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Cartolarizzazioni, Pedicini: “Dossier europeo da sorvegliare”

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eurodeputato piernicola pedicini

Pedicini: Le modifiche apportate avrebbero comportato il maggior uso delle cartolarizzazione anche di quelle sintetiche NPEs, ma non tutto può finire sul mercato

Le cartolarizzazioni tornano al centro del dibattito europeo, nel tentativo di liberare le banche da alcuni lacci e consentirle di prestare più denaro all’economia reale. Nei giorni scorsi, nella Commissione Economica del Parlamento Europeo, sono state votate due relazioni legislative sul tema. 

La cartolarizzazione è un’operazione tramite la quale le banche sono in grado di liberare denaro, per l’erogazione di ulteriori prestiti alle imprese. Ne esistono di due tipi: quella tradizionale, che è un’operazione che consente a una banca di rifinanziare un pacchetto di prestiti, di esposizioni o di crediti suddivisi in diverse categorie di rischio, trasformandoli in titoli negoziabili sul mercato. 

Dal 2017 sono stati introdotti dei requisiti (STS) per questo tipo di cartolarizzazione, cioè: semplicità, standardizzazione, trasparenza. Il secondo tipo sono le cartolarizzazioni sintetiche, cioè operazioni che consentono alla banca non di cedere i propri crediti ma di trasferire il rischio di default ad altri soggetti mediante una “assicurazione” del credito.

L’obiettivo dichiarato dalla Commissione era quello di liberare le banche dai crediti in bilancio per ottenere liquidità immediata da riversare all’economia reale, estendendo il quadro delle cartolarizzazioni tradizionali anche alle cartolarizzazioni sintetiche in bilancio, favorendone la diffusione e alleggerendo gli ostacoli regolamentari alla cartolarizzazione delle non-performing exposures (NPEs), cioè la cartolarizzazione delle esposizioni deteriorate. 

La relazione contiene anche diversi aspetti positivi sulla sostenibilità ambientale degli investimenti sia per le cartolarizzazioni STS tradizionali che per le cartolarizzazioni STS sintetiche. Noi abbiamo votato a favore di questi punti. Tuttavia le modifiche avrebbero comportato un maggiore utilizzo dello strumento della cartolarizzazione, inclusa la cartolarizzazione sintetica, e avrebbero rimosso gli ostacoli alle cartolarizzazioni delle esposizioni deteriorate permettendo di fare mercato su tutto e così creando bolle su bolle.Per questo mi sono opposto. 

La crisi del 2008 ci insegna che il rischio di speculazioni è sempre alle porte. Ecco perché questi dossier vanno sorvegliati eliminando sia la componente pregiudiziale rispetto a questi strumenti, sia il totale sdoganamento delle regole.

Nota stampa Piernicola Pedicini – Eurodeputato e Portavoce del M5S

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UE, Pedicini, D’Amato, Corrao, Evi: “MES riformato aiuta banche a spese degli italiani”

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ASP entrance and Simone Veil esplanade of the European Parliament in Brussels - Foto: https://www.europarl.europa.eu/

La riforma del Mes a cui oggi il Governo italiano vuole dare il proprio placet, è anche peggio del Mes in sé

Quanto dichiarato dal ministro dell’economia Roberto Gualtieri e dal reggente capo politico del M5S Vito Crimi, rispetto alla riforma del Mes di cui oggi si è tornato a discutere all’Eurogruppo, non risponde né a quanto riportato durante l’audizione di oggi, ne a quanto approvato dagli esponenti del M5S in sede parlamentare con due diverse risoluzioni.

La riforma del Mes a cui oggi il Governo italiano vuole dare il proprio placet, è anche peggio del Mes in sé.

A febbraio il premier Giuseppe Conte aveva ottenuto un rinvio della firma, subordinandola al rafforzamento dell’Unione bancaria che presuppone la definizione del sistema europeo di assicurazione dei depositi (Edis).

Al di là della discutibilità di questo approccio, c’è da segnalare che né l’unione bancaria né il sistema Edis hanno fatto passi in avanti in questi mesi a causa della crisi sanitaria. Quando il reggente capo politico del M5S, Vito Crimi, e il ministro all’economia Roberto Gualteri, tentano di spiegarci che approvare la riforma del Mes è cosa diversa dall’accesso al Mes, dimenticano di spiegare che anche solo l’approvazione della riforma del MES, arreca un danno ai cittadini italiani. Tra le varie storture introdotte dalla riforma, infatti, c’è l’estensione dell’utilizzo del Fondo Salva Stati anche al salvataggio delle grandi banche in crisi (specialmente francesi e tedesche).

In questo periodo di acuta crisi economica tutte le risorse, specialmente quelle provenienti anche dai contributi dei cittadini italiani, dovrebbero essere impiegate per soccorrere l’economia reale e le famiglie in difficoltà, non per sovvenzionare un fondo pronto ad intervenire in aiuto alle banche straniere. 

Per il governo questo non conta e inspiegabilmente torna a difendere una riforma inaccettabile per i cittadini e in contraddizione con quanto espresso nelle risoluzioni approvate dal Parlamento.

Ricordiamo, al reggente Capo Politico, inoltre, che il Movimento 5 Stelle ha ricevuto dai cittadini il mandato di smantellare il MES e non quello di riformarlo, tantomeno in peggio.

Gli eurodeputati Piernicola Pedicini, Rosa D’Amato, Ignazio Corrao ed Eleonora EVI

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UE, Pedicini, D’Amato, Evi e Corrao: Accordo con MERCOSUR va cambiato, Governo chiarisca

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Parlamento europeo
Di Diliff - Opera propria, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=35972521

L’accordo commerciale tra UE e Merconsur potrebbe avere pesanti impatti negativi su economia, occupazione e ambiente di entrambe le pariti in causa

“L’accordo commerciale tra Ue e i Paesi del Mercosur potrebbe avere pesanti impatti negativi sull’economia, sull’occupazione e sull’ambiente di entrambe le parti in causa. Ed è per questo che l’intera delegazione del M5s ha approvato di recente una risoluzione del Parlamento europeo in cui si afferma che l’attuale testo di accordo non va bene e va modificato. Una posizione chiara che purtroppo non trova spazio nella lettera che un gruppo di Paesi Ue ha inviato in questi giorni alla Commissione europea e che include tra i firmatari anche il sottosegretario di Stato al Ministero degli Affari Esteri Ivan Scalfarotto. Nella lettera, si chiede che l’Ue dia il via libera definitivo all’accordo già sottoscritto da Commissione e Paesi Mercosur, segnalando come positivi gli aspetti su ambiente e impatto socioeconomico. Nessun riferimento al fatto che, secondo uno studio del governo francese, l’attuale testo comporterebbe un aumento tra il 5% e il 25% della deforestazione dell’Amazzonia, promossa per aumentare la produzione agricola intensiva e sostenere l’export verso l’Ue. Nessun riferimento a rischi per l’occupazione sollevati in Sud America come in Europa. Nessun riferimento alla questione della sicurezza alimentare, nonostante i ripetuti scandali legati al settore della carne in Brasile. Ci chiediamo se quella di Scalfarotto sia stata una sua personale fuga in avanti, o sia piuttosto la posizione ufficiale del governo. In entrambi i casi, è necessario che l’esecutivo chiarisca perché qui in gioco non c’è solo la linea politica seguita finora dal Movimento, ma un polmone verde del Pianeta come l’Amazzonia, il futuro di piccole e medie imprese agricole già in crisi a causa della pandemia, nonché la sicurezza della filiera agroalimentare. Un tema che non puo’ essere ignorato, tanto più dopo l’attuale pandemia di Covid-19”.

Lo dichiarano in una nota congiunta gli eurodeputati del Movimento 5 Stelle Piernicola Pedicini, Rosa D’Amato, Eleonora Evi e Ignazio Corrao.

Nota stampa Piernicola Pedicini – Eurodeputato e Portavoce M5S

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UE, Adinolfi (M5S): Risposta europea a traffico di esseri umani è insufficiente

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Isabella ADINOLFI in the EP in Strasbourg
Isabella ADINOLFI in the EP in Strasbourg - Foto: Comunicato

Adinolfi: “In alcuni Paesi la prostituzione è legale. Proprio in questi Paesi infatti i trafficanti trasferiscono la maggior parte delle loro vittime, sanno di essere impuniti”

“L’impegno europeo nella lotta alla tratta di essere umani è insufficiente. Non tutti gli Stati membri condividono gli stessi obiettivi e contrastano con efficacia questo fenomeno che dilaga soprattutto in questo periodo di difficoltà economica legata al Coronavirus. Il recente allarme dell’Agenzia dell’Unione europea per la cooperazione nell’applicazione della legge (Europol) sui rischi di aumento dei casi di sfruttamento, anche sessuale, durante la pandemia non va sottovalutato”, così Isabella Adinolfi, europarlamentare del Movimento 5 Stelle, in un intervento durante il webinar dal titolo ‘Costruire percorsi di integrazione le le vittime del traffico di essere umani’ organizzato dall’associazione ‘Right way’. 

“La metà delle vittime della tratta proviene da Paesi del l’Unione europea. Inoltre, in alcuni Paesi la prostituzione è legalizzata: in Olanda, Germania e Belgio, anziché combattere questo problema sociale si preferisce chiudere un occhio al profitto che qualcuno ne ricava. Proprio in questi Paesi infatti i trafficanti trasferiscono la maggior parte delle loro vittime, sanno di essere impuniti. Noi rinnoviamo l’appello affinché tutti gli Stati membri dell’Unione europea firmino la Convenzione di Istanbul. Liberiamo migliaia di donne da questa schiavitù”, conclude Adinolfi. 

Nota stampa on. Isabella Adinolfi Eurodeputata (M5S)

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