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Oltre l’immaginazione: i castelli più spettacolari in Europa

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Oltre l’immaginazione

Castelli d’Europa: Oltre l’Immaginazione – Luoghi Incantevoli e leggendari che ispirano viaggi oltre la fantasia

In Europa, con la sua storia millenaria, fatta di alternanza e successione di monarchie, di imperi, regni, feudi, è praticamente impossibile programmare una meta di viaggio, senza la presenza di un castello, soprattutto quando ci si trova di fronte a costruzioni talmente impressionanti, da divenire esse stesse destinazioni di viaggio.

Luoghi in cui l’intento è la meraviglia e, spesso, la realtà supera di gran lungo la fantasia. Simbolo per eccellenza delle fiabe, spazio misterioso e affascinante, teatro di storie di conquiste, d’amore e di avventura, di eroismo e mostruosità, di salvezza e prigionia, di conforto e tortura, il castello rappresenta, ovunque ve ne sia uno, una forte attrattiva turistica.

La struttura di impianto medievale, in cui, al castello, si aggiungevano altri edifici come granai, depositi d’acqua e ricoveri per i vassalli, era delimitata da alte mura e circondata spesso da un fossato, costituendo vere e proprie cittadelle indipendenti. In seguito, agli elementi tipici della funzione difensiva, come le torri con merli e feritoie e il ponte levatoio, si affiancò la funzione di residenza e rappresentanza diplomatica, con conseguente importanza crescente dell’aspetto decorativo, degli arredi, delle scenografie, negli interni e nei giardini. 

In origine, nel Medioevo, fu una cappella costruita in onore di un’apparizione della Madonna, la cui protezione, si dice, durante un terremoto, risparmiò le sculture di alabastro; poi, si trasformò in un piccolo monastero, luogo di isolamento, preghiera e meditazione per soli diciotto monaci. Dal 1838, la costruzione fu ampliata e modificata diverse volte, grazie all’intervento della dinastia reale dell’epoca, i Sassonia Coburgo di Braganza, fino ad essere, oggi, una delle sette meraviglie del Portogallo.

Si tratta del “Palàcio Da Pena”, che si erge su uno sperone di roccia che domina la città di Sintra. Una fantastica sovrapposizione di stili decorativi che vengono utilizzati per creare una scenografia densa di dettagli. Un chiaroscuro di pietra grigia, geometrie variabili di sfera liscia e di cuspide appuntita, si alternano a pareti, ora dipinte in giallo e rosso brillante, ora rivestite di piccole “Azulejos” (tipiche piastrelle portoghesi bianche e blu), come si può osservare da vicino, percorrendo il “Caminho de Ronda”, lo spettacolare perimetro merlato.

Il “Cortile degli Archi” si affaccia sul verde del labirintico parco circostante, mentre la “Terrazza della Regina” è una sorta di piedistallo all’aperto, in cui la vista si esalta, dal basso verso l’alto, attirata dalla molteplicità dei particolari. Il più magnetico di tutti è di certo il terribile “Tritone”: contemporaneamente prigioniero e custode, con la sua espressione enigmatica tra la rabbia, lo sforzo e l’intimidazione, “accoglie” e sfida chi ha il coraggio di entrare.

L’elegante sagoma simmetrica del castello di Moritzburg, fatta di torri ocra a cupola tonda, circondata da un lago con tanto di porticciolo e piccolo faro, con il suo parco pieno di sculture in arenaria, è stato set di un film su “Cenerentola” che lo ha fatto conoscere al mondo, come uno dei luoghi più romantici di tutta la Germania.

Il Duca Moritz di Sassonia nel 1542 e dal 1723 Augusto il Forte, crearono una delle scenografie barocche più incredibili per le loro feste grandiose. Inizialmente, il castello nacque come ritiro per la caccia che, all’epoca, era non solo vista come passatempo personale, ma anche come attività diplomatica.

Di conseguenza, i trofei erano sia il fine di questo (anacronistico) hobby (oggi intollerabile), ma anche simboli di prestigio da ostentare. Se si entra, giusto per il tempo della visita, in quest’ottica, il castello di Moritzburg ha dell’incredibile. È una sorta di tempio consacrato a Diana, dove la dea della caccia viene omaggiata attraverso l’esposizione di corna di cervo e simili, alcuni derivanti anche da enormi esemplari ormai estinti.

Oltre ad arazzi in cuoio, ci sono intere pareti rivestite in pelle dipinta, mentre nella camera da letto più importante, circa due milioni di piume sono state utilizzate come decorazione. La “Fasanerie”, un piccolo edificio situato nel parco, oggi museo ornitologico, è completamente dedicato agli uccelli lacustri.

È sempre in Germania, ma in Baviera, che si trova quello che è definito “Uno dei luoghi più belli che si possano trovare”, il simbolo dei castelli per eccellenza, il Neuscwhanstein. La sua posizione apparentemente irraggiungibile, lo stile architettonico slanciato, le sue torri candide creano una suggestione difficile da descrivere, soprattutto quando lo scenario è quello freddo e innevato dell’inverno bavarese.

Ispirandosi alle leggende dei cavalieri del Santo Graal e all’eroe del “Lohegrin” di Wagner, Ludwig II di Baviera, ideò questo (insieme ad altri castelli) inizialmente, come edificio di rappresentanza, salvo poi farlo diventare un ritiro personale, il suo nido del cigno.

Sognatore eclettico, estremamente sensibile e riservato, pur prevedendo una modernità di costruzione, soprattutto negli impianti, aveva concepito il suo progetto come un sogno: uno spazio onirico, in cui fosse possibile ritirarsi, per cercare di far coincidere l’illusione con la realtà. Il suo sogno è, ad oggi, il sogno ad occhi aperti di chiunque ammiri il castello (in particolar modo dalla prospettiva sospesa e spettacolare del ponte “Marienbrücke”). 

Altrettanto visionario, Walt Disney, pare, si sia ispirato proprio al Neuschwanstein, per disegnare il famoso castello, simbolo del suo impero di fantasia. Questo, però, dopo aver visto le tante dimore reali in giro per l’Europa, non appare più così spettacolare; perché, ogni volta che, da bidimensionale castello di carta visto sulle pagine dei depliant, viene raggiunto dai viaggiatori, ogni castello, anche il più remoto, realizza la sua concreta potente magia.  

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