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Cronaca

Tentata estorsione a Frattamaggiore, arrestato

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Foto archivio

Si tratta di un 60enne di Calvizzano ritenuto vicino al clan Pezzella, sodalizio criminale attivo su Frattamaggiore, Frattaminore, Cardito, Crispano e comuni limitrofi

I Carabinieri della Stazione di Frattamaggiore hanno eseguito un’ordinanzaq di custodia cautelare in carcere a seguito di una indagine coordinata dalla a Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli.

Destinatario della misura cautelare – emessa dal Giudice per le Indagini Prelimari del Tribunale di Napoli – Abbate Luigi, un 60enne di Calvizzano. L’indagato è ritenuto dagli inquirenti vicino al clan “Pezzella”, attivo su Frattamaggiore, Frattaminore, Cardito, Crispano e comuni limitrofi.

Il 60enne – a seguito di attività investigativa condotta dai militari dell’Arma – è ritenuto “gravemente indiziato di una tentata estorsione aggravata dalle modalità e finalità mafiose”.

L’indagato – secondo una nota della Procura – avrebbe tentato di estorcere denatro ad un imprenditore edile della zona.

Secondo quanto ricostruito dalle indagini scaturite proprio a seguito della denuncia della vittima. L’indagato lavorava come operaio addetto alla manutenzione dell’ospedale di “San Giovanni di Dio” di Frattamaggiore. Il 60enne avrebbe richiesto, insieme a due persone, una imprecisata somma di denaro all’imprenditore la cui società – vincitrice di un regolare appalto – era impeganta in un lavoro di ristrutturazione all’Ospedale.

Secondo quanto ricostruito dalle indagini scaturite proprio a seguito della denuncia della vittima. L’indagato lavorava come operaio addetto alla manutenzione dell’ospedale di “San Giovanni di Dio” di Frattamaggiore. Il 60enne avrebbe richiesto, insieme a due persone, una imprecisata somma di denaro all’imprenditore la cui società – vincitrice di un regolare appalto – era impeganta in un lavoro di ristrutturazione all’Ospedale.

I fatti risalgono al gennaio del 2020 quando l’idagato, come di legge nella nota “in più di una circostanza e con metodo mafioso, aveva intimato agli operai ed al capo cantiere di ‘mettersi a posto’ rispetto alla percentuale dovuta al clan per l’effettuazione dei lavori edili all’interno del nosocomio”.

Le indagini effettuate hanno permesso di ricostruire un quadro indiziario a carico del 60enne avvalorato anche dal GIP. Fondamentali anche l’estrapolazione dei filamti del sistema di videosorveglianza e l’escussione di persone informate sui fatti.

Il provvedimento eseguito è una misura cautelare disposta in sede di indagini preliminari. Avverso tale misura sono ammessi mezzi di impugnazione. Il destinatario della stessa è persona sottoposta alle indagini e, quindi, presunta innocente fino a sentenza definitiva.

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