Esteri
Gaza, nuovi spari sui civili in fila per gli aiuti: almeno 93 morti
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Strage a Gaza Nord: civili uccisi mentre cercavano cibo. Il WFP accusa, Israele parla di colpi di avvertimento
GAZA CITY – 21 luglio 2025. Un nuovo massacro colpisce la popolazione civile della Striscia di Gaza. Almeno 93 persone sono rimaste uccise e decine ferite nella zona nord dell’enclave palestinese, mentre erano in fila per ricevere aiuti umanitari. A riferirlo sono fonti sanitarie locali, confermate da testimoni e da organizzazioni umanitarie presenti sul campo, rilanciate dalla stampa internazionale.
Secondo il World Food Programme (WFP), un convoglio di 25 camion carichi di cibo è stato preso d’assalto da una folla affamata e successivamente oggetto di fuoco aperto da parte di carri armati e cecchini israeliani. Le immagini raccolte e le testimonianze indicano un intervento armato diretto contro civili disarmati in attesa di generi di prima necessità.
L’esercito israeliano, da parte sua, ha dichiarato di aver sparato colpi di avvertimento per disperdere la folla che, secondo fonti militari, stava creando una situazione fuori controllo. Tuttavia, la dinamica e la portata delle vittime sollevano forti dubbi e critiche da parte della comunità internazionale.
Già il giorno precedente, il 20 luglio, si era verificato un episodio simile con 67 vittime durante un’altra distribuzione di aiuti nella stessa area. Il Papa, attraverso un comunicato ufficiale, ha condannato la “barbarie della guerra” e chiesto un immediato cessate il fuoco umanitario.
Il WFP e le Nazioni Unite parlano di situazione insostenibile: fame diffusa, civili disperati e convogli umanitari sotto attacco. Le autorità locali denunciano un “sistema di terrore” che ostacola l’accesso agli aiuti anche in aree dichiarate sicure.
Una crisi umanitaria senza precedenti
Secondo gli ultimi dati delle agenzie internazionali, più di 70% della popolazione di Gaza vive in condizioni di insicurezza alimentare acuta. Le infrastrutture sono al collasso e l’assistenza internazionale rischia di non bastare più.L’episodio del 21 luglio è solo l’ultimo di una lunga serie di eventi che mettono in discussione il rispetto del diritto internazionale umanitario, aggravando ulteriormente una crisi che molti osservatori definiscono “fuori controllo”.

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