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Murcia: un anno di festa per “12 secoli di cuore”
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10 mesi fail

Gli eventi legati alle celebrazioni dei 1200 anni dalla sua fondazione sono la giusta occasione per scoprire un angolo di Spagna poco conosciuto
Stretta tra l’eccezionale bellezza dell’Andalusia e la dinamicità attrattiva della Comunità Valenciana, la regione della Murcia risulta ancora poco conosciuta al turismo di massa. La città di Murcia, che dà il nome a tutta la regione, si rivela invece una scelta perfetta per chi ama vivere la vacanza all’insegna del giusto mix tra ritmo lento e vivacità culturale. Lo sanno bene gli studenti che scelgono Murcia, città universitaria, per il loro “Erasmus”( quel periodo di studio all’estero, previsto dalla Comunità Europea, che consente di ampliare la propria formazione culturale e linguistica, varcando il confine nazionale).

Il Castello di Monteagudo, che sovrasta le terre coltivate alle porte della città, riassume l’essenza di un’intera regione; da iniziale fortezza difensiva, sorta a 150 metri di altezza su un crocevia di fondamentali vie di comunicazione, divenuta in seguito anche granaio, cisterna, prigione, ora è il piedistallo della monumentale statua del “Cristo” che, con le sue braccia spalancate, consegna al mondo un prezioso, duplice messaggio: protezione del territorio e ospitalità allo straniero.
La “Carthago Nova”, dei Cartaginesi prima e dei Romani poi, si è stratificata alla “Madina Murciya” degli Arabi e al dominio dei re cattolici dopo la Reconquista durante il medioevo, giungendo ad una convivenza prolifera che, mettendo in campo le capacità urbanistiche dei primi e le conoscenze idrauliche degli altri, ancora oggi regala frutti preziosi.

Non esiste termine più adatto a descrivere l’intera regione che è conosciuta come l’Huerta d’Espagna, per la produzione di eccellenza in varietà e qualità agroalimentare, e questo si traduce in due attrattive speciali: la Natura che, tra orti e giardini, regna sovrana e la gastronomia locale che offre nuove scoperte e continue conferme al gusto del viaggiatore, (come il Pisto Huertano e lo Zarangollo) tra rinomati ristoranti di chef stellati, i banchi del Mercado delle Veronicas e i localini dei vicoli intorno a Plaza de las Flores.
Probabilmente, non c’è “momento” migliore di questo 2025 per andare alla scoperta di Murcia: infatti, la città è ulteriormente ravvivata da “Murcia 1200”, un programma di festeggiamenti eccezionali che si aggiunge alle consuete feste annuali. Sono trascorsi 12 secoli da quel 25 giugno 825, data ufficiale della sua fondazione, e Murcia celebra i suoi 1200 anni offrendo ai suoi abitanti e ai visitatori i suoi splendidi scorci in un clima festivo veramente straordinario, sempre all’insegna dell’inclusione e della convivenza.

Gli angoli più belli della città diventano palcoscenico di spettacoli e concerti che vedono insieme l’unione di artisti cattolici, ebrei e musulmani che esaltano, nel concetto di fusione, il meglio delle rispettive culture musicali.
Origini miste, culture diverse e stili sovrapposti sono visibili nei luoghi e monumenti simbolo della città. In Plaza del Cardenal Belluga, la Cattedrale di S. Maria, dagli interni gotici e la facciata barocca è “piantonata” dallo svettante campanile di 95 metri (per altezza secondo solo alla Giralda di Siviglia) che rappresenta un raffinato segnalatore acustico, in grado di allertare i cittadini, utilizzando i differenti suoni delle 25 campane.

Insieme al Palazzo Episcopale rappresentano il fulcro da cui partono tutte le annuali celebrazioni religiose cattoliche, come la “Semana Santa”, in cui vengono portate in processione le pregiatissime sculture settecentesche dello scultore murciano Francisco Salzillo, a cui è dedicato un importante museo. Piccola curiosità: Salzillo aveva origini campane; suo padre infatti, migrò a Murcia da S. Maria Capua Vetere ed è proprio nel simbolico legame di questa famiglia che le due città hanno recentemente siglato un patto di gemellaggio.

L’eclettismo inusuale del percorso di visita del “Real Casino” ( un’ex casa da gioco, oggi circolo ricreativo privato) consente ai visitatori di fare un piccolo giro del mondo, semplicemente passando da una sala all’altra: dalle atmosfere da settecentesco boudoir francese nel salottino degli specchi, alla sobrietà della biblioteca in stile inglese, alla raffinatezza neoclassica dell’atrio pompeiano, passando per la sontuosità della corte araba.

L’arco di S. Domingo rappresenta l’anello di congiunzione due piazze più belle della città, S. Domingo e Romea con l’omonimo teatro, dove si concentra la maggior parte della vita cittadina, soprattutto nelle ore serali.
Il Rio Segura, il fiume che attraversa la città e rende fertile tutta la regione, è il protagonista invece del giorno: lungo il suo corso si delinea il Malecon, costruito come muraglia di contenimento, tra curatissime aiuole e giardini fioriti, conduce fino all’orto botanico e al frutteto. Il lungofiume è una vera e propria arteria vitale; si passeggia, si corre, si fa sport; uno spazio aperto, pulito e curatissimo, di incontro, riposo, aggregazione e animazione per bambini, anziani, animali: eccezionale ( per noi), nella sua normalità.

Il simbolico “Ponte dei Pericoli (chiamato così per l’adiacente tempietto, eretto a devozione della “Vergine dei Pericoli”), si contrappone ai giardini della Glorieta che ospitano anche la sede del vecchio municipio, dalla cui loggia viene emanato il “Testamento della Sardina”, una sorta di resoconto annuale della vita cittadina, preludio del “Funerale, momento culminante della festa in maschera di fine primavera, voluta dagli studenti nel 1850.

Le annuali “esequie” sul rogo, non impediscono al simpatico pesciolino, divenuto scultura di pietra dalle dimensioni aumentate, di far capolino dalla superficie dell’ acqua, quasi a tentare un fantasioso guizzo per saltar dal fiume.

Nel corso di quest’anno , sono tantissimi gli eventi in attesa della metà settembre, quando è in programma il “Festival di Cristiani e Mori”, durante il quale sfileranno e si sfideranno, per le vie della città, i figuranti delle “kabilas moresche” e le “mesnadas cristiane”, truppe di guerrieri armati in sfarzosi costumi e sfavillanti armature, realizzati artigianalmente nei mesi precedenti, che lasceranno il visitatore talmente rapito e indeciso se parteggiare per i “Mudejar” o per i “Templar”.

Insomma, questo 2025 è davvero giusto per scoprire Murcia, città dalla forte identità e calorosa accoglienza, dove è impossibile sentirsi “stranieri”

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