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Circumvesuviane tra le peggiori: lo dice “Pendolaria” di Legambiente
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3 anni fail

Il Rapporto “Pendolaria” di Legambiente inserisce le linee ex Circumvesuviane tra le peggiori d’Italia: pesanti infatti gli incidenti, ritardi e malfunzionamenti
Non va per nulla bene la situazione delle linee ferroviarie ex Circumvesuviane in Campania, lo dice il rapporto Pendolaria di Legambiente, che le ha inserite nelle peggiori d’Italia. Gli sforzi e i “miracoli” di De Luca non hanno ancora sortito effetti e portato benefici almeno su quelle linee, del resto le consegna dei nuovi treni non avverranno prima del 2024. Questa è l’impietosa analisi dell’associazione ambientalista.
Anche se è una magra consolazione le linee in questione sono in buona compagnia, sarebbe meglio per la Campania un trasporto efficiente. Inserite nel rapporto, infatti, la tratta Roma-Lido e Roma Nord-Viterbo; Catania-Caltagirone-Gela; Milano-Mortara; Verona-Rogivo e Rovigo-Chioggia; Genova-Aqui-Asti; Novara-Biella-Santhià; Trento-Bassano del Grappa; Portamaggiore-Bologna, Bari-Bitritto. Sono tutte tratte sulle quali bisognerebbe smettere la campagna elettorale e concentrarsi sulle soluzioni. Altro che armi e guerre, propagande bilaterali e soldi alle squadre di calcio. In Italia ci sono intere infrastrutture da ricostruire altrimenti la Transizione energetica, ecologica – la si chiami come si voglia – sarà solo un bel sogno.
“Per l’ennesima volta non possono essere ignorati i disagi e l’incredibile situazione in cui si trovano decine di migliaia di pendolari in Campania, a causa delle condizioni in cui versano le ex linee Circumvesuviane”. Così si legge nel paragrafo 3.1 del rapporto.
“Si tratta di circa 142 km, ripartiti su 6 linee e 96 stazioni, che si sviluppano intorno al Vesuvio, sia lungo la direttrice costiera verso Sorrento, sia sul versante interno alle pendici del Monte Somma, fino a raggiungere Nola, Baiano e l’Agro nocerino sarnese”. Una estensione di tutto rispetto che serve numerosissime pendolari che, tuttavia, sempre più scoraggiati raggiungono i luoghi di lavoro o di studio con mezzi propri.
“Negli ultimi mesi del 2022 – continua l’analisi dell’’associazione – moltissimi episodi hanno creato disagio alla circolazione ed ai pendolari: il 12 dicembre passaggi a livello malfunzionanti, hanno portato all’interruzione del servizio tra Striano e Sarno; il 14 novembre si sono registrati ritardi e soppressioni su varie direttrici, fino ad un’interruzione prolungata del servizio tra Scafati e Poggiomarino; il 2 novembre, nella galleria di Pozzano, frazione di Castellammare di Stabia, il treno delle 7.12, partito da Sorrento, è stato protagonista di un pesante incidente con parte del tetto risultato scoperchiato”.
Ancora Legambiente racconta dell’incidente del 7 ottobre, nei pressi della stazione Pompei Santuario, con lo svio di un convoglio che fortunatamente non ha fatto registrare feriti tra i 30 passeggeri. Andando a ritroso c’è l’8 settembre, data in cui si verificarono “forti disagi per gli utenti sulla Napoli-Sorrento e sulla Napoli-Poggiomarino a causa di problemi tecnici sulla tratta Torre del Greco-Leopardi, e la conseguente soppressione di alcune corse”.
Si tratta di situazioni già vissute negli scorsi anni, con incidenti, ritardi e soppressioni che costringono i pendolari a giornate infinite e a rinunciare all’utilizzo del treno come mezzo quotidiano di trasporto perché inaffidabile.
Su queste linee la situazione più drammatica riguarda il taglio al servizio. Si tratta di un taglio che ha superato il 10% rispetto al 2010. Di positivo c’è la costruzione di circa 50 nuovi treni, ma la consegna è prevista non prima del settembre 2024.
“Il processo di riconversione dei trasporti in Italia è fondamentale”. Spiega Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente.
“Lo è se vogliamo rispettare gli obiettivi del Green Deal europeo, del taglio delle emissioni del 55% entro il 2030 e del loro azzeramento entro il 2050, visto che il settore è responsabile di oltre un quarto delle emissioni climalteranti italiane che, in valore assoluto, sono addirittura cresciute rispetto al 1990”. Sottolinea ancora Ciafani, ponendo l’accento sul Green Deal europeo.
“Per questo è fondamentale invertire la rotta e puntare su importanti investimenti per la ‘cura del ferro’ del nostro Paese, smettendola di rincorrere inutili opere come il Ponte sullo Stretto di Messina”. Rimarca il numero uno di Legambiente, invitando a non perseguire opere inutili.
“Occorre investire in servizi, treni moderni, interconnessioni tra i vari mezzi di trasporto e con la mobilità dolce, in linee ferroviarie urbane, suburbane ed extraurbane, potenziando il servizio dei treni regionali e Intercity. Al Ministro Matteo Salvini l’associazione ambientalista chiede di dedicare ai pendolari almeno la stessa attenzione che ha messo in questi mesi per il rilancio dei cantieri delle grandi opere”. Così ha concluso nella nota di presentazione del Rapporto Pendolaria.
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