Cronaca
Caivano, nuova fuoriuscita a Pascarola: cittadini chiedono risposte
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Nuovo episodio alle 5 del mattino: segnalati odori irrespirabili e malesseri. Il sindaco richiama alla prudenza mentre cresce la richiesta di interventi
Un nuovo episodio all’alba
Non si spegne l’allarme nell’area industriale di Pascarola. Dopo la fuoriuscita di sostanze che aveva provocato un forte odore acre nella notte tra il 12 e il 13 settembre, una nuova emissione è stata avvertita intorno alle 5 di questa mattina, risvegliando numerosi residenti di Caivano.
Il fenomeno ha nuovamente portato nell’aria un odore descritto dai cittadini come irrespirabile. Nelle segnalazioni raccolte nelle ore successive vengono riferiti anche bruciore agli occhi e diversi malesseri.
Si tratta, al momento, di sintomi riferiti dai cittadini e che dovranno essere valutati dalle autorità sanitarie. Non è quindi possibile stabilire, sulla base delle sole segnalazioni, un rapporto diretto tra i disturbi lamentati e la sostanza fuoriuscita.
Il nuovo intervento dei Vigili del Fuoco
Il nuovo episodio ha fatto scattare nuovamente l’intervento del Nucleo NBCR dei Vigili del Fuoco di Napoli, insieme ai Carabinieri, che hanno raggiunto l’area ASI di Caivano.
Il sindaco Antonio Angelino ha inoltre informato la Prefettura di Napoli e le altre autorità competenti per i controlli.
In un nuovo avviso alla cittadinanza, il primo cittadino ha spiegato che la situazione viene monitorata costantemente e ha rinnovato, in via prudenziale, l’invito a evitare di permanere all’aperto e a mantenere chiuse porte e finestre delle abitazioni.
L’avviso arriva dopo che nei giorni scorsi le autorità avevano già disposto analoghe precauzioni in seguito alla prima fuoriuscita.
Una nuova emergenza dopo quella del 12 settembre
Il nuovo episodio si inserisce in una vicenda che ha già richiesto l’intervento di Vigili del Fuoco, NBCR, ASL, ARPAC, Forze dell’Ordine e Prefettura.
Nel primo episodio, verificatosi nella notte del 12 settembre, l’origine delle esalazioni era stata individuata nello stabilimento PPG Industries della zona industriale di Pascarola. Il Nucleo NBCR aveva operato per contenere la fuoriuscita.
Successivamente, il sopralluogo congiunto aveva individuato una zona rossa all’interno della quale erano presenti tre cisterne contenenti una miscela già trattata con materiali inertizzanti. Secondo quanto comunicato dal Comune di Caivano, due cisterne si erano deformate a seguito di una reazione, provocando la fuoriuscita della miscela che aveva generato l’odore acre.
Le autorità avevano quindi disposto ulteriori verifiche e l’azienda aveva programmato campionamenti, analisi e caratterizzazione dei materiali attraverso ditte specializzate.
I controlli sanitari e ambientali
Il quadro delle verifiche resta particolarmente importante alla luce del nuovo episodio.
L’ASL Napoli 2 Nord ha comunicato di essere al lavoro, in coordinamento con la Prefettura, per monitorare i valori dell’aria nell’area ASI di Caivano e nei territori circostanti. Nell’ultimo aggiornamento disponibile, l’azienda sanitaria aveva riferito che non risultavano segnalazioni alla Centrale 118 e che i Vigili del Fuoco avevano effettuato misurazioni ambientali dopo le operazioni di contenimento.
La stessa ASL aveva inoltre spiegato che l’accesso alla zona direttamente interessata dalla fuoriuscita era interdetto e che erano state richieste all’azienda la documentazione tecnica e le Schede di Dati di Sicurezza necessarie per ricostruire l’evento e valutare il rischio chimico.
Restano quindi centrali i risultati dei campionamenti e delle analisi sui materiali presenti nello stabilimento.
La protesta dei cittadini: «Ora servono soluzioni»
Il nuovo episodio ha fatto crescere la preoccupazione tra i residenti.
Sui social e nei commenti agli avvisi istituzionali sono numerose le richieste rivolte alle autorità affinché venga individuata una soluzione definitiva al problema e venga garantita maggiore chiarezza sulle sostanze disperse nell’ambiente e sui rischi per la popolazione.
La richiesta nasce anche dalla ripetizione dell’evento a poche ore dagli accertamenti effettuati dopo la prima fuoriuscita.
Tra le istanze avanzate dai cittadini c’è anche quella di valutare la sospensione delle attività dello stabilimento PPG fino alla completa risoluzione della criticità. Si tratta, allo stato attuale, di una richiesta proveniente dalla cittadinanza e non di un provvedimento disposto dalle autorità.
Scuole chiuse? La richiesta arriva dai cittadini
Un’altra richiesta che sta prendendo forza riguarda la chiusura delle scuole.
Alla luce della nuova fuoriuscita verificatasi alle prime ore del mattino e delle segnalazioni di odori irrespirabili e malesseri, alcuni cittadini chiedono al Comune di valutare la sospensione delle attività scolastiche a titolo precauzionale.
Al momento, però, non risulta un provvedimento ufficiale di chiusura degli istituti scolastici collegato al nuovo episodio. Qualsiasi decisione dovrà tenere conto dei rilievi ambientali, delle indicazioni delle autorità sanitarie e delle valutazioni della Prefettura e del Comune.
Il nodo resta la sicurezza
La nuova fuoriuscita riporta quindi al centro una domanda che i residenti di Caivano e dei comuni vicini stanno ponendo con crescente insistenza: quali sono le condizioni di sicurezza dell’impianto e perché si è verificata una nuova emissione dopo le operazioni di messa in sicurezza?
Lo stabilimento PPG di Caivano è un impianto industriale soggetto alla normativa sugli stabilimenti a rischio di incidente rilevante e utilizza diverse sostanze chimiche nei processi produttivi. La documentazione pubblica ISPRA indica, tra le attività dello stabilimento, la produzione di resine e prodotti a base acqua o solvente e lo stoccaggio di solventi e altre sostanze classificate pericolose.
Questo dato, tuttavia, non consente di identificare automaticamente la sostanza coinvolta nel nuovo episodio: la composizione della miscela fuoriuscita deve essere accertata attraverso le analisi tecniche in corso.
La richiesta di una risposta definitiva
Dopo due episodi ravvicinati, la questione non riguarda più soltanto la gestione dell’emergenza nell’immediato.
La popolazione chiede informazioni precise, dati ambientali comprensibili e soprattutto garanzie sulla sicurezza dell’area. Il nuovo intervento del NBCR e l’allerta rilanciata dal sindaco dimostrano che la situazione richiede ancora un monitoraggio costante.
Ora sarà fondamentale capire che cosa abbia provocato la nuova fuoriuscita delle 5 del mattino, quali sostanze siano state effettivamente disperse e quali valori siano stati registrati dai tecnici.
Sono questi gli elementi che potranno consentire alle autorità di stabilire se siano necessarie ulteriori misure di tutela, compresa l’eventuale sospensione delle attività e, qualora ne ricorrano i presupposti, l’adozione di provvedimenti sulla frequenza scolastica.
Nel frattempo il sindaco ha invitato la cittadinanza a mantenere porte e finestre chiuse e a limitare la permanenza all’aperto, in attesa di ulteriori comunicazioni ufficiali.
La comunità, dopo giorni di forte preoccupazione, attende ora soprattutto una risposta: quando sarà definitivamente risolta la criticità nell’area industriale di Pascarola?

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