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Rogo di Airola, la Camera Civile di Benevento esprime solidarietà alle popolazioni e chiede di fare chiarezza : “E’ il momento di accertare le responsabilità”

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Rogo di rifiuti ad Airola, gli avvocati della Camera Civile di Benevento scendono in campo a tutela della popolazione e dell’imprenditoria locale.

Benevento, 6 settembre 2026. Rogo di rifiuti ad Airola, gli avvocati della Camera Civile di Benevento scendono in campo a tutela della popolazione e dell’imprenditoria locale.

Da un lato c’è la richiesta dell’attivazione di un tavolo istituzionale permanente (Prefettura, Arpac, Comuni, Ordini professionali coinvolti) in un’area a particolare rischio ambientale, dall’altra c’è l’impegno a supportare che opera per la  prevenzione del danno, promuovendo il ricorso a provvedimenti d’urgenza sia  civili che amministrativi  per bloccare le attività inquinanti prima che il disastro sia irreparabile, anziché agire solo a cose fatte.

Nel contempo si richiedono gli opportunio accertamenti delle responsabilità: Se durante un lavoro di scavo emerge un reperto bellico, la prima preoccupazione è la sua rimozione. Ad Airola la bomba ambientale è rimasta pericolosamente presente per oltre due anni.

“Le rilevazioni iniziali dell’ARPAC – così il presidente della Camera Civile, Antonio Lonardo – hanno riscontrato valori di diossina superiori ai limiti di guardia  generando forte allarme nella Valle Caudina per le ricadute sulla salute pubblica, sull’ambiente e sul comparto agricolo locale in uno dei momenti più intensi dell’anno. La vicenda appare delicata nella gestione, e deve nel contempo sviluppare più riflessioni. Il danno arrecato si svilupperà purtroppo in un arco di tempo medio lungo delineandosi in più direzioni: Danno alla salute e biologico (causate dall’esposizione a diossine e agenti inquinanti), danno patrimoniale (contaminazione di terreni agricoli e colture private ma anche svalutazione commerciale degli immobili situati nell’area colpita), danno esistenziale (legato al forte stress psicologico dei residenti a causa dell’esposizione a sostanze cancerogene). E’ giusto quindi attivare ogni procedura tesa al giusto risarcimento, nel solco della recente sentenza della Corte europea dei diritti dell’uomo nel caso Cannavacciuolo e altri c. Italia. La Camera Civile di Benevento si impegnerà a garantire che le azioni collettive intraprese rispettino i criteri del Codice di Procedura Civile (art. 840-bis e seguenti).

Peraltro – conclude l’avv. Lonardo – il solo risarcimento monetario non esaurisce il problema. Il denaro può compensare, almeno in parte, un pregiudizio già subito; non spegne un incendio, non arresta la dispersione di contaminanti e non restituisce sicurezza a una falda. E’ importante impegnarsi sul fronte della prevenzione, promuovendo l’uso di provvedimenti d’urgenza sia in sede civile che amministrativa per intervenire sulle situazioni a rischio prima che il disastro avvenga e diventi irreparabile, anziché agire solo a cose fatte.

L’area interessata dall’incendio era stata sequestrata nel 2024, non è possibile che siano passati più di due anni in queste condizioni. Se durante un lavoro di scavo emerge un reperto bellico, la prima preoccupazione è la sua rimozione. Ad Airola la bomba ambientale è rimasta pericolosamente presente per oltre due anni.

Comunicato stampa

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