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La Sanità è un diritto. I cittadini hanno dei doveri per rivendicarlo

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La sanità è un diritto

La Sanità è un diritto. Un nuovo caso di richiesta di prescrizione medica di antibiotici senza visita dal medico. Lo denuncia il dottor Caiazza di FIMMG

La sanità è un diritto ed i cittadini hanno dei doveri per rivendicarlo. Dice bene il dottor Caiazza nella sua lettera. Nel caso che racconta capitato a lui stesso sentirsi accusare di aver visitato “a stento” la signora e di essere stato “superficiale” non è certo bello. Se poi tutto giunge all’obiettivo di chiedere una ricetta senza il riscontro e la visita del proprio medico, allora è il caso di dire che siamo alle solite.

Il dovere di cui parla il dottor Caiazza, medico di medicina generale e Vice segretario primario di FIMMG Napoli ASL Napoli 2 Nord, è quello di accostarsi alle cure rispettando le regole.

La prassi è la seguente semplificata al massimo: si va dal medico e si spiegano i problemi, il medico effettua la visita e nel caso di dubbi richiede approfondimenti diagnostici. Il paziente conduce gli approfondimenti e si reca di nuovo dal medico per la terapia che viene emessa su ricetta solo dopo la visione dei referti diagnostici e nel caso una nuova visita.

Per quanto riguarda gli antibiotici, sono stati oggetto di numerosi approfondimenti giornalistici anche televisivi. I maggiori esperti italiani ed internazionali hanno detto che l’uso indiscriminato e facile di tali farmaci porta al fenomeno conosciuto come antibiotico resistenza. Parliamo tanto di virus ma dimentichiamo il potenziale nocivo dei batteri che sempre più resistono agli antibiotici.

Il vero guaio dei nostri giorni è la scarsa se non assente “educazione sanitaria”. Tutti senza conoscere nulla di medicina, sono convinti di essere medici.

Tenga duro, caro Caiazza, non è il solo. Sono decenni che io aspetto di “pentirmene amaramente”.

Un caro saluto, Vincenzo Perfetto (direttore editoriale)

La lettera del dottor Salvatore Caiazza

Di seguito lasciamo la lettera al Direttore del dottor Caiazza.

Spettabilissimo Direttore,
nel pomeriggio ricevo una telefonata da un’assistita. La signora mi ricorda che la scorsa settimana era stata da me visitata e mi informa che oggi ha fatto spontaneamente, senza mia indicazione, una radiografia al torace e che, a detta sua, avrebbe riscontrato una bronchite, chiedendomi di inviarle la ricetta di un antibiotico; ho risposto alla signora di venire domani pomeriggio allo studio nei miei orari, affinché potessi visionare il referto e le lastre dell’esame diagnostico effettuato e rivalutarla clinicamente.

A quel punto la signora mi offende nella mia dignità e professionalità, accusandomi di essere stato superficiale nella mia visita della scorsa settimana pronunciando testuali parole: “ho aspettato due ore, mi ha visitato a stento, forse perché era stanco”.

Senza replicare alla provocazioni della signora, la rinvito a venire allo studio, ma lei replica di non voler venire, di non avere tempo e di non voler fare la regolare attesa per essere visitata e che se non le avessi inviato la ricetta dell’antibiotico me né sarei pentito amaramente, pronunciando testuali parole: “lei non sa chi sono io! Si pentirà amaramente della sua decisione”.

Aggiungo che la signora asserisce che mi ha inviato il referto della radiografia attraverso un messaggio; a tal proposito specifico che ho attivo un unico canale telematico, una piattaforma informatica, per la richiesta esclusiva di ricette di terapia cronica e non di richieste di terapia per patologie acute, dato che queste ultime vanno sempre valutate clinicamente, onde evitare di prescrivere una terapia inappropriata.

Dato che tali tipi di minacce ai medici di famiglia, purtroppo, non sono rari, sarebbe auspicabile, per prevenire tali tipi di episodi che possono poi sfociare in contenziosi legali, che la Cittadinanza fosse informata che l’assistenza medica territoriale è un diritto, ma che tale diritto va preservato, osservandone i dovuti doveri; nella fattispecie è assurdo e inammissibile che un cittadino minacci il proprio medico di famiglia, per ottenere la prescrizione su ricetta dematerializzata SSN di un antibiotico, senza essere prima visitato e, quindi, valutato.

Le Istituzioni usino, per cortesia, tutti i propri canali a disposizione, per informare del fenomeno dell’antibiotico resistenza e che le denunce inappropriate ai medici sono perseguibili dalla Legge, perché è diventato impossibile esercitare serenamente, in scienza e coscienza, la Professione di Medico di Famiglia in determinati territori, in particolar modo in alcuni comuni nella provincia di Napoli.

Dr. Salvatore Caiazza, Vice Segretario Vicario FIMMG Napoli ASL Napoli 2 Nord

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