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“Merò”, i racconti di Luca Fiorentino, in arte Auanasgheps
Pubblicato
6 anni fail

Merò è un insieme di piccoli racconti scritti da Luca Fiorentino, in arte Auanasgheps, alla maniera dei suoi post.
Belli sono i titoli, belle sono le idee, bella la trilogia dei Nonluoghi che va da pagina 39 a pagina 53.
Sono 126 pagine esilaranti, conservate in quelle piccole e tenere edizioni beat della ‘Round midnight edizioni, quelle un po’ retrò, rilegati con gli anelli metallici.
L’autore, Luca Fiorentino, in arte AuanaSgheps, è geniale, perché ha messo su una delle maschere/personaggi meglio riuscite/i degli ultimi anni.
Per maschera/personaggio si intende proprio un’entità letteraria capace di portarsi addosso tutta una serie di caratteristiche, rughe e profili ben definiti. Così come Pantalone è un vecchio vizioso, avaro, conservatore e burbero, così AuanaSgheps è simpaticamente volgare, dissacrante, ironico, volutamente sgrammaticato, saggio, figlio di puttana con la parolella sempre pronta.
“Secondo me uno sceneggiatore dovrebbe sempre fermarsi a pensare aspè ma il personaggio è lady clotilda che va a trovare il reverendo camden, oppure ciro il riggiolaro in un docu-fiction sull’ascesa e il declino di un boss paradossalmente somigliante a nonno libero” [pagina 50]
Qui c’è un po’ il programmaartistico del percorsoartistico (il virgolettato è una diretta citazione a “Merò) intrapreso dal Fiorentino.
Funari diceva più o meno “ se a uno devi dire che è stronzo non lo puoi chiamare sciocchino, ma lo devi chiama’ stronzo”. Bukowski sarebbe stato più o meno d’accordo.
In Zabbaglione, non a caso, Fiorentino ringrazia “a hendrics, giobbe covatta, bukoski e giggione”. La maschera-Auanasgheps è proprio un misto di questi personaggi qui.
Come Hendrix ha stile e groove personalissimo; comicofilosofeggiante come Covatta; sporcaccione e saggio come Hank e trash come Giggione. Lo sfondo è Napoli, la sua provincia, o un posto simile, dove tanti piccoli Aunasgheps maschi e Aunasgheps femmine si incontrano, parlano, per lo più gridano, vestono hogane beige o tute laccate del Baccellona e cercano una ragione in questa esistenza.
Ma alla fine popio non la trovano.
Certi argomenti non possono che essere affrontati in una certa maniera. Così, la vecchia tiritera sui generi letteraria torna a galla, la materia popolare incontra lo stile popolare e il tutto diventa letteratura.
Luca Fiorentino ha il merito di aver inventato un personaggio, di avergli dato una lingua, una forma e una coerenza: Auanasgheps è il mezzo attraverso cui può dire tutto quello che gli passa per la testa e il più delle volte sono dei nonsense pieni di significato.
Spesso si muove e parla come i pazzi o i bambini. Claudicante, schizzato e ingenuo, parte da un argomento e conclude con un’agnizione che sembra non azzeccarci proprio niente, però poi se ci pensi, sotto sotto, proprio niente non è.

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