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Unicredit punta su Banco BPM: l’offerta da 10 miliardi scatena le reazioni del governo
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2 anni fail

Unicredit lancia un’offerta da 10 miliardi per acquisire Banco BPM, ma le reazioni del governo italiano sono fredde e sollevano dubbi sulla strategia e sugli impatti economici dell’operazione.
Unicredit lancia una mossa a sorpresa nel panorama bancario italiano ed europeo: l’offerta pubblica di scambio volontaria (OPS) per acquisire Banco BPM, un’operazione da oltre 10 miliardi di euro che mira a consolidare la posizione della banca guidata da Andrea Orcel come terza in Europa e a realizzare sinergie per 1,2 miliardi in Italia. La proposta, però, non è stata accolta senza controversie, con il governo italiano che ha reagito freddamente, sollevando dubbi sull’effetto strategico dell’operazione.
L’offerta di Unicredit: un blitz nel mercato domestico
L’offerta di Unicredit per Banco BPM, presentata nel fine settimana, ha suscitato l’interesse degli analisti e degli addetti ai lavori. L’operazione, che si inserisce in una strategia di espansione del gruppo, è stata vista come un passo decisivo verso la creazione di un “terzo polo bancario” in Italia, rafforzando ulteriormente la posizione di Unicredit dopo l’acquisizione di una quota significativa in MPS e l’OPA su Anima.
Il piano prevede un’offerta volontaria per acquistare le azioni di Banco BPM, che sarebbero valutate circa 6,66 euro ciascuna, con un piccolo premio di circa lo 0,5% rispetto al prezzo di mercato. Tuttavia, l’offerta è stata definita da Mauro Paoloni, consigliere di Banco BPM, come “ostile”, sottolineando l’impatto negativo che l’acquisizione potrebbe avere sugli azionisti e sulla strategia futura della banca.
Reazioni governative: preoccupazioni e dubbi
L’operazione ha sorpreso il governo italiano, che ha appreso della proposta solo a ridosso della delibera del Cda di Unicredit. Giancarlo Giorgetti, ministro dell’Economia, ha dichiarato che l’esecutivo non è stato coinvolto nel processo decisionale e che l’operazione verrà esaminata attraverso la procedura del “Golden Power“, che consente al governo di intervenire su operazioni considerate di rilevanza strategica per il Paese.
Matteo Salvini, vice premier e ministro dei Trasporti, ha espresso preoccupazione per l’intenzione di Unicredit di acquisire Banco BPM, suggerendo che l’operazione possa mirare a impedire la fusione tra Banco BPM e MPS, che sarebbe favorevole per il sistema bancario italiano. Secondo Salvini, Unicredit, pur essendo una banca che opera in Italia, ha ormai una forte impronta internazionale, sollevando dubbi sulla sua reale “italianità“.
Giorgetti ha poi ribadito che il governo procederà con attenzione, valutando l’impatto strategico dell’operazione. Ha sottolineato che, sebbene l’integrazione tra Unicredit e Banco BPM possa avere dei vantaggi, è fondamentale che vengano tutelati gli interessi del sistema bancario italiano e la sicurezza economica nazionale.
Unicredit e le sue ambizioni: due fronti aperti
Andrea Orcel, CEO di Unicredit, ha cercato di minimizzare le preoccupazioni, spiegando che l’operazione su Banco BPM è stata progettata in modo da non interferire con gli altri obiettivi strategici del gruppo. Nonostante il focus sul mercato domestico, Orcel ha anche sottolineato che l’acquisizione di Banco BPM non pregiudicherà l’impegno di Unicredit verso Commerzbank, dove il gruppo detiene una partecipazione del 21% e potrebbe, se autorizzato, arrivare fino al 29,9%.
Questa strategia a due fronti, tuttavia, potrebbe rivelarsi complessa da gestire. Gli analisti temono che i costi di integrazione con Banco BPM, stimati in circa 2 miliardi di euro, possano compromettere i piani di espansione internazionale di Unicredit, soprattutto se l’operazione su Commerzbank dovesse evolversi in una fusione o acquisizione a breve termine.
I prossimi passi: autorizzazioni e approvazioni
Il percorso per portare a termine l’acquisizione di Banco BPM non è privo di ostacoli. Oltre alla valutazione da parte del governo italiano, Unicredit dovrà ottenere le necessarie autorizzazioni da parte delle autorità competenti, tra cui la Banca Centrale Europea, la Banca d’Italia e l’IVASS. La proposta dovrà passare anche attraverso un’assemblea straordinaria di Unicredit, prevista per aprile 2025, con una possibile conclusione dell’operazione entro giugno dello stesso anno.
Nel frattempo, il mercato continua a monitorare l’evoluzione della situazione, con gli investitori che sembrano aver accolto positivamente l’idea di una nuova acquisizione, sebbene il titolo di Unicredit abbia perso circa il 4,77% a seguito dell’annuncio.
Conclusioni
L’offerta di Unicredit per Banco BPM rappresenta un’importante mossa strategica nel panorama bancario italiano ed europeo. Tuttavia, le reazioni del governo italiano e la complessità dell’integrazione con altre operazioni in corso, come quella su Commerzbank, potrebbero rallentare l’esito positivo dell’acquisizione. Resta da vedere se Unicredit riuscirà a ottenere il via libera dalle autorità competenti e a superare le resistenze politiche ed economiche per completare l’operazione e consolidare la sua posizione di forza nel settore bancario europeo.
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