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Entertainment

Un Manga al femminile: L’evoluzione dello Shojo

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Perticolare delle eroine Manga anni '80 - Foto: Maria Rosa Palma

Le teen agers italiane degli anni ottanta e novanta ricorderanno sicuramente cartoni animati come Georgie e Kiss Me Licia. Questi famosissimi anime sono tratti da manga shojo, un genere di fumetto giapponese destinato ad un pubblico femminile in età adolescenziale.

Altra panoramica – Foto di Maria Rosa Palma

Le tematiche trattate di solito sono, ma non esclusivamente, sentimentali perché più accattivanti per le ragazze durante questo periodo della loro vita.

Alla nascita di questo tipo di manga contribuisce, seppur marginalmente, il già noto autore Osamu Tezuka con la pubblicazione de “La Principessa Zaffiro”. Nonostante la protagonista sia una ragazzina forte e combattiva, questo manga è ancora piena di tanta azione dove il sentimentalismo è solo accennato.

Particolare dell’Incatenvole Creamy – Foto: Maria Rosa Palma

È a partire dagli anni sessanta, quelli della ribellione e dell’emancipazione, che il genere acquista maggiore identità grazie al fatto che anche le donne cominciano ad avvicinarsi a questo mondo. Infatti, avendo maggiore conoscenza dell’universo femminile, con queste autrici si assiste ad una vera e proprio rivoluzione dello shojo sia per i contenuti con maggiore attenzione ai sentimenti ma anche graficamente con l’introduzione di sfondi floreali, occhi grandi e luccicanti e figure intere.

Particolare di Renzie la Strega – Foto Maria Rosa Palma
Poster Candy Candy e Terence – Foto Maria Rosa Palma

Tra le più famose, ricordiamo Chikako Urano che nel 1968 con il suo “Attack n°1”, conosciuto in Italia come “Mimì e le ragazze della pallavolo” diede origine allo shojo sportivo.

Bisognerà aspettare gli anni settanta per l’affermazione definitiva di questo genere che acquisisce una sua identità con caratteristiche peculiari  sia da un punto di vista grafico ma anche dal punto di vista delle tematiche che si ampliano sempre più andando dall’horror allo sport, alla fantascienza fino al romanzo storico e al realismo contemporaneo.

Lady Oscar – Foto: Maria Rosa Palma
I Personaggi di Lady Oscar – Foto: Maria Rosa Palma

Come ogni manga che si rispetti, anche per questo genere non mancano le sottocategorie e tra queste, una delle più famose in Italia, è quella definita Maho Shojo o Majokko (ragazza magica) dove la protagonista, di solito una ragazzina qualunque con poteri magici, si trasforma in un’eroina per difendere l’umanità da forze oscure e, pur essendo “impigliata” in questioni sentimentali, non ne rappresenta l’elemento centrale della storia.

Particolare di “È quasi magia Johnny” – Foto: Maria Rosa Palma

L’incantevole Creamy, “Magica Emi” e il più recente “Sailor Moon” sono solo alcuni dei più famosi manga Majokko che, trasposti in anime, hanno incollato al televisore milioni di ragazzine affascinate dal rituale di trasformazione con “cambio d’abito” delle loro eroine preferite.

I vari scettri per le trasformazioni – Foto Maria Rosa Palma

Sfogliano uno shojo,  inoltre, si notano questi occhioni grandi ed espressivi comuni a tutti i personaggi. Questa scelta non è dettata dall’ estetica ma ha uno scopo utile ai fini della narrazione: il loro scopo è far emergere il mondo emotivo, gli stati d’animo, i turbamenti dei personaggi… potremmo definirli occhi che ci raccontano.

Tavola di Ladi Oscar – Foto: Maria Rosa Palma

Anche geograficamente si assiste ad una novità: molti manga non sono più ambientati in Giappone bensì negli altri continenti. Succede con “Le rose di Versailles” (ai più nota come Lady Oscar) ambientato in Francia durante la Rivoluzione Francese, con “Georgie” ambientata in Australia o ancora con “Lovely Sara” dove, tra l’altro, si affronta una tematica sociale, quella del lavoro minorile in una Londra di fine ‘800.

Altro particolare di Lady Oscar – Foto: Maria Rosa Palma

Oramai questo genere, dopo un’iniziale difficoltà a decollare, ha raggiunto, come il genere “fratello shonen” il successo tanto da andare oltre i confini nazionali e da essere apprezzato, non solo da ragazzine ma anche da lettori (maschi e femmine) di varie fasce d’età

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