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“Capolinea Linz”. Un tram che viaggia tra Storia e Futuro

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Mostre, eventi e musica di fine estate per scoprire la città austriaca

Nella famosa saga cinematografica anni 80 di “Ritorno al futuro”, tutti noi abbiamo sognato di partire insieme a Marty McFly e Doc Brown, che si cimentavano in un viaggio sperimentale, avanti e indietro nel tempo, utilizzando materiali nucleari come carburante di un’automobile artigianalmente modificata. Oggi, viaggiare nel tempo è meno complicato di quanto si creda.

A Linz, capoluogo dell’Alta Austria, lo si può fare a bordo di un tram che attraversa il Danubio, su uno dei simboli della città.

Quel “Ponte dei Nibelunghi”, dal nome di ispirazione celtica e wagneriana, che divideva la città in blocchi, in tempo di guerra fredda e che, oggi, in una manciata di minuti, consente di transitare dal passato al futuro.

Da un lato, l’incanto fiabesco del centro storico, raccolto e romantico, è garanzia di un soggiorno innegabilmente austriaco, in cui ognuno può cercare il suo stile.

Dal gotico della Cattedrale, tra le più grandi dell’intera Austria, agli edifici in colori pastello, arricchiti di raffinati ornamenti Jugendstil e ridondanti decorazioni roccocò.

Oppure negli interni barocchi della chiesa di Sant’Ignazio, l’Alter Dom (vecchia cattedrale), di cui Anton Bruckner, celebre figlio della città, è stato organista.

Proprio a Bruckner, musicista e compositore venerato dagli austriaci, è stata intitolata la sala da concerti, dove sono previsti una serie di eventi musicali (a Linz, ma non solo) per celebrare l’artista nel 2024, a 200 anni dalla sua nascita.

Le note musicali e lo sferragliare del tram sono gli unici suoni che accompagnano la passeggiata sulla vivace Landstraße, seguendo i binari che attraversano l’elegante Hauptplatz, in cui svetta la Colonna della Trinità, emblema di gratitudine per la protezione divina nell’alternarsi di incendi, epidemie di peste e invasioni ottomane.

Onori e oneri del passato, che, in questa città assume un aspetto piuttosto controverso.

Pesante, per Linz, è stato essere la città in cui Adolf Hitler aveva trascorso gli anni felici della sua infanzia e, per questo, eletta l’unica città austriaca a divenire una Führerstadt, cioè una delle cinque capitali che il Führer aveva previsto per il suo Reich, differenziate per tematica e accomunate per efficienza.

Oltre a divenire la sua ultima residenza, Linz doveva rappresentare la capitale culturale del Reich, in cui sarebbe sorto un monumentale museo per ospitare l’infinita collezione di opere d’arte trafugate durante gli anni del regime. Operazione sventata dai “Monuments Men” americani, che si sono occupati del recupero del patrimonio artistico europeo, la cui vicenda è ricostruita nella mostra “Die Reise der Bilder”, presente al Lentos Museum in città, fino all’8 di settembre.

Del megalomane progetto originale di Hitler non rimangono che le industrie metallurgiche che rappresentano un’eredità pesante: se da un lato hanno garantito lo sviluppo economico, dall’altro, hanno condannato la città, per lungo tempo, ad un’opaca reputazione e al grigiore dell’inquinamento. La soluzione è stata andare avanti, nonostante il bagaglio pesante, proseguire il viaggio, preservando le tradizioni e l’ambiente.

Un nuovo sviluppo di edilizia residenziale fondata, sul concetto di “Passivhaus”, case energeticamente autonome grazie ai pannelli solari e alle sonde geotermiche; in più, la riconversione di opifici come la Tabakfabrik e degli interni del Castello in aree espositive e la creazione del “ Mural Harbour”, la più grande galleria di street art d’Europa sono parte del “Miglio della Cultura” e indicano chiaramente la direzione verso cui si proietta la città: il futuro.

Racchiuso tra pareti di cristallo, l’ “Ars Electronica Center” è soprannominato il “Museo del Futuro” e, dal 04 all’08 settembre, in occasione dell’annuale “Ars Electronica Festival”, farà risplendere Linz nel mondo, grazie alle sue proposte: scoperta, conoscenza, curiosità.

L’applicazione delle più avanzate tecnologie dal settore della sicurezza a quello medico, anche nell’ambito più quotidiano e immediato: dallo studio della mimica facciale e della gestualità per l’interpretazione delle emozioni umane come strumento di prevenzione nel campo della sicurezza, ai sistemi di sorveglianza delle aree sismiche, dai giochi e videogiochi per adulti e bambini alle applicazioni delle nuove tecnologie per

impianti di protesi o interventi chirurgici a distanza, dall’arte fino ai linguaggi dell’AI (intelligenza artificiale) ancora lontani dall’essere diffusamente compresi. Il suo cuore, una sorta di bunker schermato con risoluzione in 8K, offre un’esperienza immersiva ad altissima definizione: sensazioni ancora impossibili nella realtà, come accarezzare il nucleo delle cellule del corpo umano e fluttuare nell’immensità incalcolabile dell’universo e i suoi pianeti, sono “virtualmente reali”. E’ la magia del “Deep Space”, in cui le dimensioni e le distanze non sono più un ostacolo, confermando che a Linz il futuro è già presente.

Di quella che un tempo era stata chiamata Lentis dai Romani, perché sorta su di un’ansa del Danubio, lì dove il fiume rallentava il suo corso, non rimane che il vecchio percorso del tram 501, che risale fino alla collina boscosa di Pöstlingberg, dove ammirare la città dall’alto, seduti ai tavolini della konditorei (pasticceria) che si fregia di conservare i segreti del dolce che ha, da tempo immemore, reso famosa Linz fuori confine.

Al cospetto di una Linzer Torte in vetrina, di quella profumata alchimia di spezie, nocciole, confettura di ribes e mandorle (che si dice essere anche la ricetta scritta di pasticceria più antica del mondo), qualsiasi goloso è in grado di prevedere, con assoluta certezza, cosa sta per accadere nel suo prossimo futuro.

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