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Lettera al Presidente De Luca da un cittadino malato X

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Lettera al Presidente De Luca che ogni malato potrebbe inviare. Si tratta di una ricostruzione delle vicissitudini di un ammalato che si appresta al SSR

Riportiamo una lettera di un cittadino malato X al Presidente De Luca. Si tratta della ricostruzione del calvario che deve intraprendere chi deve approfondire indagini mediche. A scriverla il dottor Salvatore Caiazza spesso ospite su queste pagine e da sempre si batte per i una sanità che metta dalla stessa parte medici e cittadini.

Egregio Presidente De Luca,
sono un cittadino napoletano e ho bisogno di fare una visita medica, perché da un po’ di tempo ho dei disturbi.

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Ora Le racconto l’iter che devo affrontare. Prendo appuntamento dal mio medico di famiglia e mi faccio visitare; il mio medico mi prescrive una serie di esami per un approfondimento diagnostico.

In ospedale e al distretto sanitario le liste di attesa sono infinite e allora mi reco ad un centro diagnostico convenzionato, che, però, ha già esaurito il budget mensile: quindi dovrò aspettare il mese prossimo oppure pagare.

Fatti gli esami, riprendo un altro appuntamento dal mio medico, che ritiene opportuno chiedere una consulenza specialistica, anche se già mi prescrive una terapia; stessa storia per la prenotazione per la visita specialistica (liste di attesa infinite nel pubblico; privato convenzionato quasi inutile) e, quindi, decido di recarmi da uno specialista privato, il quale mi prescrive delle terapie siche e mi dà una prognosi di circa venti giorni, consigliandomi di astenermi dal lavoro,ragion per cui gli chiedo una certificazione telematica di malattia, ai sensi della Legge Brunetta, ma mi viene rifiutata e mi viene detto che per tale certificazione devo recarmi dal mio medico di medicina generale.

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Mi reco dal mio medico di famiglia, che mi spiega che lui, giustamente non può emetterlo perché, sempre ai sensi della Legge Brunetta, il medico che emette diagnosi e decide il numero di giorni di prognosi, deve emettere il certificato telematico di malattia, altrimenti mi dice di andare alla posta e, a mie spese, spedire il referto, dove è indicata la diagnosi e la prognosi, all’INPS.

Per le fisioterapie stesso discorso tra sistema pubblico e convenzionato, o aspetto, o pago. Ciliegina sulla torta, per poter assumere la terapia farmacologica che il medico specialista mi ha prescritto, c’è bisogno che un medico specialista dipendente o convenzionato del Sistema Sanitario Regionale mi emetta un piano terapeutico su una piattaforma telematica, anche il mio medico possa emettere la relativa ricetta, perché, per ragioni meramente economiche, che poco hanno a che fare con la tutela della Salute dei Cittadini, i dirigenti della Sanità campana hanno deciso che la prescrizione di determinati farmaci debba essere l’epilogo di un percorso ad ostacoli; ergo, tra prenotazione e attesa passano altri 40 giorni per effettuare la visita specialistica per il piano terapeutico, ma quest’ultimo mi viene rifiutato perché mi viene detto che solo alcuni medici specialisti sono prescrittori, ma non tutti e, quindi, bisogna andare di nuovo dal medico di famiglia per farsi emettere un’altra ricetta, per potermi recare a prenotare la stessa visita specialistica, ma in un centro prescrittore in un determinato ospedale o policlinico universitario; ritorno da mio medico, me la prendo con lui e ci litigo; lui mi ricusa perché sono stato poco educato e io lo denuncio.

Cambio medico di famiglia, che mi spiega che quell’iter è necessario e, quindi, aspetto altro tempo per e effettuare la famosa visita specialistica per il piano terapeutico, ritorno da nuovo medico di famiglia, che, finalmente mi emette la ricetta per poter iniziare la mia terapia.Intanto la mia denuncia al mio ex medico viene archiviata, ma vengo denunciato per calunnia da quest’ultimo e ora devo affrontare un procedimento penale, dopo aver atteso quasi un anno e speso un patrimonio, tra visite specialistiche, fisioterapie e esami diagnostici; per finire, la mia patologia non curata mi fa sentire male e sono costretto a recarmi al Pronto Soccorso, dove aspetto ore per essere visitato e trattato; dopo di che vengo dimesso e indirizzato ancora una volta dal medico di famiglia senza farmaci per poter iniziare la terapia, senza ricette e senza certificato telematico di malattia, nonostante abbia chiesto quest’ultimo insistentemente.

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Denuncio questo medico all’Ordine dei Medici-Chirurghi della sua provincia di appartenenza, ma non ho mai avuto risposta in merito.

Ecco cosa può raccontare un cittadino qualunque che ha la sfortuna di avere una patologia, che va approfondita e curata, per evitare complicanze.

Ecco come è strutturata la fantastica Sanità campana. Perché ogni medico non emette il certificato telematico di malattia, quando dimette o semplicemente visita un paziente?

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Perché ogni medico, dipendente o convenzionato con il Sistema Sanitario Nazionale in Campania, compresi i medici di Pronto Soccorso, non emette le proprie ricette per esami diagnostici, visite specialistiche farmaci?

Perché viene scaricato tutto questo lavoro, che è retribuito ad ogni medico, al medico di famiglia? Perché non vengono emesse linee guida regionali, dai dirigenti della Direzione della Tutela della Salute e Coordinamento del Sistema Sanitario regionale di Regione Campania, su chi debba fare cosa con le relative sanzioni?

Perché il Cittadino malato deve girare come una trottola, quando il Sistema Sanitario potrebbe essere molto più snello e fluido, come nelle altre regioni d’Italia.

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Presidente De Luca, ci spieghi, perché in Campania deve continuare a sussistere la peggiore assistenza medica territoriale possibile?

Dr. Salvatore Caiazza Medico di Famiglia ASL Napoli 2 Nord

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