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Le mani del crimine organizzato sul gioco legale: i dati aggiornati al 2020

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Con il lockdown di marzo scorso si è parlato di molto. Ed ovviamente non tutto è venuto fuori. Come per esempio gli affari del crimine organizzato, che si sono probabilmente ingranditi a seguito dello scoppio della pandemia.

Armi, droga, riciclaggio, racket e prostituzione. Ma non solo: nella sfera del crimine anche affari meno convenzionali, sottovalutati dalla stragrande maggioranza dei cittadini. E che riguardano vari campi, come il gioco d’azzardo online legale, stando al quadro statistico emerso da un articolo pubblicato sulle pagine di Gamingreport.it.

Nel 2019 la denuncia dell’Antimafia fu eclatante: un giro d’affari da venti miliardi per il gioco illegale, gestito perlopiù dal crimine organizzato ma non solo. Per quali motivi?

Vari e tutti da rintracciare nella natura meramente commerciale del gioco, un interesse per milioni di persone e per milioni di persone legate in qualche modo al crimine. E quindi i motivi sono da rintracciare nell’immenso, miliardario giro d’affari e nella possibilità di riciclaggio in qualche modo facile.

Non solo il crimine italiano, perché il gioco ha una natura transazionale ed attira per questa sua peculiarità anche gruppi criminali estranei al tessuto italiano. Soldi facili e guadagni assicurati, spesso a discapito degli utenti e dei giocatori, vittime inconsapevoli di quelle che sono autenticamente delle truffe.

Inoltre, se il gioco legale non funziona o funziona a mezzo servizio, inevitabilmente parte degli introiti finisce nelle casse della filiera oscura del gioco. A riprova di ciò, uno studio della Luiss Business School sul gioco d’azzardo nell’ultimo anno fa chiarezza in merito.

A fronte di una riduzione logica del gioco in agenzia, del 41% rispetto al 2019, si è assistito ad un aumento del gioco online, che ha sopperito alla delusione degli utenti per le chiusure.

Nonostante ciò è emerso che ben 4 milioni di giocatori sono finiti nel mirino del gioco d’azzardo illegale senza nemmeno esserne consapevoli. Fatto che la dice lunga sulle condizioni della filiera e sulla sicurezza dei giocatori: in assenza di una netta distinzione tra offerta legale e illegale il risultato è questo.

Ovverosia un proliferare dell’illegale a discapito, in ultimo, anche di operatori che pagano regolarmente tasse e obblighi di turno. E che si vedono magari chiudere sotto i colpi della crisi.

L’articolo di Gaming Report riporta anche i dati estratti da InfoCamere sui Registri delle Imprese. A fronte dei 292.308 iscritti si registrano 272.992 cessazioni al Registro delle imprese, con un saldo del +0,32%.

Per quanto riguarda le attività come il gioco, le lotterie e le scommesse le imprese registrate nel 2020 risultano essere 8.176, quelle attive 7.191. Le imprese iscritte sono 59, quelle cessate 419. Numeri che rendono bene l’idea di quello che in futuro potrebbe essere un disastro.

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