Esteri
Israele avvia l’operazione di terra a Gaza: “La città sta bruciando”
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7 mesi fail

L’esercito israeliano entra nel cuore di Gaza City con carri armati e bombardamenti. Netanyahu sotto pressione mentre le famiglie degli ostaggi accusano il governo di sacrificarli. Gli Stati Uniti puntano sul Qatar come ultimo mediatore per un cessate il fuoco.
Israele ha dato il via a una massiccia operazione di terra contro Gaza City, con carri armati e truppe che hanno varcato i confini della Striscia nelle ultime ore. L’attacco rappresenta una svolta significativa nel conflitto, segnando l’inizio di una fase di scontri diretti nel cuore dell’enclave palestinese.
Secondo fonti israeliane, le forze di difesa (Idf) stanno colpendo con intensità le infrastrutture di Hamas, con bombardamenti e assalti mirati. Le prime immagini e video dai social mostrano potenti esplosioni, fuoco di artiglieria e elicotteri Apache che sorvolano la città.
Katz: “Andremo avanti fino alla sconfitta di Hamas”
Alle 06:30 di questa mattina, il ministro della Difesa israeliano Israel Katz ha dichiarato che “Gaza sta bruciando” e che le Idf continueranno l’operazione fino alla completa sconfitta di Hamas e alla liberazione degli ostaggi israeliani.
“Non cederemo e non torneremo indietro, fino al completamento della missione”, ha scritto Katz in un post su X (ex Twitter).
Rubio: “Il Qatar unico mediatore possibile”
Il segretario di Stato americano Marco Rubio, in visita nella regione, ha avvertito che Hamas ha solo pochi giorni per accettare un accordo di cessate il fuoco.
Rubio ha sottolineato che il Qatar è l’unico attore in grado di mediare in questa fase critica, nonostante l’attacco israeliano avvenuto la scorsa settimana nel Paese arabo.
“Non abbiamo più mesi, probabilmente ci restano giorni, forse qualche settimana per trovare un accordo”, ha dichiarato prima di partire per Doha.
La situazione sul campo
Gli scontri si concentrano in diversi quartieri strategici di Gaza City, tra cui Sheikh Radwan, Al-Karama, Tel Al-Hawa e l’area costiera.
Fonti palestinesi riferiscono che Israele starebbe impiegando “bombe robot”, una tecnologia militare avanzata per colpire obiettivi con maggiore precisione.
L’operazione ha costretto migliaia di civili a fuggire verso est e sud, provocando ingorghi sulle vie di fuga.
Nella giornata di ieri sono state registrate almeno 62 vittime secondo fonti locali.
Famiglie degli ostaggi in protesta
Mentre l’offensiva si intensifica, cresce la tensione anche in Israele. Nella notte, le famiglie degli ostaggi hanno marciato verso la residenza del premier Benyamin Netanyahu a Gerusalemme, accusando il governo di mettere in pericolo la vita dei loro cari.
Il Hostages Families Forum ha definito la notte appena trascorsa come “potenzialmente l’ultima nella vita degli ostaggi ancora vivi”, criticando duramente Netanyahu per aver ignorato gli avvertimenti dei vertici militari contrari all’operazione di terra.
Trump: “Hamas rilasci subito gli ostaggi”
L’ex presidente americano Donald Trump ha lanciato un duro messaggio su Truth Social, chiedendo la liberazione immediata degli ostaggi e condannando Hamas per l’uso di scudi umani.
“Spero che i leader di Hamas sappiano a cosa vanno incontro se continueranno a commettere queste atrocità”, ha scritto Trump.
Prospettive e rischi
L’ingresso dei tank israeliani nel cuore di Gaza City rappresenta un punto di non ritorno nel conflitto. Con l’operazione di terra ora ufficialmente in corso, i prossimi giorni saranno decisivi sia per le sorti degli ostaggi che per le possibilità di un cessate il fuoco.
La comunità internazionale guarda al Qatar come ultimo possibile intermediario per evitare un’escalation ancora più devastante.

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