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“Buoni Spesa” e crisi da “Covid-19” interroghiamo l’Amministrazione comunale

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carrello buoni spesa

Potere al Popolo Giugliano interviene sulla gestione dei buoni spesa ed interroga l’amministrazione comunale

Il 29 marzo scorso il Capo del Dipartimento della Protezione Civile, per far fronte alla crisi sociale derivante dall’emergenza sanitaria da “Covid-19”, ha adottato un’ordinanza con la quale è stato previsto il pagamento di una somma di denaro pari a 400 milioni di euro distribuita su tutti i Comuni italiani (in parti diverse in base al numero degli abitanti e ai differenziali di reddito della popolazione).

Il denaro è destinato all’acquisizione di “buoni spesa” da parte dei Comuni utilizzabili per la compera di generi alimentari di prima necessità, da distribuire poi “ai nuclei famigliari più esposti agli effetti economici derivanti dall’emergenza epidemiologica… e tra quelli in stato di bisogno”.

La definizione più puntuale dei criteri di accesso è demandata agli uffici dei Servizi sociali di ciascun Comune. A Giugliano è spettata la somma di 1.204.772,31 euro.

Il Settore Servizi Sociali del Comune di Giugliano, con propria determina, fissava i criteri di accesso al beneficio dei “buoni spesa” tra la cittadinanza residente. Il requisito essenziale è quello dell’assenza di reddito allo stato attuale. Nel caso dei “cittadini extracomunitari”, invece, si prevede una procedura discriminatoria in caso siano in attesa di rinnovo del permesso di soggiorno (affronteremo la questione in un prossimo comunicato).

In totale, nonostante i tempi brevi previsti per la presentazione (circostanza che ha escluso numerosi cittadini che avrebbero potuto avanzare richiesta, ma che per vari motivi non sono riusciti a farlo tempestivamente), il numero delle domande presentate è di 4.303.

Il 20 aprile è stata affidata alla “Domec S.p.A.”, con sede a Milano, il servizio di gestione dei “buoni spesa” con una trattativa diretta.

Da quella data fino al 12 maggio risultano distribuiti “buoni spesa” a 2.171 nuclei famigliari per la somma totale di euro 792.350.

La metà dei richiedenti risulta ancora esclusa del tutto dall’accesso ai “buoni spesa” e più di 400.000 euro sono ancora da distribuire. Se i primi tre elenchi, peraltro, sono stati redatti a distanza di pochi giorni l’uno dall’altro, tra il terzo e il quarto sono trascorse quasi due settimane.

Ci giungono segnalazioni da numerosi cittadini che, pur avendo fatto regolare domanda di accesso al beneficio e in condizioni economiche disastrate, in assenza di qualsiasi fonte di reddito, quindi in possesso di tutti i requisiti per poter accedere al sussidio minimo previsto, ne sono ancora esclusi.

A cosa sono attribuibili questi ritardi? perché ancora metà dei richiedenti non ha ricevuto i “bonus spesa”? sono ritardi dipendenti dall’amministrazione o dalla società che gestisce il servizio?

È trascorso un mese e mezzo dall’ordinanza della Protezione Civile, sono trascorsi due mesi dalla chiusura di quasi tutte le attività lavorative. Soprattutto chi aveva un reddito a nero, chi lavorava alla giornata, chi lo faceva in maniera precaria, chi pur lavorando non riusciva a portare avanti una vita dignitosa, chi era già disoccupato
prima e magari poteva contare sull’aiuto di familiari che oggi non possono più garantire nulla… tutte queste persone non possono attendere ancora!

Due, tre, quattro settimane di ritardo nell’ottica dell’organizzazione della pubblica amministrazione possono sembrare inezie, mentre per i bisogni quotidiani e impellenti di chi è schiacciato da questa crisi sono tremende, infinite, mortificanti, intollerabili.

In questa emergenza vengono a galla con estrema violenza tutte le inefficienze dello “Stato sociale”, tutti i suoi disastri e le sue miserie.

Anche le misure straordinarie adottate sono inefficaci e parziali. Si pensi alla cassa integrazione che non arriva o lo fa con estremo ritardo, alla previsione della Regione di un sostegno alle famiglie per il pagamento dei canoni di locazione che lascia fuori dal sussidio tutti coloro, numerosissimi, che nei nostri territori sono in affitto a nero, senza alcun contratto e così via.

Nelle more che queste misure avranno piena applicazione (pur nei loro limiti) cosa farà chi non ha da attingere ai risparmi personali e famigliari? si rivolgeranno agli usurai? alla malavita? cadranno in un vortice di disperazione?

Chiediamo al Commissario e al Dirigente del Settore Servizi Sociali di chiarire i motivi dei ritardi e fissare una scadenza precisa per la valutazione delle istanze residue e la distribuzione dei “buoni spesa”.

Chiediamo che sia fatto con la massima rapidità, per evitare di continuare a calpestare la dignità dei cittadini.

Potere al Popolo! – Giugliano in Campania

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