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Politica

“Uomo dei droni” liberato: Abedini torna in Iran dopo la revoca dell’arresto

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Mohammad Abedini, accusato dagli Stati Uniti di terrorismo, è stato liberato dopo 27 giorni di detenzione in Italia grazie alla revoca della custodia cautelare firmata dal ministro Nordio.

Mohammad Abedini Najafabadi, l’ingegnere iraniano noto come “l’uomo dei droni“, è tornato in Iran dopo essere stato scarcerato in Italia. La sua detenzione, durata 27 giorni, è giunta al termine con la firma del ministro della Giustizia Carlo Nordio che ha disposto la revoca della custodia cautelare.

Abedini era stato arrestato lo scorso 16 dicembre a Malpensa in seguito a un mandato di arresto internazionale emesso dagli Stati Uniti, che lo accusavano di aver avuto un ruolo chiave in un attentato in Giordania nel 2024, dove morirono tre soldati americani.

L’inchiesta statunitense lo accusava di violare le leggi sugli esportazioni e di sostenere attività terroristiche tramite la sua società di droni, coinvolta con le Guardie della Rivoluzione Islamica, un’organizzazione considerata terroristica dagli Stati Uniti.

Tuttavia, le autorità italiane hanno stabilito che non vi erano sufficienti prove per procedere contro di lui, in particolare perché i reati di cui è accusato non sono previsti dalla legislazione italiana.

Il caso si è intrecciato con l’arresto della giornalista italiana Cecilia Sala in Iran, avvenuto proprio nei giorni successivi alla detenzione di Abedini, creando una connessione che ha suscitato preoccupazioni diplomatiche.

Tuttavia, il governo italiano ha sempre escluso che le due vicende fossero collegate. La cooperazione tra Italia, Stati Uniti e Iran ha portato alla risoluzione del caso, con la soddisfazione espressa da Teheran, che ha parlato di un “malinteso” risolto grazie agli sforzi del ministero degli Esteri iraniano e dei servizi segreti italiani.

Abedini, che fino a poche ore fa era detenuto nel carcere di Opera, ha dichiarato di essere sollevato per la liberazione di Sala, ma anche preoccupato per la propria situazione. Dopo la revoca della misura cautelare, è stato liberato e ha potuto rientrare in Iran, concludendo così una vicenda che ha coinvolto più Paesi e sollevato interrogativi su giustizia e cooperazione internazionale.

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