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Cronaca

Ischia, villaggio abusivo tra gli scogli: sequestrata area protetta

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Barano d’Ischia, sequestrato un complesso abusivo nella zona di Capo Grosso-Scarrupata: quattro persone denunciate

Scoperto un insediamento abusivo in un’area protetta

I Carabinieri della Stazione di Barano d’Ischia hanno sequestrato un’area nella località Capo Grosso-Scarrupata, dove sarebbero state realizzate opere abusive all’interno di una zona sottoposta a vincoli paesaggistici e caratterizzata da un elevato rischio idrogeologico.

L’attività investigativa è iniziata nel mese di luglio e ha portato alla denuncia di quattro persone tra proprietari e comproprietari dei terreni interessati.

Le opere realizzate nell’area

Secondo quanto accertato nel corso delle indagini, l’area sarebbe stata interessata da interventi di sbancamento e trasformazione del terreno per consentire la realizzazione di strutture e infrastrutture non autorizzate.

Gli investigatori hanno documentato la presenza di una struttura di circa 32 metri quadrati, condotte idriche abusive per circa 120 metri, collegamenti elettrici e una serie di opere realizzate all’interno di un contesto naturale particolarmente delicato.

Indagini dal mare e con l’ausilio dei droni

Per raggiungere e documentare l’area, i Carabinieri si sono avvalsi anche del supporto del Nucleo Navale della Compagnia di Ischia.

I rilievi effettuati con i droni hanno consentito di ricostruire l’estensione degli interventi e di individuare strutture e percorsi realizzati lungo il versante costiero.

Area sottoposta a sequestro

Nel corso dei sopralluoghi sono stati rinvenuti anche materiali da costruzione e attrezzature che, secondo gli investigatori, lasciavano ipotizzare la prosecuzione dei lavori.

Per questo motivo sono stati eseguiti due sequestri preventivi finalizzati a impedire l’ulteriore trasformazione dell’area.

Contestate violazioni edilizie e paesaggistiche

Le quattro persone denunciate dovranno rispondere, secondo l’ipotesi accusatoria, di violazioni in materia edilizia e paesaggistica nonché di danneggiamento e deterioramento di beni culturali e paesaggistici.

Le relazioni tecniche acquisite nel corso delle verifiche avrebbero escluso la possibilità di regolarizzare le opere realizzate.

Presunzione di innocenza

Le persone denunciate sono sottoposte a indagini e devono essere considerate presunte innocenti fino a eventuale sentenza definitiva di condanna. A diffondere la notizia una i Carabinieri del Comando Provinciale di Napoli.

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