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“Prendendo un tè”, primo libro di Evelyn J. Carr

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In “Prendendo un tè”, Evelyn J. Carr ci porta in un racconto di un periodo storico buio e molto difficile. Lo fa attraverso la conoscenza di due donne

Casa editrice: auto-pubblicazione
Genere: romanzo storico-biografico
Pagine: 214
Prezzo: 12 euro
Codice ISBN: 979-8868493027

Ha scelto lo pseudonimo di Evelyn J. Carr l’autrice del libro “Prendendo un tè” per firmare la sua prima opera di narrativa.

Le vicende narrate non sono il frutto della fantasia della scrittrice ma la storia vera vissuta negli anni bui delle leggi razziali e della seconda guerra mondiale da due donne che avevano sposato due uomini di origine ebraica.

Le protagoniste si incontrano negli anni Sessanta, quando entrambe le famiglie si trasferiscono da Milano in Brianza, e così si conoscono anche i loro rispettivi figli, Franco ed Evelina, che decidono di sposarsi.

Viste le imminenti nozze, arrivò quindi il momento che le due madri – che inizialmente non erano mai andate più in là dei saluti e di due chiacchiere di buon vicinato – si conoscessero meglio: Maria Giulia, la mamma di Franco, concreta e poco incline a tutto ciò che riteneva superfluo, che amava le corse e i giochi in giardino e che non esitava a sfidare i figli in ogni occasione, e Lilyana, delicata, raffinata, vestita sempre in modo appropriato, che pendeva dalle labbra di suo marito, al quale dedicava tutta la sua amorevole attenzione”, scrive Evelyn J. Carr nel suo libro.

“Lilyana e Maria Giulia decisero di prendere un tè insieme, semplicemente per chiacchierare, da donna a donna, da madre a madre”. Continua ancora la scrittrice.

Nel momento in cui le due donne approfondiscono la loro conoscenza, riaffiorano ricordi di periodi difficili della loro vita in cui hanno dovuto lottare per proteggere la loro famiglia.

“In Germania, gli ebrei erano nel mirino. Tanto che nella notte tra il 9 e il 10 novembre si scatenò dappertutto la furia contro gli ebrei: vennero assaltati negozi e sinagoghe, distrutti con particolare ferocia. Migliaia di edifici, imprese e abitazioni di ebrei furono demolite e razziate. E più di duecento persone uccise mentre cercavano di difendersi opponendosi a quella barbarie. Un ‘pogrom’ a tutti gli effetti, che in seguito verrà conosciuto come Notte dei cristalli” si legge nelle pagine di “Prendendo un tè”.

“Anche in Italia, già da settembre, a Trieste Mussolini aveva letto per la prima volta le Leggi Razziali dal balcone del municipio della città. Successivamente vennero emanate le leggi ‘per la difesa della razza’. Fu così che gli ebrei vennero espulsi dagli impieghi statali, parastatali o di interesse pubblico. Non solo ne fecero le spese docenti e insegnanti di alto livello, ma agli stessi allievi e studenti fu proibito di frequentare scuole pubbliche e università. Ovviamente i matrimoni misti, che già non erano visti di buon occhio, furono proibiti”.

Nonostante le mille difficoltà create anche dallo scoppio della guerra, Maria Giulia e Lilyana sono riuscite a tenere unite le loro famiglie grazie al loro amore profondo e alla tenacia nella lotta per la sopravvivenza quotidiana.

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