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Il Papa ai leader religiosi: «Uniamoci per dire no alla guerra»
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11 mesi fail

Il Pontefice ribadisce l’urgenza del dialogo interreligioso, del disarmo e di un’economia a servizio dell’uomo e del pianeta.
CITTÀ DEL VATICANO – Un forte richiamo al dialogo, alla fraternità e alla pace è arrivato oggi da Papa Francesco durante l’udienza con i rappresentanti delle altre Chiese e religioni. «Oggi è tempo di dialogare e di costruire ponti», ha dichiarato il Pontefice, sottolineando l’urgenza di una collaborazione sincera, libera da condizionamenti ideologici e politici, per affrontare insieme le grandi sfide globali.
«Se saremo concordi – ha affermato il Papa – potremo dire con efficacia ‘no’ alla guerra e ‘sì’ alla pace, ‘no’ alla corsa agli armamenti e ‘sì’ al disarmo, ‘no’ a un’economia che impoverisce i popoli e la Terra e ‘sì’ allo sviluppo integrale». Un messaggio forte, che richiama l’impegno concreto di tutte le fedi e tradizioni religiose nel costruire un mondo più giusto e solidale.
Il legame con l’ebraismo
Nel suo discorso, Papa Francesco ha anche ribadito il valore del dialogo ebraico-cristiano, definendolo «sempre importante» e particolarmente caro al suo cuore. «A motivo delle radici ebraiche del cristianesimo, tutti i cristiani hanno una relazione particolare con l’ebraismo», ha ricordato, facendo riferimento alla dichiarazione conciliare Nostra aetate, che incoraggia la reciproca conoscenza e stima tra cristiani ed ebrei. «Anche in questi tempi difficili, segnati da conflitti e malintesi – ha aggiunto – è necessario continuare con slancio questo nostro dialogo così prezioso».
La spinta dello Spirito e la fraternità universale
Riflettendo sul cammino del proprio pontificato, Francesco ha riconosciuto l’azione dello Spirito Santo nel promuovere la fraternità universale, uno dei punti centrali del suo magistero. «Lo Spirito Santo mi ha davvero spinto a far avanzare le aperture e le iniziative già intraprese dai miei predecessori, soprattutto da San Giovanni XXIII», ha detto. Ha poi evidenziato l’importanza delle relazioni personali come strumento di dialogo e di incontro, nel rispetto delle identità ecclesiali ma con uno sguardo sempre aperto all’umano.
Il futuro del cammino sinodale ed ecumenico
Anche Papa Robert Prevost, presente all’incontro, ha voluto confermare la continuità del cammino sinodale avviato da Bergoglio. «Sinodalità ed ecumenismo sono strettamente collegati», ha dichiarato, assicurando il suo impegno nel proseguire la promozione del carattere sinodale della Chiesa cattolica. Prevost ha parlato di sviluppare «forme nuove e concrete» per una sinodalità sempre più intensa anche in campo ecumenico.
In un tempo segnato da guerre, tensioni internazionali e crisi sociali, il richiamo del Papa a un dialogo autentico, alla costruzione di ponti e alla ricerca della pace suona come un invito urgente e profetico per l’intera umanità.

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