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Napoli, “Doppio Caravaggio” al Museo di Capodimonte: in mostra la Flagellazione e l’Ecce Homo riscoperto a Madrid
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10 mesi fail

Al Museo partenopeo ritorna la Flagellazione di Cristo, mentre un ospite d’eccezione attende il pubblico, l’Ecce Homo di recente attribuito al pittore barocco
Per celebrare i 2500 anni dalla fondazione della città di Napoli – l’antica Neapolis fu fondata nel 475 a.C. –, il Museo e Real Bosco di Capodimonte ha inaugurato il 24 luglio scorso la mostra “Capodimonte doppio Caravaggio”, in cui saranno esposti fino al 2 novembre 2025 due capolavori di Michelangelo Merisi detto Caravaggio (1571-1610), la Flagellazione di Cristo e l’Ecce Homo.
I due dipinti, che i visitatori potranno ammirare nella sala 62 del secondo piano, risalgono entrambi ai due soggiorni napoletani dell’artista lombardo, quello del 1606-1607 e quello del 1609. La prima tela ha da poco fatto ritorno al museo partenopeo dopo essere stata prestata al Palazzo Barberini di Roma per l’allestimento della grande retrospettiva intitolata “Caravaggio 2025”, che si è tenuta dal 7 marzo al 6 luglio. La seconda, invece, arriva direttamente da Madrid, dove è stata riscoperta solo nel 2021.

Conservata in una casa privata, infatti, l’Ecce Homo fu attribuita inizialmente a José de Ribera, pittore caravaggesco conosciuto anche con il soprannome di Spagnoletto, e proposta all’asta alla modesta cifra di 1500 euro. Tuttavia, ben presto, l’opera suscitò la curiosità e l’interesse di numerosi studiosi e un acceso dibattito fu avviato per determinare con maggiore precisione l’autore del quadro.
Fu così che una lunga serie di indagini portò alla conclusione che l’Ecce Homo fosse in realtà un originale perduto realizzato dal celebre pittore barocco tra il 1605 e il 1609, e molto probabilmente proprio a Napoli. Dopo l’attribuzione, il dipinto è stato acquistato nel 2024 da un filantropo britannico e affidato al Museo del Prado della capitale spagnola dove tuttora è custodito. È stato stabilito che possa lasciare la Spagna solo per eventi eccezionali, come è quello della mostra ora in corso a Capodimonte.

Le due tele caravaggesche, affiancate su un’unica parete, dialogheranno tra loro e, contemporaneamente, con altre opere disposte lateralmente nella stessa sala, come l’Ecce Homo di Giovan Battista Caracciolo (1578-1635), detto Battistello, che conobbe personalmente il Merisi, rimanendo fortemente influenzato dal suo stile.
Nonostante permanga ancora qualche dubbio e diverse ipotesi siano state formulate riguardo alla firma caravaggesca dell’Ecce Homo proveniente da Madrid, la mostra organizzata dal Museo di Capodimonte è sicuramente un’ottima occasione per ammirare in una prospettiva nuova e aggiornata le opere già note di Caravaggio e di tutti quegli artisti che si sono proposti di continuare il percorso artistico da lui tracciato.

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