Cronaca
Perseguita la ex ad Amorosi: scatta divieto di dimora
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3 anni fail

Perseguita la ex ad Amorosi. Il tentativo dell’indagato era quello di recuperare una relazione sentimentale ormai finita. Per lui divieto di dimore nella Provincia di Benevento
Perseguita la ex ad Amorosi. Questa mattina i Carabinieri della locale stazion – a seguito di indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Benevento – hanno eseguito una misura cautelare del divieto di dimora nella provincia di Benevento.
A emettere il provvedimento cautelare il Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Benevento, su richiesta della locale Procura della Repubblica.
Destinatario della misura cautelare un uomo che avrebbe attuato condotte minacciose, intimidatorie e dal tenore molesto nei confronti della sua ex. Lo avrebbe fatto nel tentativo di riallacciare una relazione sentimentale ormai finita.
Tali condotti avrebbero generato uno stato di grave ansia e e paura. Ciò avrebbe generato nella donna un fondato timore per la propria incolumità e per quella del figlio, costringendola a cambiare le proprie abitudini di vita.
La donna, infatti, si sarebbe trasferita dal Comune di Telese Terme, prima a San Lorenzo Maggiore e successivamente ad Amorosi.
Le indagini – svolte dai militari dell’Arma di Amorosi e coordinate dalla Procura della Repubblica – hanno consentito non solo di acquisire gravi indizi di colpevolezza a carico dell’indagato per il reato di atti persecutori, commesso nel periodo temporale compreso tra marzo del 2017 e giugno 2023, ma anche gravi indizi di colpevolezza per il reato di furto aggravato e danneggiamento commessi, sempre in danno della vittima, in Amorosi lo scorso 11 aprile.
Fondamentali per l’acquisizione del probatorio a carico dell’indagato, la ricezione delle denunce sporte dalla vittima, le sommarie informazioni raccolte dalle persone informate sui fatti. Importantissime anche l’acquisizione delle videoregistrazioni dei sistemi di sorveglianza prossimi ai luoghi dei reati, a rilievi fotografici, nonché alla perquisizione effettuata nei confronti dell’indagato.
Le indagini espletate hanno così permesso di ricostruire il modus operandi dell’indagato, che consisteva nel pedinare e molestare la vittima.
Il provvedimento oggi eseguito è una misura cautelare, avverso cui sono ammessi mezzi di impugnazione. Il destinatario della stessa è una persona sotto indagine e quindi presunto innocente fino a sentenza definitiva.

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