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Esteri

Netanyahu ordina occupazione totale di Gaza: tensioni nell’IDF, 67 morti tra chi cercava aiuti

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Tank israeliano
Foto di: Isola di Joker, Public domain, via Wikimedia Commons

Primo ministro israeliano alza la posta: divisioni interne, crescenti vittime civili e appello a Trump di 600 ex ufficiali

GERUSALEMME – Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha approvato un piano di occupazione integrale della Striscia di Gaza, con l’approvazione dell’ex presidente Donald Trump, dopo il fallimento delle trattative per una tregua.

Secondo il rapporto del Times of Israel, l’IDF avrebbe sottocontrollo già circa il 75% del territorio, ma il piano verrà esteso su tutta l’area nonostante le forti resistenze interne.

Divisioni nell’esercito: accuse di colpo di stato

Fonti riferiscono che Netanyahu avrebbe bypassato il capo di Stato Maggiore dell’IDF, minacciando di rimuoverlo o accusandolo di tentato “colpo di stato” se non avesse accettato l’ordine militare. I vertici militari mostrano divisioni profonde sul piano d’azione a Gaza.

Morti per fame: 67 vittime in 24 ore

Fonti mediche locali, raccolte da Reuters e Al Jazeera, riferiscono che 67 palestinesi sono stati uccisi da fuoco israeliano mentre aspettavano aiuti umanitari, tra cui 30 persone in fila per il cibo. L’IDF sostiene di aver aperto solo “colpi di avvertimento” in presenza di minacce immediate.

Appello di oltre 600 ex ufficiali a Trump

Oltre 600 ex alti funzionari della sicurezza israeliana (tra cui ex capi del Mossad, Shin Bet e dell’IDF) hanno firmato una lettera aperta indirizzata a Donald Trump, chiedendo di esercitare pressioni su Netanyahu per porre fine alla guerra a Gaza e promuovere un accordo per la liberazione degli ostaggi, sostenendo che Hamas “non rappresenta più una minaccia strategica”.

Contesto umanitario

La crisi alimentare continua a peggiorare: migliaia di persone muoiono di fame o in attesa di aiuti. Solo nei mesi scorsi, centinaia di civili sono stati uccisi vicino ai punti di distribuzione alimentare del Gaza Humanitarian Foundation e della WFP, con oltre 800 vittime registrate dall’inizio di luglio.

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