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Oltre 100 mila presenze per il 47° Nauticsud a Napoli

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Napoli 9 febbraio 2020 Nauticsud salone internazionale della nautica secondo giorno Uff. stampa foto: Stefano Renna / Roberta De Maddi

De Sieno MdO: “Contratto rinnovato per tre anni”. Gennaro Amato: “Ora puntiamo al 50° anno, tre anni di lavoro”. Nasce accordo nazionale tra Afina ed Aicast

Napoli, 16 febbraio 2020 – “Abbiamo realizzato una edizione del Nauticsud, in collaborazione con Afina, che ha superato ogni aspettativa. La crescita del 25% degli ingressi, che porta il totale dei visitatori in nove giorni espositivi ben oltre le centomila presenze, sottolinea il successo ottenuto”.

Le parole della consigliera delegata di Mostra d’Oltremare Valeria De Sieno, rilasciate questa mattina nella giornata conclusiva della 47.ma edizione del Salone nautico internazionale di Napoli, fanno seguito a quanto già nei giorni scorsi era trapelato durante la serata di gala dei Nauticsud Award. In questa occasione l’amministratrice di MdO, insieme al presidente di Afina Gennaro Amato, aveva ricevuto un premio dal direttore de Il Mattino, Federico Monga e dichiarato: “Sono felice di questo premio e colgo l’occasione per dire a tutti i presenti del rinnovato accordo con Afina”.

Dalle parole alla realtà con un contratto tra le parti per proseguire nel connubio organizzativo per diversi anni. “Il contratto era una formalità, ma comunque importante per pianificare il futuro dell’esposizione – ha confermato Gennaro Amato, presidente Afina – e giungere almeno alla 50.ma edizione con un progetto che possa prevedere a Napoli un padiglione speciale con la partecipazione di tutte le nazioni che si affacciano sul Mediterraneo”.

Oltre le attuali 107mila presenze, a poche ore dalla chiusura, il dato che rilancia ulteriormente il Nauticsud giunge dalle compravendite. Tra i 220 espositori presenti la soddisfazione è alta, tutti hanno effettuato contrattazioni e vendite, tanto da presentare già domanda di adesione all’edizione 2021.

Il lavoro di Afina, per il futuro della nautica, non ha sosta. Questa mattina Gennaro Amato ha accolto al Nauticsud il presidente nazionale di Aicast, Antonino Della Notte, per aderire alla confederazione Associazione Industria Commercio, Artigianato, Servizi e Turismo.

“Siamo contenti di accogliere in Aicast l’associazione nazionale Afina – ha confermato il presidente Della Notte – e contiamo su una collaborazione che ci consenta di rilanciare la nautica da diporto e l’intera filiera nautica a livello nazionale. Organizzeremo, dopo un confronto collaborativo con Gennaro Amato, una sezione nazionale della nautica al più presto visto anche il successo di questo Nauticsud”.

Nota stampa

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Il grido d’allarme dei florovivaisti: settore in ginocchio, appello a Conte

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fiori
Foto Nota Stampa

L’intero settore rivolge un appello al Governo: fondo di sostegno e risorse per ripartire

“Il Belpaese non può ripartire senza i colori e i profumi dei suoi fiori. Un nuovo Rinascimento Italiano passa per il rifiorire del proprio paesaggio. Il settore florovivaistico al momento è letteralmente in ginocchio e senza azioni concrete a rischio c’è tutta la programmazione futura e migliaia di posti di lavoro” – è quanto affermano in una nota congiunta tutti i consorzi, i mercati e i distretti florovivaistici d’Italia.

Il florovivaismo rappresenta, infatti, il 5% della produzione agricola totale in Italia e si estende su una superficie di quasi 30mila ettari, conta 23mila aziende e 100mila addetti, di cui 14mila coltivano fiori e piante in vaso e 7mila sono vivai. Il comparto vale circa 2,5 miliardi di euro. In Europa, le aziende florovivaistiche contano un fatturato di oltre 20 miliardi di euro e l’Italia, vale il 15% della produzione comunitaria. 

Un settore vitale dell’economia italiana che oggi subisce più di altri le tragiche ripercussioni dovute all’emergenza Covid-19, con ingenti danni economici, cali di vendite sino al 100% e uno scenario futuro preoccupante. Una fase di emergenza che ha, però, permesso per la prima volta a tutti gli operatori del settore di trovare un terreno comune di confronto e di proposta per far ripartire il comparto. 

Il tutto è stato sintetizzato in una lettera indirizzata al Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, alla titolare del dicastero delle politiche agricole Teresa Bellanova e ai suoi colleghi Stefano Pautanelli (Sviluppo Economico), Nunzia Catalfo (Lavoro), al Presidente della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini, al Presidente dell’Anci, Antonio Decaro e al presidente di Unioncamere Carlo Sangalli.

Una serie di proposte concrete per rimettere in moto l’intero comparto. Il tutto, spiegano i florovivaisti italiani, deve avvenire attraverso la convocazione di un tavolo nazionale per stilare un piano di misure straordinarie del valore di circa 800milioni di euro con l’obiettivo di preservare l’operatività della filiera Florovivaistica Nazionale.

Per sostenere il comparto con tempestività e incisività i Florovivaisti chiedono “la sospensione dei pagamenti delle rate per mutui, finanziamenti e prestiti fino al 1 giugno 2021; l’istituzione di un fondo di garanzia ad hoc per sostenere la liquidità delle imprese e l’individuazione di strumenti europei e nazionali per semplificare il Covid-19 quale causa di forza maggiore ai fini dell’esecuzione dei contratti”.  

Nella lunga lettera firmata dal Consorzio Produttori Florovivaistici Campani, dal Mercato dei Fiori di Ercolano, Leverano, Taviano, Viareggio, Vittoria, Terlizzi e Sanremo-Amaie, dalle Cooperative Masaniello, Flora Pompei e il Contadino, dai distretti di Liguria, Puglia, Pistoia e Lucca, dall’Azienda Speciale Mercato dei Fiori della Toscana, dall’Associazione Florovivaisti e Fioristi Italiani, dall’Associazione Filiera Florovivaistica del Lazio, dall’Associazione Florovivaisti Italiani e dall’Associazione Nazionale Vivaisti Esportatori si sollecita anche una immediata mobilitazione di risorse finanziarie istituendo un Fondo di Sostegno dove far confluire risorse europee e nazionali.

Per i Florovivaisti Italiani “un ruolo importante, nel reperimento di liquidità straordinaria per le imprese, devono svolgerlo Cassa Depositi e Prestiti e la Banca Europea degli Investimenti attraverso il suo Fondo di Investimenti; inoltre bisogna provvedere a recuperare la capacità di spesa sul Fondo di Sviluppo e Coesione e parte più importante lavorare per il recupero di fondi strutturali 2014-2020 inutilizzati e allo stesso tempo prevedendo l’anticipo dei fondi e del cofinanziamento nazionale e regionale per quelli previsti nelle misure 2021-2027. Solo così – concludono – sarà possibile dotare il comparto di nuova liquidità e far rialzare un settore praticamente in ginocchio”.

Nota Stampa GAIA FLORUM S.p.A.

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iPad 10 anni fa la rivoluzione di Jobs nel mondo della tecnologia

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ipad compie 10 anni
Foto di Rudy and Peter Skitterians da Pixabay

L’iPad fu lanciato sul mercato 10 anni fa. Il grande genio di Steve Jobs cambiò nuovamente il mondo

Buon compleanno iPad. 10 anni fa, il 3 aprile 2010, il grande e compianto Steve Jobs lancio sul mercato un nuovo device destinato a cambiare le nostre vite: l’iPad di Apple. Avviando così l’era del tablet

Jobs l’aveva presentato nel gennaio di quell’anno, alla sua maniera. Il tablet è oggi di uso comune al pari di smartphone e televisore. Utilizzato praticamente in ogni ambito, dal gaming al social passando dalla scuola (mai come in questo momento) per lavoro e medicina giusto per citarne qualcuno.

Presentazione dell’Ipad da parte di steve jobs

L’iPad: il tablet non subito compreso?

Forse non fu subito compreso se mi lasciate l’espressione. Del resto come tutte le più grandi innovazioni aveva bisogno di tempo. Molti non riuscirono a cogliere subito le potenzialità del tablet di uno strumento che poteva essere colto come sovrapposizione di altri, smartphone e PC tra tutti. Ma che non era né il primo né il secondo.

lancio ipad 10 anni fa
I tre gioielli di casa Apple – MacBook IPad e IPhone

L’inganno (se così lo possiamo chiamare) fu grande. Non avevamo colto appieno che si stava creando un nuovo enorme filone di mercato che di fatto basava la sua fortuna sulla creazione di un nuovo modello di utilizzo della tecnologia e di rapportarsi ad essa. Modello che di fatto ha cambiato le nostre vite e che visto con il senno di poi appare più che evidente. E che creò una nuova economia incrementando anche quella che aveva già precedentemente avviato.

Il grande Steve Jobs ci manca non poco

Steve Jobs del resto non è stato mai nuovo a questo tipo di regali al mondo intero. Una mente geniale nella sua interpretazione del tempo in cui è vissuto. Uno dei pochi che ha indicato una strada e non ne solo cavalcato l’onda del momento. Fin dai tempi del mouse e delle icone per il desktop.

Il discorso a Stanford

Molto di quello che era fu condensato nel celeberrimo discorso che fece ai laureandi di Stanford che riportiamo qui sotto preso in prestito da youtube.

Discorso in cui pronunciò la sua famosissima frase, considerata la pari di un testamento spirituale e quotidianamente è fonte di ispirazione e riflessione per le persone di tutto il mondo:

Stay hungry, stay foolish

Siate affamati, siate folli

In questo modo Steve Jobs, genio indiscusso della modernità, fondatore di Apple e visionario inventore nonché creatore di fatto di una nuovo economia ci lascia un tesoro in termini tuttora da scoprire e che affascina milioni di giovani e sognatori in tutto il pianeta

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Covid-19 Florovivaisti Campani: No alla decisione ministeriale di permettere la vendita dei fiori

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Vincenzo Malafronte presidente del Consorzio Produttori Florovivaisti Campani
Vincenzo Malafronte, Presidente del Consorzio Produttori Florovivaisti Campani

Richiesto dai Florovivaisti campani lo stato di calamità naturale. “Abbiamo bisogno di aiuti economici, contributivi e creditizi”

Il Consorzio Produttori Florovivaisti Campani chiede lo stato di calamità naturale per l’intero settore regionale e allo stesso tempo stigmatizza il comportamento del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali che nel Dpcm del 22 marzo 2020 ha incluso i fiori tra i prodotti per i quali è permessa la vendita, consentendo quindi la commercializzazione anche al dettaglio di semi, piante e fiori ornamentali, piante in vaso e fertilizzanti.

A chi dobbiamo vendere i nostri fiori? – si interroga Vincenzo Malafronte, presidente del Consorzio Produttori Florovivaisti Campani. Un controsenso evidente. Se siamo invitati, giustamente, a rimanere in casa e sono state vietate le cerimonie religiose e non, sono stati chiusi i cimiteri ed è possibile muoversi solo per comprovate esigenze, come si può in questo contesto favorire il commercio dei fiori?”.

Un settore, quello florovivaistico, messo in ginocchio dall’emergenza Coronavirus, con una perdita che si aggira intorno agli 80 milioni di euro solo per la Regione Campania e che vede a rischio il futuro di oltre 20mila posti di lavoro. Da qui la necessità di chiedere alla Regione Campania di considerare lo stato di calamità naturale per il settore. 

Malafronte si rivolge direttamente al presidente della Regione Vincenzo De Luca “da sempre attento al nostro settore affinché possa dare eco al nostro appello presso il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali. In questo momento abbiamo bisogno di aiuti economici, contributivi e creditizi. Le imprese agricole florovivaistiche sono quelle maggiormente colpite di tutto il settore agricolo. Tante sono state costrette a mandare al macero il 100% delle proprie produzioni e allo stato attuale delle cose è fortemente a rischio anche la programmazione invernale. La decisione del Governo di permettere la vendita di fiori e semi è uno specchietto per le allodole, uno stratagemma per non affrontare seriamente il problema, decretando così la scomparsa del nostro comparto”.

Il Consorzio già prima delle misure più stringenti per contrastare il contagio da Coronavirus, che hanno prodotto la chiusura anche dei mercati all’ingrosso, aveva lanciato il suo grido d’allarme, chiedendo un intervento concreto al Ministro Bellanova: “ma le risposte, al momento, sono state completamente insufficienti” – conclude Malafronte

Nota stampa, Consorsio Produttori Florovivaisti Campani

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