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Bonus Spesa comunali: controllo popolare e allargamento dei beneficiari

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carrello buoni spesa
Foto: Archivio

Tra i beni di prima necessità vanno inclusi, dove non specificato, prodotti per l’igiene personale, detersivi e farmaci da banco non prescrivibili.

È purtroppo evidente quanto il bonus per buoni spesa sia insufficiente rispetto a una platea di persone e famiglie che stanno entrando in povertà assoluta e che non cesserà di allargarsi nelle prossime settimane. Quello che nessuno osa dire è che il governo Conte non ha espresso nessun grande “riconoscimento” ai Comuni con questo stanziamento, tutt’altro. Quattrocento milioni sono briciole insufficienti ed è assurdo scaricare sugli enti locali (che al Sud già sono al collasso per via dei tagli ai trasferimenti e delle grandi sofferenze sociali) la gestione e la distribuzione degli assegni alimentari.

Più banalmente sarebbe bastato intervenire subito con un Reddito di Emergenza (partendo dall’estensione, come proposto anche dal Presidente dell’INPS – Pasquale Tridico – della misura del Reddito di Cittadinanza) tassando i patrimoni più alti del paese e recuperando finanziamenti dalle spese militari e dalle grandi opere.

Solo in Campania, secondo una stima della Coldiretti, sono 530.000 le persone che hanno bisogno di sostegno per la spesa alimentare.

I criteri imposti da molti comuni, compresi quelli a nord di Napoli, sono decisamente restrittivi. Capiamo che questa scelta è stata dovuta dalle scarse risorse messe in campo dal governo ma il risultato qual è?

Non possono beneficiare del sostegno chi ha nel nucleo familiare anche solo una persona che percepisce una pensione d’invalidità, seppur minima, o il reddito di cittadinanza, seppur solo con 40€ al mese, così come i tanti immigrati che per un motivo o un altro non hanno la residenza anagrafica nel comune dove di fatto vivono.

Per questo, a seguito dello studio dei diversi bandi, questa mattina abbiamo inviato una PEC indirizzata alle amministrazioni comunali di Marano, Mugnano e Calvizzano evidenziando le seguenti criticità:

La richiesta del requisito della residenza nel Comune non deve essere considerato (né per gli italiani, né per gli stranieri) come residenza anagrafica, in quanto comporterebbe l’esclusione dei soggetti senza fissa dimora che sono anch’essi in condizione di particolare bisogno o dei richiedenti asilo che, in conseguenza dell’entrata in vigore del primo decreto sicurezza, non vengono iscritti all’anagrafe dalla maggior parte dei Comuni, pur avendo comunque diritto, ai sensi dell’art. 13 d.l. 113 convertito in l. 132/2018, ad accedere ai servizi erogati sul territorio

Non è consentito ai Comuni operare distinzioni a seconda del titolo di soggiorno. Come previsto dall’artt. 2, 41 e 43 TU immigrazione è garantita parità di trattamento nell’accesso alle prestazioni di assistenza sociale a tutti gli stranieri regolarmente soggiornanti, anche se titolari di un permesso di soggiorno per famiglia, lavoro o protezione internazionale.

Non c’è alcun motivo per escludere dall’aiuto assegnato a titolo di “Solidarietà Alimentare” gli stranieri privi di titolo di soggiorno che in questa particolare situazione non hanno alcuna possibilità di lasciare il nostro paese, stante il blocco della mobilità internazionale e l’indisponibilità dei paesi di origine a riammetterli nel territorio.

Nella ricerca dei criteri di attribuzione dei buoni spesa è da preferire l’utilizzo delle graduatorie e si chiede di indicare i valori per l’attribuzione dei punteggi.

Tra i beni di prima necessità vanno inclusi, dove non specificato, prodotti per l’igiene personale, detersivi e farmaci da banco non prescrivibili.

Qualora il Comune preferisca l’utilizzo di pacchi alimentari all’emissione dei buoni pasto, si chiede di verificare preventivamente con i beneficiari l’esistenza di intolleranze, allergie ed ulteriori esigenze alimentari.

Per quanto sopra esposto chiediamo una verifica delle deliberazioni già effettuate e la comunicazione, quotidiana, sul sito istituzionale dell’Ente e con altro mezzo ritenuto idoneo, dello stato di erogazione dei buoni pasto, con indicazione del numero di cittadini beneficiari sino al totale esaurimento del fondo messo a disposizione.

Potere al Popolo
Marano – Mugnano – Calvizzano

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