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NAPOLI E L’OMICIDA DEGLI ANNUNCI MATRIMONIALI: SU RAI 2 “CRONACA DI UN CRIMINE”

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cronaca di un crimine

Venerdì 11 settembre, alle 23.25 su Rai 2 (e su RaiPlay), il documentario “Cronaca di un crimine” riporta alla luce una delle pagine più nere  della cronaca nazionale degli anni ’30, che legò indissolubilmente il capoluogo campano agli orrori del primo serial killer seriale italiano.

Prodotto da Rose Production in collaborazione con Rai Documentari, il progetto è diretto da Fabrizio Silvestri (autore anche del soggetto) e sceneggiato dallo stesso Silvestri insieme a Walter Garibaldi. La fotografia è firmata da Bruno Cascio (vincitore del David di Donatello nel 1996), il montaggio è di Fabio Pisterzi, le musiche sono composte da Ciro Vinci e Gianluca Zanna, con la supervisione legale dell’Avv. Silvia Morescanti.

Il documentario ricostruisce la vicenda choc che nell’autunno del 1932 scosse l’Italia fascista. Al centro della narrazione c’è il macabro ritrovamento, avvenuto proprio tra le banchine della Stazione di Napoli Centrale e la Capitale, di tre valigie contenenti i resti smembrati di una donna. Era la fine tragica di Paola Gorietti, nubile di 39 anni impiegata come cameriera.

Alla ricerca disperata di un riscatto affettivo e sociale attraverso il matrimonio, la donna aveva risposto a un annuncio civetta pubblicato su un giornale, cadendo nella trappola mortale di Cesare Serviatti, ricordato dalle cronache come l’“omicida degli annunci matrimoniali”. Un predatore spietato che adescava donne sole e vulnerabili, le derubava dei risparmi e ne seviziava i corpi, spedendoli via treno attraverso la Penisola nel tentativo cinico di cancellare ogni traccia e depistare le indagini. Furono i ferrovieri e i facchini della stazione napoletana a trovarsi di fronte a una scoperta che avrebbe terrorizzato l’intera opinione pubblica dell’epoca.

Più che una mera ricostruzione d’archivio o l’analisi delle prime tecniche investigative scientifiche dell’epoca, Cronaca di un crimine scava a fondo nelle dinamiche sociali che resero possibili quei delitti. Il documentario mette in luce come i pregiudizi, il controllo sociale e l’isolamento delle donne nell’Italia degli anni Trenta abbiano spianato la strada al carnefice, offrendo un parallelismo potente e doloroso con le moderne forme di violenza di genere che continuano a insanguinare la cronaca contemporanea.

Ad analizzare il contesto storico, psicologico e sociale del delitto vi è un autorevole panel di esperti e studiosi che arricchiscono il documentario con i loro interventi: Liliosa Azara, sociologa; Mauro Canali, storico; Armando Palmegiani (criminologo), Fabio Sanvitale (giornalista investigativo) e  Vincenzo Maria Mastronardi (psichiatra criminale), autori del libro “Sangue sul Tevere” (Armando Editori). Il documentario si avvale inoltre delle preziose testimonianze e contributi di Dalila Ranalletta, Manuela Saccente e Don Lucio Boldrin.

Appuntamento dunque a venerdì 11 settembre, alle 23.25, su Rai 2 e in streaming su RaiPlay.

Comunicato stampa

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