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Scuola e formazione, l’Italia resta indietro: cresce il divario Nord-Sud
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8 mesi fail

Il BES 2024 denuncia: competenze basse, dispersione elevata e forti disuguaglianze territoriali
L’Istruzione e la Formazione sono tra le aree più critiche del Rapporto BES 202 dell’Istat. Nonostante alcuni segnali di miglioramento, la scuola italiana continua a scontare ritardi strutturali, scarse competenze degli studenti e profonde differenze tra Nord e Sud. La fragilità del sistema educativo rischia di compromettere la competitività del Paese e le prospettive dei giovani.
Competenze di base ancora insufficienti
Gli indicatori confermano un quadro noto ma preoccupante:
molti studenti italiani non raggiungono i livelli minimi di competenza in italiano, matematica e inglese.
Il fenomeno è più evidente nelle regioni meridionali, dove l’incidenza delle difficoltà scolastiche supera la media nazionale.
Le prove standardizzate mostrano inoltre che:
- aumenta il divario tra gli istituti situati in aree ben collegate e quelli delle periferie urbane o interne;
- gli studenti provenienti da famiglie con basso reddito presentano livelli di competenza più bassi.
Dispersione scolastica: un problema ancora irrisolto
Il BES 2024 registra una leggera diminuzione dell’abbandono precoce, ma i numeri restano lontani dagli obiettivi europei. In alcune province del Sud, la dispersione raggiunge valori doppi rispetto a quelli delle regioni settentrionali.
Alla base del fenomeno:
- scarsa motivazione;
- contesto familiare fragile;
- povertà educativa;
- mancanza di orientamento efficace.
Formazione degli adulti: cresce l’interesse ma restano le barriere
La partecipazione ai percorsi di formazione continua è aumentata negli ultimi anni, ma rimane inferiore alla media europea.
I lavoratori poco qualificati e i disoccupati accedono raramente a iniziative di aggiornamento professionale, frenati da costi, distanze e scarsa disponibilità di corsi adatti.
Digitalizzazione della scuola: un progresso ancora incompleto
Se da un lato molte scuole hanno investito in tecnologie e laboratori, dall’altro permangono criticità:
- disomogeneità nelle dotazioni digitali;
- differenze notevoli nelle competenze dei docenti;
- infrastrutture informatiche mancanti in alcune aree interne.
La digitalizzazione procede, ma non ha ancora raggiunto una dimensione realmente uniforme sul territorio.
Povertà educativa in aumento
Il rapporto mette in luce l’ampliarsi della povertà educativa, soprattutto nelle famiglie con minori risorse economiche. Minori occasioni culturali, mancanza di spazi studio adeguati e limitato accesso ad attività extracurricolari alimentano un circolo vizioso che si ripercuote sul rendimento scolastico.
Una sfida decisiva per il futuro del Paese
Il BES 2024 evidenzia una verità ormai chiara: senza un forte investimento strutturale in istruzione, l’Italia non potrà colmare il gap con gli altri Paesi europei.
Servono risorse, continuità didattica, orientamento efficace e un reale supporto alle aree più fragili.

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