Esteri
Gaza: colpite tende di sfollati, almeno 16 morti
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10 mesi fail

Attacchi israeliani a Gaza colpiscono aree con sfollati: 13 vittime nel Beach Camp, danni anche a strutture ONU a Deir al-Balah
Nuova escalation del conflitto nella Striscia di Gaza. Carri armati israeliani hanno aperto il fuoco contro due zone densamente popolate da sfollati palestinesi, provocando almeno 16 morti e oltre 50 feriti. A essere colpiti sono stati il Beach Camp a Gaza City e un’area vicina a Deir al-Balah, nel centro della Striscia. Lo riporta la stampa internazionale (Reuters, The Guardian, Washington Post)
Gaza City: 13 morti nel Beach Camp
Nel quartiere occidentale di Gaza City, conosciuto come Beach Camp, 13 persone sono state uccise nel sonno quando due colpi di carro armato israeliano hanno centrato tende che ospitavano famiglie sfollate. Secondo quanto riportato da fonti mediche locali, almeno 25 persone risultano ferite, alcune in condizioni gravi.
I colpi, sparati da carri armati posizionati a nord del campo di Shati, hanno distrutto parte del campo allestito per i civili evacuati da altre zone della Striscia settentrionale.
Deir al-Balah: colpite strutture dell’ONU e dell’OMS
Poche ore dopo, forze israeliane sono entrate nel centro di Deir al-Balah per la prima volta dall’inizio del conflitto, secondo quanto riferito da Reuters. Durante l’operazione, sono state colpite due guesthouse dell’ONU e una struttura utilizzata dall’OMS, che fungeva da magazzino e residenza per il personale umanitario.
L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha confermato i danni e denunciato un attacco diretto a un punto strategico per la distribuzione degli aiuti. Non è ancora chiaro il bilancio definitivo delle vittime in quest’area.
Nessuna dichiarazione ufficiale dell’IDF
Al momento, l’esercito israeliano (IDF) non ha rilasciato comunicazioni ufficiali sugli attacchi della notte. Le informazioni provengono da fonti ospedaliere locali, testimoni oculari e agenzie di stampa internazionali come Reuters e The Guardian.
Denunce internazionali
Le Nazioni Unite e l’OMS hanno espresso profonda preoccupazione per l’ennesimo attacco a infrastrutture civili e umanitarie, definendoli “inaccettabili” e potenziali violazioni del diritto internazionale umanitario.
L’alto numero di vittime civili – soprattutto donne e bambini – riaccende il dibattito globale sulla necessità di un cessate il fuoco immediato e sulla tutela del personale e delle strutture umanitarie operanti nella Striscia.

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