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Tentata estorsione a Crispano, arrestate 2 persone

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Tentata estrosione a Crispano. Gli indagati avrebbero chiesto il 3% dei lavori da 600mila euro ad una ditta impegnata nella riqualificazione del centro storico

Tentata estorsione a Crispano. Questa mattina i Carabinieri della Compagnia di Casoria hanno eseguito – nei comuni di Crispano e Frattaminore – un’ordinanza di custodia cautelare in carcere .

Ad emettere il provvedimenti il Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Napoli du richiesta della locale DDA.

Destinatari della misura cautelare tre indagati E. A. ed F. B. rispettivamente di 53 e 40 anni. I due sono ritenuti dagli inquirenti gravemente indiziati di tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso.

Le indagini sono partite a seguito della denuncia della vittima, sporta nei primi giorni del mese di aprile presso la compagnia Carabinieri di Casoria. A condurre l’attività di indagine i militari della Sezione Operativa della Compagnia di Casoria, sotto la coordinazione della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli.

Gli accertamenti si sono così sviluppati mediante riscontri sul territorio, continua attività informativa, analisi dei sistemi di video sorveglianza e successiva individuazione fotografica da parte della vittima. Proprio quest’ultima ha riconosciuto i due presunti autori della tentata estorsione.

Le attività condotte, hanno consentito di identificare i presunti autori della tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso. Hanno inoltre permesso di acclarare che l’episodio del tentativo di estorsione fosse a danno di una ditta edile impegnata nella riqualificazione del centro storico di Crispano.

L’indagine ha permesso inoltre di quantificare l’ammontare dell’estorsione. Gli indagati, infatti, avrebbero chiesto il 3% rispetto all’importo dei lavori di 600mila euro.

L’attività investigativa ha consentito agli inquirenti di appurare anche il metodo di pagamento della tangente.

Essa, infatti, doveva essere corrisposta in tre rate da versare una nel periodo pasquale, una ad agosto e una a dicembre.

Il provvedimento eseguito oggi è una misura cautelare disposta in sede di indagini preliminari. Contro di essa sono ammessi mezzi di impugnazione. I destinatari sono persone sottoposte alle indagini e quindi presunte innocenti fino a sentenza definitiva.

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