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Dio liberato, il romanzo di Marcello Fanfoni

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Dio liberato

Dio liberato è un romanzo centrato sulla sessualià e sull’eros raccontato con un linguaggio tagliente in cui il lettore resta addirittura interdetto.

Genere: Romanzo
Pagine: 476
Prezzo: 18,05

“Bianca è una ragazza timida e introversa che frequenta il liceo Pindaro a Milano; la sua vita viene completamente stravolta quando, un mattino, si imbatte nella visione di una splendida, ultraterrena signora in bianco. Tra amori non corrisposti, prostitute, matrimoni falliti, divinità egizie e greche, una città-bordello per suicidi e viaggi oltremondani, la sua quotidiana esistenza e quella di Serena, Enrico, Martino e Milena verrà trascinata in un vortice di grottesche e sconvolgenti avventure di cui soltanto Dio in persona potrà sancire il surreale, catartico epilogo”.

Marcello Fanfoni, lo scrittore di Dio liberato da anni vive e lavora a Milano. Sarà per questo che leggendo il suo libro pubblicato per i tipi di Robin Edizioni, l’ambientazione risulta sicuramente un punto di partenza per condurre un’indagine attorno all’esordio nella narrativa di Fanfoni.

Un’ambientazione, quella milanese, che accompagna il lettore tra le vie e i vicoli della città di Milano, e che esordisce da un liceo classico di Porta Venezia.

Anni Duemila. Bianca, giovane donna alle prese con l’adolescenza e una verginità per cui è mira dell’interesse e delle prese in giro dei suoi compagni, incappa in una visione alquanto singolare.

All’interno di un piccola grotta artificiale, infatti, costruita all’interno del cortile della scuola, ciò che a Bianca appare è la figura di una donna angelica, dai tratti ultraterreni, che tutti subito riconoscono come un incontro mistico.

Non a caso, la data dell’apparizione coincide con il giorno in cui, ormai molto tempo addietro, la Madonna è comparsa per la prima volta ai fedeli di Lourdes.

Attorno a Bianca ci sono Erica e Margherita, le uniche due persone in grado di non giudicarla, di avvicinarsi a lei al di là delle sue stranezze. Entrambe riflesso delle proprie madri, Serena e Milena. Ma forse, rispetto a loro, maggiormente in grado di saper guardare alla sessualità e all’iniziazione erotica con una onestà di gran lunga superiore delle loro madri.

Serena e Milena, d’altro canto conducono le loro vite ordinarie accompagnandosi a mariti che ormai hanno smesso di amare, e al contempo da cui non sono più amate: Enrico e Martino.

All’interno di Dio liberato il mondo dell’Eros occupa una posizione di rilievo, è il motore, il perno attorno a cui la storia procede.

È come un piacere atavico, antico quanto i culti politeisti degli Egizi, un piacere, quello dell’eros al cui magnetismo nessun essere umano può sottrarsi, salvo appellandosi a moralismi e circostanze indispensabili richieste dalla società in cui vivono i protagonisti del romanzo.

La sessualità concepita come riscatto, come culto, eppure la contraddizione di esser nascosta, celata, spesso rifiutata in blocco per la sola ragione di venir reputata immorale sotto il giudizio delle religioni monoteiste.

L’opera di Fanfoni è un romanzo che non lascerà molti indifferenti, questo anche grazie alle evidenti capacità stilistiche e narrative del suo autore.

Un lessico tagliante e spudorato, fatto di richiami ed echi poetici, di figure retoriche inusuali, davanti a cui il lettore può compire due azioni, a primo acchito antitetiche ma in realtà sovrapponibili tra loro.

Da un lato, infatti, resta interdetto per la sfrontatezza del racconto, dall’altro, allo stesso medesimo tempo, ne risulta incredibilmente sedotto, al punto da non riuscire a staccarsi dal racconto. D’altro canto, invece, questa è una delle innumerevoli chiavi di lettura attraverso cui leggere Dio liberato: quanto è giusto sottostare alle regole di una moralità imposta per raggiungere una felicità che in realtà, proprio negandosela, l’essere umano non raggiungerà mai?

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