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Bacoli Centro Ittico, la Maggioranza non vuole discutere dei lavoratori licenziati

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Foto: Associazione il Pappice

Votata una vile e pretestuosa questione pregiudiziale che impedisce di fare chiarezza sull’opaca gestione del CIC

Nell’ultimo Consiglio Comunale si doveva discutere il licenziamento di S. Schiavone e G. Secondo, due guardiani del CIC allontanati dopo lo “scandalo” del settembre 2019.

Uno scandalo da oltre 145 mila euro di ammanchi in biglietti, da oltre 18 mila euro di rimborsi spese non giustificati, da oltre 30 mila euro indebitamente trattenuti da associazioni.

Dopo un anno i due lavoratori non sono stati riconosciuti responsabili dal giudice del lavoro che ha inviato gli atti alla procura per indagare invece i dirigenti e le associazioni del CIC.

Il Sindaco però s’è rifiutato di far riassumere questi lavoratori e proprio questa sua scelta era da discutere nell’ultima assise dopo mesi di strumentali rinvii.

A questo punto però la consigliera T. Scotto di Luzio ha posto la “questione pregiudiziale” cioè l’impossibilità di esaminare l’argomento in quanto oggetto di un’inchiesta giudiziaria.

L’opposizione ha protestato facendo presente che la presunta inchiesta – neanche si sà se sia stata aperta – coinvolgerebbe al massimo il CIC e non il Comune, ma è stato tutto inutile.

Dopo che la Segretaria comunale ha avallato questa illogica teoria ed il Presidente del Consiglio ha impedito alle minoranze di replicare, la pregiudiziale è stata approvata.

Vergogna alla maggioranza – e la capogruppo di FreeBacoli si dice di sinistra ! – che ha messo su questa umiliante e vile sceneggiata. Vergogna al Presidente del Consiglio che lungi dal rappresentare anche le minoranze, fa da microfono per i monologhi del Sindaco.

Vergogna alla Segretaria che ha dimenticato il suo ruolo imparziale e garante prestandosi ad un uso “politicante” del regolamento. Vergogna al Sindaco che così tenta di nascondere una gestione “non trasparente, non controllata, non controllabile”.

Signori, sulla vostra coscienza avete due lavoratori “innocenti” cui non volete riconoscere il proprio lavoro. Sulla vostra coscienza avete due famiglie, una costretta agli stenti, l’altra ad emigrare, e vostri coetanei che avete permesso fossero ingiustamente additati come figli di ladri.

Sulla vostra coscienza avete il misfatto di negare ai cittadini la verità sul CIC da cui prima avete allontanato certe associazioni – ritenute responsabili – ed adesso le impiegate come volontari con tanto di rimborso spese.Loro sì, i lavoratori no. Pigliatv scuorno!

Per saperne di più:

– https://www.facebook.com/ilpappice/posts/238273574621536

Nota stampa Associazione il Pappice

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Sorpresi in pizzeria a Giugliano: sanzioni e chiusura per 5 giorni

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Polizia
Foto: Archivio

Gli agenti del Commissariato di Giugliano – Villaricca hanno trovato all’interno del locale 10 persone intente a cenare e seguire un incontro di calcio

Ieri sera gli agenti del Commissariato di Giugliano-Villaricca hanno effettuato un controllo in via dei Gemelli a Giugliano presso una pizzeria.

I poliziotti, una volta entrati, hanno sorpreso 10 napoletani tra i 29 e i 46 anni, tra cui il titolare dell’esercizio commerciale. Tutti sanzionati per inottemperanza alle misure anti Covid-19.

I clienti erano intenti a consumare cibi e bevande seduti ai tavoli mentre seguivano un incontro di calcio.

Predisposta la chiiusura per 5 giorni del locale. A diffondere la notizia la Questura di Napoli

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Melito, in corso operazione di Alto Impatto dei Carabinieri

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Sanzionate già 7 persone per il non rispetto delle normative anti covid e denunciata una persona per contrabbando

In corso una operazione di “alto impatto”, predisposti controlli nelle strade principali della città con perquisizioni mirate alla ricerca di armi e droga.

Presenti sul posto i Carabinieri della Compagnia di Marano, con decine di militari impegnati. Sono state già elevate 7 sanzioni covid e una persona è stata denunciata per contrabbando di tabacchi lavorati esteri. I Carabinieri fanno sapere che i controllo continueranno nelle prossime ore. A diffondere l’operazione una breve nota dei Carabinieri del Comando Provinciale di Napoli

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Controlli a Sorrento: denunciato un 48enne per evasione

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Polizia controllo
Foto Archivio

Nel corso dell’attività sono state identificate 150 persone di cui 26 con precedenti di polizia, controllati 63 veicoli e contestate 7 violazioni del Codice della Strada

Ieri gli agenti del Commissariato di Sorrento e del Distaccamento Polizia Stradale di Sorrento hanno effettuato un servizio straordinario di controllo del territorio nel centro cittadino in viale degli Aranci, piazza Angelina Lauro, via Califano e via Bernardino Rota.

Nel corso dell’attività sono state identificate 150 persone di cui 26 con precedenti di polizia, controllati 63 veicoli e contestate 7 violazioni del Codice della Strada per guida senza patente, mancato utilizzo delle cinture di sicurezza, mancata sistemazione del carico, mancanza di documenti, elevando sanzioni per 1.176 euro.

Inoltre, nella stessa giornata i poliziotti, nel transitare in corso Italia a Piano di Sorrento, hanno notato un uomo che, alla loro vista, si è dato alla fuga per poi essere rintracciato  presso il proprio domicilio  a Sant’Agnello dove è sottoposto agli arresti domiciliari per rapina e lesioni aggravate.

F.C., 48enne stabiese, è stato denunciato per evasione.

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Scampia, non si ferma all’alt: arrestato dopo un lungo inseguimento

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Polizia di Stato
Foto Archivio

Il 27enne, napoletano con precedenti di polizia, è stato arrestato per resistenza a Pubblico Ufficiale

Ieri pomeriggio i Nibbio dell’Ufficio Prevenzione Generale, durante il servizio di controllo del territorio, nel transitare via Roma verso Scampia hanno notato un uomo a bordo di una moto che, alla loro vista, si è dato alla fuga per eludere il controllo nonostante gli fosse stato intimato l’alt.

Il veicolo ha proseguito la sua corsa effettuando manovre pericolose per la circolazione stradale innescando un inseguimento terminato in via Tevere a Melito di Napoli dove il conducente è stato bloccato.

M.N., 27enne napoletano con precedenti di polizia,  è stato arrestato per resistenza a Pubblico Ufficiale.

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Maxi frode prodotti petroliferi: fatture false per 113 milioni di euro

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Evasione IVA per oltre 20 milioni di euro. Le indagini hanno investito due filiere illecite: la prima con depositi in albania; la seconda con società cartiera a Roma e 2 occulte a Napoli

La Guardia di Finanza di Venezia, diretta dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Venezia, e su sua delega ha concluso un’indagine che ha portato all’individuazione di 10 soggetti coinvolti in una maxi frode fiscale nel settore del commercio all’ingrosso di prodotti petroliferi. In esito agli accertamenti svolti dalla Compagnia di San Donà di Piave sono stati raccolti gravi elementi di evasione IVA per oltre 20 milioni di euro perpetrata attraverso l’emissione e l’utilizzo di fatture false per un ammontare complessivo di 113 milioni di euro. Le condotte fraudolente sarebbero state finalizzate ad immettere in consumo carburante per autotrazione a prezzo particolarmente concorrenziale, grazie all’evasione dell’Imposta sul Valore Aggiunto ottenuta mediante la predisposizione di false operazioni di compravendita del prodotto tra società di comodo, prima del raggiungimento della destinazione finale.

Le indagini hanno interessato 2 distinte filiere illecite. Nella prima, il carburante, che risulterebbe acquistato dagli organizzatori della frode da depositi dell’est Europa, giungeva direttamente presso distributori all’ingrosso e pompe bianche della regione, da dove veniva distribuito ai consumatori finali. Sul piano cartolare, il percorso del prodotto era invece molto più tortuoso e articolato e prevedeva: – il suo approvvigionamento da un fornitore sloveno ad opera di 5 società cartiere collocate in diverse regioni italiane il cui compito era quello di farsi carico dell’IVA derivante dagli acquisti per poi non adempiere ai conseguenti obblighi di versamento; – la successiva rivendita ad un prezzo ribassato – dovuto al mancato versamento dell’IVA da parte delle società cartiere – delle medesime partite di carburante ad una società riconducibile a 2 degli indagati, la cui sede era stata formalmente stabilita in Albania ma che, di fatto, risulterebbe gestita dall’Italia; – la cessione finale della merce da parte della società albanese sia nei confronti di altri operatori commerciali all’ingrosso sia di distributori stradali, ad un prezzo molto competitivo (circa 700 euro in meno per ogni cisterna) stante l’avvenuta evasione delle imposte dovute.

Nel secondo filone, invece, sono state acquisite prove del coinvolgimento di un noto operatore all’ingrosso di prodotti petroliferi che avrebbe contabilizzato false fatture per acquisti di prodotti petroliferi emesse, oltre che dalla società albanese, da una società “cartiera” con sede fittizia a Roma (controllata da una società di comodo con sede fittizia a Malta) e da 2 imprese di comodo con sede occulta in provincia di Napoli. 2 delle società cartiere coinvolte nelle frodi individuate, dopo aver movimentato ingenti volumi di prodotti petroliferi, hanno fittiziamente trasferito la sede a Roma e, contestualmente, hanno ceduto le quote societarie a soggetti prestanome dell’Est Europa che si sono resi irreperibili.

Nei confronti dei 10 soggetti indagati si procede per i reati di emissione e l’utilizzo di fatture per operazioni inesistenti, omessa presentazione delle dichiarazioni fiscali dei redditi e dell’IVA, presentazione di dichiarazioni fiscali infedeli, omesso versamento dell’IVA Dovuta, sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte e occultamento di scritture contabili finalizzato ad impedire la ricostruzione della movimentazione dei prodotti petroliferi commercializzati. Le concomitanti verifiche fiscali eseguite dai finanzieri sandonatesi, basate sulle risultanze delle indagini di polizia giudiziaria dirette dalla Procura della Repubblica di Venezia, hanno consentito di portare alla luce basi imponibili IRES e IRAP sottratte a tassazione per oltre 23 milioni di euro, tassare proventi illeciti per circa 25 milioni di euro, quantificare l’I.V.A. evasa e non versata in oltre 20 milioni di euro e fatture per operazioni inesistenti emesse, ricevute ed utilizzate in oltre 113 milioni di euro.

Fonte: Comando Provinciale GDF Venezia

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