche e 820.000 ulteriori decessi, per un totale di 3 milioni di contagi e 1,8 milioni di morti tra i bambini.
- Anche mantenendo gli attuali livelli, il mondo arriverebbe comunque a 1,9 milioni di nuovi contagi e 990.000 decessi in età pediatrica entro il 2040, per via dei progressi troppo lenti.
Africa subsahariana la più colpita: l’88% dei bambini con HIV
Gli ultimi dati globali 2024 delineano una forte disparità regionale:
- 88% dei bambini con HIV vive nell’Africa subsahariana;
- 83% dei nuovi contagi pediatrici e 84% dei decessi avvengono nella stessa area;
- Nell’Africa orientale e meridionale, la diagnosi precoce nei neonati ha raggiunto il 74% e il trattamento per le donne in gravidanza il 93%, contro il 31% e 56% dell’Africa occidentale e centrale.
Progressi possibili: 4,4 milioni di contagi evitati dal 2000
Nonostante le criticità, il report ricorda che tra il 2000 e il 2024 i programmi contro l’HIV hanno evitato 4,4 milioni di contagi e 2,1 milioni di decessi tra i bambini.
Alla fine del 2024, 21 paesi e territori hanno ottenuto la certificazione per l’eliminazione della trasmissione verticale dell’HIV e/o della sifilide. Le Maldive sono le prime a eliminare simultaneamente la trasmissione verticale di HIV, sifilide ed epatite B. Botswana e Namibia sono stati certificati “sulla via dell’eliminazione”, nonostante l’elevato carico epidemiologico.
UNICEF: “Proteggere i servizi per madri, bambini e adolescenti”
L’UNICEF chiede ai governi e ai partner internazionali di:
- proteggere i servizi essenziali su HIV e AIDS;
- potenziare la prevenzione della trasmissione madre-figlio;
- ampliare l’accesso al trattamento pediatrico;
- integrare i servizi HIV nei sistemi sanitari nazionali;
- garantire finanziamenti sostenibili e innovativi.
Approfondisci
Per coloro che volessero approfondire il tema lasciamo il link del Report in Inglese

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