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Cronaca

Scopre l’autismo del figlio e scattano le violenze: divieto di avvicinamento

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Scopre l'autismo del figlio e scattano le violenze

Scopre l’autismo del figlio e non lo accetta: scattano violenze fisiche e psicologiche. Per l’indagato il divieto di avvicinamento

Scopre l’autismo del figlio e scattano le violenze. A seguito di una mirata attività d’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Benevento, il 23 marzo scorso, personale della Aliquota dei Carabinieri presso la Sezione di Polizia giudiziaria della Procura di Benevento, ha eseguito un’ordinanza di applicazione della misura cautelare del divieto di avvicinamento ai luoghi abitualmente frequentati dalle persone offese.

Ad emettere il provvedimento il Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Benevento, su richiesta della locale Procura.

Destinatario della misura cautelare un uomo gravemente indiziato del delitto di maltrattamenti in famiglia ai danni della moglie e dei figli, di cui uno anche affetto da disabilità.

Le indagini sono partite in seguito alla querela sporta dalla moglie dell’uomo in data lo scorso 21 febbraio 2024. In tale circostanza la donna ha raccontato le vessazioni fisiche e soprattutto psicologiche cui il coniuge sottoponeva lei e i suoi figli con cadenza giornaliera a partire dal 2013.

Tutto sarebbe iniziato dopo la scoperta della patologia del secondo figlio, affetto da una grave forma di autismo con difficoltà di linguaggio e ADHD, situazione quest’ultima non accettata dall’uomo.

Avrebbe così iniziato ad assumere atteggiamenti offensivi, denigratori e minacciosi nei confronti dei conviventi che si sarebbero manifestati anche nel danneggiamento di suppellettili e di giocattoli del minore stesso.

Nel dicembre 2023 la donna sarebbe rimaneva vittima di una aggressione fisica da parte dell’uomo che le avrebbe messo le mani al collo. La circostanza avrebbe scaturito l’intervento del figlio maggiore a difesa della madre e le conseguenti minacce dell’uomo anche al figlio.

Peraltro, sospettando che la moglie volesse chiedere la separazione, l’indagato avrebbe iniziato a minacciarla ancor più gravemente di porre in essere condotte violente ai suoi danni determinando un profondo timore nella donna ed anche nei figli.

Gli inquirenti hanno riscontrato le dichiarazioni della persona offesa con le dichiarazioni del figlio maggiorenne e di un’amica ed in parte anche della madre della vittima. Ulteriori risconti sarebbero venuti anche dalle dichiarazioni quelle della dottoressa che aveva in cura il minore e di quella che aveva avuto in cura l’uomo stesso.

Ad ulteriore riscontro di quanto denunciato dalla donna, anche le relazioni del Centro Antiviolenza al quale si è affidata dopo la querela.

Il provvedimento eseguito è una misura cautelare disposta in sede di indagini preliminari.- Contro di essa sono ammessi mezzi di impugnazione e il destinatario è una persona sottoposta ad indagini e quindi presunta innocente fino a sentenza definitiva.

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