News
Ricetta dematerializzata: la bestia nera degli specialisti, un problema serio in Campania
Pubblicato
3 anni fail

Ricetta dematerializzata: ancora problemi in Campania con una parte degli specialisti che proprio non vuole emetterla
Ricetta dematerializzata, la bestia nera di molti specialisti – non tutti – che proprio non la vogliono emettere. Non sono pochi infatti i medici che dopo una visita pagata profumatamente – senza emettere ricevuta – consegnano nelle mani dei pazienti un foglio di carta intestata con la terapia da assumere.
La farmacia non rilascia farmaci se non dietro la presentazione della ricetta dematerializzata. Allora il paziente cosa fa? Corre dal medico di base per la prescrizione. Ma sono sempre più i professionisti che si rifiutano – nel loro diritto e per non commettere reato – di emettere ricetta per cure per malattie di cui non hanno dato loro una diagnosi.
Su questo tema è intervenuto il dottor Salvatore Caiazza, Vice segretario vicario di FIMMG ASL Napoli 2 Nord. Lo ha fatto attraverso una lettere inviata in redazione che pubblichiamo di seguito.
Emettere ricette, ricopiando la terapia prescritta da un altro medico, come medici di famiglia, è riciclare, inconsapevolmente, il denaro preso “a nero” da uno specialista privato… #TuteladellaSalutedeiCittadini
Il piano terapeutico è un atto medico che va fatto dal medico che decide di prescrivere un determinato farmaco, previa visita e conseguente diagnosi.
Tutto ciò è a garanzia del paziente, che alla scadenza del piano terapeutico precedente, potrebbe aver avuto qualche variazione nei suoi parametri e, quindi, va controllato, sia clinicamente, che mediante esami di laboratorio ed eventualmente strumentali.
Un medico di famiglia può egli stesso redigere un piano terapeutico per determinati farmaci, quando visita il paziente, monitora i suoi parametri e, se lo ritiene utile nella terapia di quella patologia, allora fa piano e prescrizione farmacologica.
Se, però, quel farmaco è deciso da un altro medico, come un medico specialista, allora il piano terapeutico, che, ripeto, è un atto medico e non un atto amministrativo, va redatto da quel medico e non dal medico di famiglia, che si macchierebbe di REATO di falso ideologico nel ricopiare il farmaco prescritto da un altro medico, redigendo un piano terapeutico di un farmaco che non ha prescritto egli/ella stesso/a.
In più, quando un cittadino decide di andare da un medico privato deve sapere che sta uscendo dal sistema sanitario nazionale pubblico e sta entrando nel privato e non può ritornare nel pubblico, facendosi prescrivere farmaci ed esami diagnostici dal proprio medico di famiglia, ai sensi della normativa nazionale e regionale vigente.
Quindi quel cittadino, si fa visitare, si fa emettere regolare fattura e così per i farmaci, che deve comprarli, così come gli esami di laboratorio e strumentali. Le risorse della Sanità Pubblica non servono per far intascare soldini facilmente ad un professionista privato!
Dr. Salvatore Caiazza
Vice Segretario Vicario FIMMG Napoli ASL Napoli 2 Nord

Gaza, FAO, UNICEF e WFP: persistono le crisi alimentari e nutrizionali

Giffoni 56, UNICEF presenta il corto “Pro-Memoria” con Nasti e Altobelli

Ospedale del Mare, deblattizzazione dopo la denuncia di Alviti

Napoli, condanna definitiva: arrestato 38enne, dovrà scontare oltre 6 anni

Quartieri Spagnoli e Centro Storico: controlli e sequestri della Polizia

Criminalità giovanile, maxi operazione della Polizia: 539 arresti in 44 province

Arsenale e droga nascosti in casa: arrestato un uomo nel Napoletano

Blitz ad Agnano, sequestrati 6 cantieri: 8 denunce per reati ambientali

Rifiuti abbandonati a Giugliano, 21 denunciati dai Carabinieri Forestali

Bunker e armi a Torre Annunziata: blitz dei Carabinieri nel rione

Criminalità giovanile, maxi operazione della Polizia: 539 arresti in 44 province

Arsenale e droga nascosti in casa: arrestato un uomo nel Napoletano

Blitz ad Agnano, sequestrati 6 cantieri: 8 denunce per reati ambientali

Rifiuti abbandonati a Giugliano, 21 denunciati dai Carabinieri Forestali


