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“La dinastia dei re” di Alessandro Troisi
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2 anni fail

“La dinastia dei re” di Alessandro Troisi: un ingombrante retaggio
Casa Editrice: Newton Compton editori
Collana: Nuova Narrativa Newton
Genere: Retelling mitologico
Pagine: 256
Prezzo: 12,90 €
«Numitore non era cambiato. Era ingenuo, lo era stato fin da bambino. Credeva nella bontà degli altri. Studiava come migliorare il lavoro dei suoi contadini, passava molto tempo con i saggi. Era un pensatore. Come Proca, si illudeva di poter mettere la diplomazia davanti alla forza. “Per questo non potrebbe mai essere un buon re”, si disse Amulio […] Un re doveva imporre con la forza il suo ascendente. Doveva essere audace. Annientare chi gli si opponeva. Fare vendetta di ogni torto subito. Essere un uomo delle battaglie e delle conquiste, non un polveroso pensatore»: nel retelling “La dinastia dei re” di Alessandro Troisi si approfondiscono, tra verità storica e concessioni alla fantasia, le origini dei leggendari Romolo e Remo partendo dall’odio di Amulio, secondogenito di Proca, sovrano di Alba Longa, nei confronti di suo fratello maggiore e legittimo erede al trono, Numitore.
Quando si apre il romanzo, Proca è appena morto e si stanno svolgendo i suoi solenni funerali; mentre Numitore è in lacrime, Amulio è impassibile: è in collera con il padre defunto per non averlo scelto come prossimo sovrano di Alba Longa, e se la prende anche con il Fato, che non è intervenuto in favore di colui che aveva tutto il diritto di diventare re, nonostante non fosse il primo in linea di successione.
Amulio è infatti convinto che il fratello non sia degno del trono: Numitore è troppo debole e remissivo, e non ha le attitudini al comando; come può quindi portare Alba Longa alla grandezza a cui è destinata?
L’autore racconta i folli piani di vendetta di Amulio, determinato a prendere il potere con ogni mezzo; in questa lotta tra fratelli già si scorge quello che sarà il triste destino dei successori di Numitore e Amulio – Romolo e Remo – i quali si troveranno a pagare il prezzo di un conflitto che durerà due decenni.
Amulio cerca di fare terra bruciata intorno a Numitore e, in ultimo, fa imprigionare la sua unica figlia; questa giovane, Rea Silvia, mette al mondo due gemelli, che le vengono tolti poco dopo, in base a uno scellerato ordine di Amulio.
Egli assolda un uomo per uccidere le due creature ma, all’ultimo, il suo scagnozzo non riesce a compiere un’azione tanto abominevole e decide quindi di abbandonare i gemelli alle acque di un fiume, posti all’interno di una cesta.
Ed è così che inizia il mito di Romolo e Remo: l’autore narra della loro crescita in povertà, del loro ammirevole coraggio e del momento in cui si riprenderanno ciò che gli apparteneva per diritto di nascita.

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