Cronaca
Omicidio Ascione, Napoli: arrestati due indagati per armi
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Napoli, omicidio del 20enne Ascione: due arresti per porto illegale di armi con aggravante mafiosa disposti dalla DDA
Napoli, sviluppi nelle indagini sull’omicidio Ascione
Nuovi sviluppi nell’inchiesta sull’omicidio del 20enne Fabio Ascione, avvenuto lo scorso 7 aprile 2026 a Napoli. Nella mattinata del 16 giugno, i Carabinieri della Compagnia di Napoli Poggioreale hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di due persone, di 30 e 24 anni.
Il provvedimento è stato emesso dal GIP del Tribunale di Napoli su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia. A diffondere la notizia Il Comando Provinciale Carabinieri di Napoli su delega della Procura della Repubblica
Le accuse e l’aggravante mafiosa
I due indagati sono ritenuti gravemente indiziati, allo stato delle indagini, del reato di porto e detenzione illegale di arma da fuoco.
Per il 24enne è stata inoltre contestata l’aggravante del metodo mafioso, in relazione alla presunta appartenenza al clan De Micco, attivo nel quartiere Ponticelli.
Il legame con il conflitto a fuoco
Le indagini hanno evidenziato come l’arma detenuta illegalmente dagli indagati sarebbe stata successivamente ceduta a un altro soggetto, già sottoposto a fermo nei giorni successivi ai fatti.
Con la stessa arma, secondo gli investigatori, sarebbe stato poi partecipato a un conflitto a fuoco in strada, davanti a più persone.
Le indagini: video e testimonianze
L’attività investigativa, avviata subito dopo l’omicidio, si è basata sull’analisi delle immagini di videosorveglianza e sulle dichiarazioni dei testimoni, elementi che hanno consentito di ricostruire il quadro indiziario.
Gli accertamenti hanno portato a individuare i due soggetti e a delinearne il presunto ruolo nella gestione e circolazione dell’arma.
La misura cautelare
Alla luce degli elementi raccolti, l’autorità giudiziaria ha disposto nei loro confronti la custodia cautelare in carcere, ritenendo sussistenti gravi indizi di colpevolezza.
Si precisa che il provvedimento eseguito è una misura cautelare adottata nella fase delle indagini preliminari, pertanto suscettibile di impugnazione. Gli indagati sono da considerarsi presunti innocenti fino a eventuale sentenza definitiva di condanna, come previsto dalla legge.

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