Esteri
Caso Cecilia Sala: I genitori chiedono il silenzio stampa. Teheran: “Roma rilasci Abedini”
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Caso Cecilia Sala: Il 15 gennaio fissata l’udienza sulla richiesta dei domiciliari ad Abedini. Lo scontro tra Italia e Iran sempre più duro. Lunedi Mantovano riferirà al Copasir
Caso Cecilia Sala. Lo scontro tra Italia e Iran diventa più duro, un “braccio di ferro” sulle condizioni affinché si possa addivenire ad un accordo per il rientro in patria della giornalista. Ricordiamo che la giornalista italiana è detenuta dal 19 dicembre nel carcere di Evin, con l’accusa di aver violato il la legge islamica. È chiaro, tuttavia, che la vera motivazione sia quella di permettere il rilascio dell’ingegner Mohammad Abedini Najafabadi. L’uomo, ricordiamo, arrestato il 16 dicembre scorso presso l’aeroporto di Malpensa su richiesta degli Usa. È accusato di cospirazione e supporto materiale al Corpo delle Guardie della rivoluzione islamica
Il Ministro degli Esteri iraniano ha convocato ieri l’ambasciatrice Paola Amedei. Le ha consegnato un messaggio chiaro e forte sul rilascio di Abedini: “Roma rigetti la politica sugli ostaggi degli Stati Uniti e crei le condizioni per il rilascio”.
Il 15 gennaio è fissata l’udienza per concedere gli arresti domiciliari ad Abedini, sulla quale la Procura di Milano ha dato parere negativo a causa del pericolo di fuga.
Dal carcere, invece, Abedini si dice commosso dalla condizioni in cui è costretta Cecilia Sala e si è fatto scrivere dal suo avvocato un cartello con il nome della giornalista e la scritta “Pregherò per me e per lei”.
Amedei avrebbe richiesto garanzie sulle condizioni di detenzione e sull’accesso consolare nel carcere. Ancora, che siano consegnati a Sala i pacchi provenienti dall’ambasciata e che siano consentiti nuovi incontri con l’ambasciatrice.
Il 3 dicembre scorso, Palazzo Chigi ha ribadito che in Italia: “A tutti i detenuti è garantita parità di trattamento nel rispetto delle leggi italiane e delle convenzioni internazionali”.
Teheran, dal canto suo, all’ambasciatrice Amedei ha rappresentato di reputare “illegale e in linea con gli obiettivi politici ostili Usa” l’arresto di Abedini. Ha inoltre avvertito che “L’Italia non dovrebbe lasciare che i nostri legami bilaterali vengano indeboliti dagli Stati Uniti”.
Nel frattempo sono continue le interlocuzioni tra Italia e USA, sono avvenute anche nella giornata del vertice d’emergenza a Palazzo Chigi presieduto dalla premier Giorgia Meloni. All’incontro hanno partecipato i Ministri degli Esteri Antonio Tajani e della Giustizia Carlo Nordio, il sottosegretario Alfredo Mantovano e i Servizi.
Proprio Mantovano – lunedì alle 14 – comunicherà “a nome del governo” al Copasir. Tale incontro per rispondere alle richieste delle opposizioni che nelle ultime hanno evitato dichiarazioni, così come fatto dalla stessa maggioranza.
Nel frattempo sempre ieri i genitori della giornalista hanno diffuso una richiesta di silenzio stampa. Temono, infatti, che l’enorme dibattito mediatico su ciò che si potrebbe fare possa allungare i tempi e rendere più lontana la soluzione. Di seguito il testo integrale dell’appello
Il testo integrale della richiesta di silenzio stampa dei genitori di Cecilia Sala
“La situazione di nostra figlia, Cecilia Sala, chiusa in una prigione di Teheran da 16 giorni, è complicata e molto preoccupante. Per provare a riportarla a casa il nostro governo si è mobilitato al massimo e ora sono necessari oltre agli sforzi delle autorità italiane anche riservatezza e discrezione. In questi giorni abbiamo sentito l’affetto, l’attenzione e la solidarietà delle italiane e degli italiani e del mondo dell’informazione e siamo molto grati per tutto quello che si sta facendo. La fase a cui siamo arrivati è, però, molto delicata e la sensazione è che il grande dibattito mediatico su ciò che si può o si dovrebbe fare rischi di allungare i tempi e di rendere più complicata e lontana una soluzione. Per questo abbiamo deciso di astenerci da commenti e dichiarazioni e ci appelliamo agli organi di informazione chiedendo il silenzio stampa. Saremo grati per il senso di responsabilità che ognuno vorrà mostrare accogliendo questa nostra richiesta”

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