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Il dottor Verde incontra DG ASL Napoli 2 Nord Mario Iervolino
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4 anni fail

Il dottor Verde incontra il DG dell’Asl Napoli 2 Nord iervolino: “Ho portato al Direttore Generale le istanze dal basso quelle del territori”
Il dottor Verde, Medico di Medicina generale a Qualiano che da sempre cerca di spiegare come dovrebbe funzionare la sanità più vicina al cittadino, in qualità di Coordinatore MMG AFT Qualiano Villaricca 2, incontra il DG dell’ASL Napoli 2 Nord, Mario Iervolino a Frattamaggiore.
Attraverso i social, Verde ha parlato di un incontro proficuo. Gli abbiamo posto qualche domande per sapere cosa gli ha chiesto e se vi saranno miglioramenti per la Sanità di prossimità.
Dr. Verde lei ha incontrato il direttore generale dell’ASL Napoli 2 Nord. Di cosa avete parlato quali istanze gli ha sottoposto?
Si, ho incontrato il Direttore Generale dell’ASL Napoli 2 Nord. Mi è sembrata una persona molto disponibile, di vedute molto aperte e ben disposto all’ascolto.
In primis gli ho esposto il disagio che vive la sanità locale. Ad esempio la mancanza di comunicazione tra l’ASL e i medici di Medicina Generale.
Gli ho proposto, se fosse possibile, anche gratis, istituire un comitato in grado di mettere in comunicazione e raccogliere istanze tra medici di base, distretti e portarle, inseguito ai piani alti.
Ciò avrebbe ripercussioni positive anche per i cittadini. Ad esempio per le campagne vaccinali, sarerbbe opportuno e buona regola ascoltare medici di base e cittadini e poi con tale contributo organizzare una campagna.
Gli ho sottoposto il problema delle certificazione e delle ricette indotte da parte di altri specialisti ambulatoriali. Non è una questione che non vogliamo farle, ma semplicemente è un compito che non ci spetta.
Questa fattispecie si ripercuote direttamente sul tempo sottratto ai pazienti per un compito che non è nostro.
Le ricette indotte, inoltre, si ripercuotono anche sul budget aziendale che si gonfia per qualcosa che non ha fatto la Direzione Generale né tanto meno noi Medici di medicina Generale. Di fatto riceviamo la gran parte delle ricette indotte che provengono dalle aziende ospedaliere.
Ho ancora avanzato il problema degli screening. Valgano come esempio gli screening oncologici, ci serviamo di una piattaforma obsoleta, lentissima che non consente a noi medici di base di seguire il percorso del paziente.
La risposta di uno screening oncologico colon retto di primo step con presenza di stick consegnato ha un tempo di risposta di trenta giorni. Al secondo step – la colonscopia – il medico di base è tagliato fuori semplicemente perché non è informato né del risultato né del percorso del suo paziente.
Un altro punto che ho affrontato è la possibilità della riorganizzazione della specialistica. Il medico di Base conosce perfettamente quante e quali sono le necessità specialistiche dei propri pazienti. Quindi l’offerta deve essere adattata sulla reale domanda. Inutile rafforzare quindi una branca specialistica quando in realtà non è richiesta o ne servirebbe un’altra.
Ho ancora fatto presente la questione del ricambio dei medici. Nei prossimi mesi il 60% dei medici di medicina generale. Questo è dovuto ai tanti medici che andranno in pensione.
Ciò è noto da tempo tanto che noi abbiamo circa 4000 pazienti senza medico. Questo è accaduto perché anche a livello Regionale non vi è stata una programmazione. Si conosceva la situazione, ma non hanno dato la possibilità libera e di libera scelta al cittadino, ancora con un retaggio quasi medievale, per cui sono costretti a prendere dei medici che sono all’interno del comune di residenza, quando in realtà l’Accordo Collettivo Nazionale della Medicina General consente la libera scelta anche in altri comuni, ma all’interno del territori aziendale. Tutto ciò perché non vi è stata una pianificazione. Non hanno avuto la prontezza di organizzarsi in tempo.
A livello organizzativo noi Medici di Base siamo con degli arretrati sugli screening e le parlo di prima della pandemia riguardo alla quota di aggregazione funzionale che è in arretrato di almeno due anni rispetto a tutte le altre ASL. Ciò è avvenuto perché in realtà hanno dirottato in grossi hub costosissimi o in altre situazioni, molti fondi che spettavano al rafforzamento della medicina territoriale. Tutto questo è andato a discapito del territorio e dei pazienti.
Una corposa discussione non c’è che dire. Ha affrontato molti temi interessanti che hanno tutti ripercussioni sul territorio e sui pazienti. A tutto ciò cosa le ha risposto il dr. Iervolino?
Per il momento non ha dato risposte, ma si è appuntato tutto ciò che gli ho rappresentato, lui viene da un’altra realtà quindi ha voluto comprendere quali fossero le difficoltà della nostra realtà sanitaria. Non sono certo dei tempi quindi non mi pronuncio su questi, ma credo che arriveranno provvedimenti per tamponare e far rispettare quelle che sono le leggi in vigore.
Tamponare e far rispettare le leggi in vigore. Quali saranno i cambiamenti per i cittadini?
Solo facendo rispettare quello che già abbiamo ovvero la legge è possibile fornire una sanità migliore ai cittadini. Per sanità migliore intendo una sanità più efficiente, più rapida e più vicina ai cittadini. Ovviamente occorrerà del tempo. È necessario che il Drirettore Generale capisca in che condizioni si trova la nostra ASL che prima era un fiore all’occhiello ed oggi e diventata, mi consenta, non tanto una delle migliori.
Tutto ciò è chiaro nella pia speranza che si intenda mettere mano per risolvere le criticità, ma in che modo ciò si ripercuoterà sui cittadini?
Beh, le faccio un semplice esempio, per una mammografia non ci vorranno più mesi, d’altronde è un fatto oncologico. Per fare screening e risposte non ci vorranno più giorni. Per fare una visita specialistica di qualsiasi genere, grazie ad una rimodulazione della domanda e dell’offerta, non ci vorranno più tanti mesi. Tutto questo poi dipende anche da cosa intenda fare il nuovo governo. Se intenderà una sanità spersonalizzata stile Lombardia, allora si, le risposte saranno efficaci ed efficienti ma si andrà sempre più verso il privato. Se vorrà una sanità pubblica efficiente, allora bisognerà ragionare ascoltando le istanze dal basso. Quindi quelle dei cittadini e medici di base che sono il frontline delle organizzazioni sanitare. Questo secondo me il Direttore generale lo ha recepito molto bene.
In generale come le è sembrato questo incontro in relazione al concetto delle istanze dal basso?
La cosa importante di cui sono molto soddisfatto. Ho preso parte ad inconti dove erano presenti altri organi preposti per la riorganizzazione, vi sono alcuni sindacati che sono rappresentati da pensionati, mentre altri rappresentati da persone che sono più legate ad ambienti politici. Non hanno saputo portare le istanze vere del territorio e quindi si è creato questo distacco tra il vero e reale bisogno della sanità e quello che ipoteticamente, in questo iperuranio, si fa ai piani alti. Questa volta gli è stato detto dal basso cosa succede e quali sono le vere istanze.

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