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Le nuove scoperte sul Dna extracromosomale e le possibili terapie antitumorali
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Nuove scoperte sul Dna extracromosomale offrono spunti per terapie mirate contro i tumori più aggressivi
Un’innovativa ricerca ha messo in evidenza come il Dna extracromosomale (ecDna) rappresenti una delle principali cause alla base di numerosi tipi di tumore. Questo Dna, sebbene noto dal decennio degli anni ’60, è stato studiato più recentemente per la sua connessione con l’aggressività dei tumori e per il suo potenziale uso in terapie mirate.
Gli scienziati dell’Istituto milanese di Oncologia Molecolare (Ifom), guidati dal biologo Ylli Doksani, hanno studiato circa 15.000 pazienti affetti da 39 forme tumorali differenti, trovando che oltre il 17% dei casi presentava tracce di ecDna. Tale presenza è stata correlata a metastasi e a tassi di sopravvivenza inferiori.
Il Dna extracromosomale sembra agire come una “wild card genetica”, utilizzata dalle cellule tumorali per sfuggire alle difese immunitarie e proliferare senza controllo. In alcuni tumori, come quello al seno causato da una specifica mutazione, la presenza di ecDna arriva a superare il 50% dei casi. Questi dati suggeriscono che il Dna extracromosomale potrebbe essere un fattore determinante per la maggiore aggressività di certi tipi di cancro.
Inoltre, gli ecDna non solo ospitano geni che favoriscono la trasformazione delle cellule in forme tumorali, ma possono anche contenere sequenze regolatorie che potenziano l’espressione di altri geni, aumentando la capacità di diffusione del tumore. Durante la divisione cellulare, gli ecDna continuano a replicarsi senza interruzione, il che aumenta notevolmente la probabilità che vengano trasmessi alle cellule figlie, facilitando la crescita tumorale.
Un aspetto interessante di questi studi è il potenziale terapeutico che potrebbe derivare dalla comprensione del comportamento degli ecDna. I ricercatori hanno identificato una vulnerabilità nei tumori associati agli ecDna, legata alla proteina Chk1, che regola la replicazione del Dna. Bloccando questa proteina, i ricercatori sono riusciti a indurre la morte delle cellule tumorali in laboratorio e a ridurre le dimensioni di tumori gastrici nei topi.
Questi promettenti risultati hanno portato all’avvio di un trial clinico per testare l’efficacia di questa strategia terapeutica sull’uomo.
Con questi nuovi sviluppi, si apre una possibilità concreta per trattamenti più mirati e specifici, in grado di combattere l’aggressività del cancro sfruttando le debolezze del Dna extracromosomale. La ricerca continua, e potrebbe portare a soluzioni terapeutiche innovative per il trattamento dei tumori più difficili da curare.
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