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Reflui dell’officina finivano in un terreno: denunciate due persone
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5 anni fail

Si tratta dell’Amministratore unico e del socio accomandante di una società di autocarrozzeria del vesuviano; dovranno rispondere di gestione di rifiuti non autorizzata
Mercoledì mattina gli agenti del Comando Distaccamento Polizia Stradale di Nola hanno denunciato l’Amministratore Unico ed il Socio Accomandante di una società di auto-carrozzeria dei paesi vesuviani per attività di gestione di rifiuti non autorizzata in quanto i reflui industriali e quelli piovani provenienti dal ciclo produttivo dell’attività di carrozzeria, consistenti in componenti degli organi propulsori, pneumatici usurati, cerchi arrugginiti di veicoli, carcasse di veicoli, materiale ferroso, olii minerali e solventi abbandonati indiscriminatamente e senza alcuna protezione, confluivano direttamente nel terreno agricolo adiacente l’Opificio, e senza che le stesse acque subissero preventivamente un processo di depurazione cosi come previsto dalla normativa in materia.
L’attività è il frutto di un controllo amministrativo finalizzato al contrasto dei reati di ricettazione di veicoli o parti di essi ed alla verifica della correttezza e liceità del servizio reso dalle imprese esercenti l’attività di manutenzione, riparazione e pulizia dei veicoli a motore (meccanica e motoristica, carrozzeria, elettrauto, gommista e autolavaggio) denominata “Attività di Autoriparazione” e di “Autolavaggio”, anche in relazione al rispetto della normativa in materia ambientale conseguenti alle suddette attività.
Nello specifico, veniva accertato che i reflui industriali provenienti dal ciclo produttivo dell’attività di carrozzeria, abbandonati indiscriminatamente e senza alcuna protezione, confluivano direttamente nel terreno agricolo, attraverso un percorso fognario, verosimilmente creato ad arte, direttamente nel terreno adiacente.
Pertanto, poiché i reflui industriali dell’attività posta in essere dall’officina non seguivano un percorso preventivo di depurazione a parte, l’intera area interessata all’attività e tutto il materiale e inquinante rinvenuto sono stati sottoposti a sequestro.
Sono in corso ulteriori attività investigative al fine di verificare la regolarità delle concessioni edilizie relative al manufatto.
Nota stampa Questura di Napoli

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