Cronaca
Roma: Sequestro di un immobile e di disponibilità finanziarie per frodi al “Superbonus 110%”
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10 mesi fail

Maxi sequestro a Nemi: frode da 448mila euro sul Superbonus 110%, indagati imprenditori e tecnici per truffa aggravata e falso in atto pubblico.
Finanzieri del Comando Provinciale di Roma hanno posto sotto sequestro circa 500.000 euro e un immobile situato nel centro storico di Nemi, in esecuzione di un provvedimento emesso dal Giudice delle Indagini Preliminari del Tribunale di Velletri, su richiesta della locale Procura della Repubblica.
Dalle indagini delle “fiamme gialle” della Compagnia di Velletri, è stato accertato che un immobile, privo dei requisiti previsti dalla normativa all’epoca vigente, avrebbe beneficiato indebitamente dell’agevolazione fiscale (c.d. “Superbonus 110%”) pari a circa 448.000 euro.

La frode è stata commessa grazie alla compiacenza del rappresentante legale della società incaricata della realizzazione dei lavori e del “direttore dei lavori”, che avrebbero tutti concorso alla falsificazione della documentazione occorrente per l’ottenimento del credito d’imposta e dei conseguenti titoli abitativi per eseguire l’intervento edilizio.
Gli elementi raccolti hanno consentito all’Autorità Giudiziaria di disporre la perquisizione delle abitazioni degli indagati e il sequestro preventivo delle disponibilità giacenti sui conti correnti bancari riconducibili agli indagati, ai fini della confisca c.d. “per equivalente”, fino a concorrenza dell’importo del credito d’imposta indebitamente fruito, pari a quasi mezzo milione di euro.
Nell’abitazione di uno degli indagati, sono stati rinvenuti oltre 85.000 euro in contanti, presumibile provento della truffa.
Dopo il sequestro, i proprietari hanno fatto montare un’impalcatura provvista di telo ombreggiante, per occultare il cartello che riportava le informazioni sul sequestro.
Gli indagati dovranno rispondere dei reati di truffa aggravata ai danni dello Stato e di falso in atto pubblico commesso da pubblico ufficiale, nonché di violazioni al “Codice dei beni culturali e del paesaggio”, alla “Legge quadro sulle aree protette” e al “Testo Unico Edilizia”.
Il procedimento verte nella fase delle indagini preliminari e, fino al giudizio definitivo, vige la presunzione di non colpevolezza.
L’operazione si inquadra nella più ampia azione posta in essere dall’Autorità Giudiziaria veliterna e dalla Guardia di finanza di Roma a contrasto delle frodi fiscali che alterano le regole del mercato e danneggiano i cittadini e gli imprenditori onesti.

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