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“Storia di un presidente che si credeva un topo” il romanzo di Giuseppe Tecce

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Storia di un presidente che si credeva un topo

“Storia di un presidente che si credeva un topo” ci porta nelle paure di un uomo, Andrea con la diffusione del covid si chiude in se stesso a causa del suo diabete mellito

Il romanzo “Storia di un presidente che si credeva un topo” di Giuseppe Tecce ci riporta al marzo 2020 e alle prime fasi della pandemia di Covid19.

È quindi un’opera molto attuale in cui si racconta la storia di Andrea, un uomo di un metro e ottanta per centocinque chili. Egli è definito nel libro come un orso buono, reso ancora più affabile dalla sua folta barba rossiccia.

Andrea insegna in una scuola di formazione per le nuove professioni nel centro storico di Benevento. È inoltre presidente di una cooperativa sociale che svolge diverse attività. La gestione delle strutture residenziali per disabili e dei centri di accoglienza per migranti, e il reinserimento lavorativo di ex detenuti.

All’apparenza è quindi un uomo dedito al prossimo ma ben presto un lato del suo carattere emerge prepotentemente.

La paura del Covid19, accentuata dalla sua ipocondria e dalla possibilità che la sua malattia, il diabete mellito, possa peggiorare la situazione se dovesse contrarre il virus, lo portano a chiudersi in sé stesso e a pensare esclusivamente al suo egoismo e alla sua sopravvivenza.

Con l’inizio della quarantena la sua chiusura diventa non solo psicologica ma fisica. Egli, anche quando è data agli italiani una tregua dal lockdown, decide deliberatamente di rimanere in casa. È, infatti, terrorizzato dalle immagini che vede al telegiornale e dalle notizie dei decessi che affollano i canali di informazione.

«Erano trascorsi sessantanove giorni dal momento in cui era rimasto segregato in casa, come quasi tutti gli italiani, d’altronde. La solita tuta, grigia, con righe rosse lungo le maniche e lungo le gambe, nella quale soleva vestirsi, era consumata dal tempo e dall’inedia».

Un giorno, però, al risveglio, qualcosa sembra cambiato intorno a lui, e la confortante sicurezza della sua casa si trasforma improvvisamente in una sfida continua.

Andrea ha subìto una profonda metamorfosi. Dopo il primo momento di smarrimento si rende conto di avere una grande possibilità tra le mani, che potrebbe contribuire a salvargli la vita.

L’autore ci conduce quindi nell’ultima parte del libro caratterizzata da una svolta surreale. In tale svolta non è chiaro stabilire se ciò che stiamo leggendo sia la risultante di un delirio lucido del protagonista o se stia accadendo davvero.

Mentre ci avviciniamo a un finale spiazzante, riflettiamo su come il coronavirus abbia scardinato tutte le nostre certezze e abbia rivoluzionato le nostre vite; che ci abbia resi migliori o peggiori, però, ancora non ci è dato saperlo.

Casa editrice: Scatole Parlanti
Collana: Voci
Genere: Narrativa contemporanea
Pagine: 118
Prezzo: 14,00 €

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