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“Con il cappello di carta calato sugli occhi” di Elisabetta Ferraresi

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Con il cappello di carta dugli occhi

Con il cappello di carta calato sugli occhi: un’opera dedicata alle vittime di tutte le ideologie, ambientato a Pechino nel 1949

Casa Editrice: L’Erudita
Genere: Romanzo storico
Pagine: 145
Prezzo: 17,00 €

«Con forza eguale e contraria a quella impiegata per livellare i costumi della società e le sue espressioni artistiche, viene alimentata la propaganda che presenta il soldato dell’Esercito Popolare di Liberazione Lei Feng come modello di generosità e di devozione nei confronti della figura di Mao Zedong. Le scuole sono il cuore pulsante di questa nuova campagna, grazie alla quale migliaia di bambini e giovani sono educati al rispetto delle Quattro Stagioni di Lei Feng. Servire il popolo e Mai dimenticare la lotta di classe divengono gli slogan della nuova gioventù, riplasmata su una vera e propria adorazione della figura del Grande Timoniere». Elisabetta Ferraresi ci racconta la Grande rivoluzione culturale proletaria nell’opera “Con il cappello di carta calato sugli occhi”.

La storia è ambientata a Pechino tra il 1949, anno della fondazione della Repubblica Popolare Cinese, e il 1976. Nel 1949 nasce anche uno dei protagonisti della vicenda. La sedicenne, infatti, Ma Jingying mette al mondo suo figlio Xiaohong, senza avere idea che il suo destino sarà profondamente legato a quello della Cina.

Trascorrono quattordici anni e Xiaohong cresce ribelle e tormentato. Sua madre ha un po’ di tregua quando fa la conoscenza di Li Yongjie, un flautista e insegnante di musica, che sembra avere un ottimo ascendente sul ragazzo.

L’uomo lo introduce alla letteratura europea. Lo aiuta nello studio e cerca di aprirgli la mente in un momento storico in cui Mao Zedong sta cercando di manipolare le coscienze della popolazione, e di limitare il loro libero arbitrio.

Purtroppo Xiaohong diviene vittima di questa propaganda ideologica: il musicista è spaventato perché il ragazzo sta prendendo sempre più seriamente l’idea di partecipare alla lotta di classe contro i devoti al vecchio assetto politico.

Mentre la violenza nei confronti dei dissidenti avanza e soprattutto la cultura e gli intellettuali sono presi di mira, Xiaohong si fa assorbire dalla dottrina comunista e Li Yongjie subisce le vessazioni riservate ai liberi pensatori.

Elisabetta Ferraresi ci racconta con commozione di quegli anni difficili, in cui l’originalità e l’estro erano cancellati così come i colori stessi della natura e la bellezza della diversità. Quando si arrivano ad estirpare perfino l’erba e i fiori, in quanto considerati deprecabili abitudini borghesi, ormai il limite è superato.

E ne hanno pagato le spese soprattutto i giovani ingenui come Xiaohong e chi voleva affermare la propria libertà di pensiero come Li Yongjie. Le loro storie fanno indignare e soffrire ma ci parlano anche del coraggio e allo stesso tempo della fragilità di noi esseri umani.

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